lunedì 19 settembre 2011

Ci sono momenti

Ci sono momenti in cui non riesco davvero a scrivere.
Questo è evidentemente uno di quelli.
Scrivere è terapeutico, non è solo un modo per tenere a mente fatti ed emozioni lontani. Non scrivere indica un blocco, qualcosa che non riesco a elaborare.
Certo, ci sono momenti della mia vita in cui sono serenissima, e non scrivo. Ma una foto, una frase, una immagine: quelle le lascio sempre.
Invece no, ho questo nodo che non va nè su nè giù. E' lì, a ricordarmi che sto girando la faccia dall'altra parte.

In questi giorni non riesco nemmeno a farmi rassicurare da Claude. Anzi, divento paranoica su qualunque cosa faccia, tengo le distanze...ho il pelo ritto come un gatto che soffia.

A volte sto così, in attesa. In bilico. Pronta a scivolare e a vedere dove rotolerò.
Non c'è neppure timore, solo una discreta curiosità.
A volte vorrei sapere chi sono. Cosa calpesto di me ogni volta che compio una scelta, che il mio senso del dovere mi guida. Il mio senso di lealtà, verso tutti tranne che verso i miei desideri, a volte scambiati per capricci, a volte qualcosa di più.

Sono il tipo di persona cui piace camminare a piedi nudi, che ama ballare la musica improvvisata, che vorrebbe viaggiare dove la porta il vento, che vorrebbe conoscere un sacco di persone che parlano lingue mai sentite prima.

E sono il tipo di persona che ama le comodità, che non potrebbe accamparsi in maniera improvvisata, che adora le proprie abitudini e che si sente comoda avvoltolata in un plaid, abbozzolata sul proprio divano.

Amo vedere gente, amo stare a casa accucciata. Mi reputano una persona molto dolce, mi reputano una fiera che sbrana gli altri.
Sono una eterna contraddizione. Che cosa sono in realtà? Perchè non so darmi un nome, una etichetta? Mi sento come un colore che cambia a seconda della luce che la attraversa. Chi non riesce a stare dietro a questi miei adattamenti mi vede come una creatura bizzarra, e poichè non può inscatolarmi mi offende insinuando che non ho una mia identità.
Io credo davvero che la mia identità sia questa: mutevole, diseguale, contradditoria. Amo vivere così. Lasciatemi in pace.

9 commenti:

Nega Fink-Nottle ha detto...

Mi leggo molto in quello che scrivi :)
Ho avuto un momento di bilico proprio la scorsa settimana, ma scrivere il post del budino molle mi ha aiutata :)
Il mio ideale sarebbe rifugiarmi in un faro circondato dal mare in tempesta. Lì so che ritroverei me stessa.

pOpale ha detto...

Essere fedeli a se stessi è sempre la scelta giusta :)

ondalunga ha detto...

tra l'altro mi pare che tu non abbia delle richieste così folli! è più che legittimo quello che desideri

rompina ha detto...

"un colore che cambia a seconda della luce che la attraversa"...io trovo sia una cosa bellissima :)

Bungler Butterfly ha detto...

Zion da quanto tempo!! Troppo, troppissimo direi :)

Anche io ho avuto una lunghissima fase bilico, forse perché scrivo quando mi sento in crisi o combattuta e invece vedevo le mie giornate di una noia mortale :)

Un abbraccio!

Ale

Carla ha detto...

Sì, sei così. E sei magnifica per questo :)
Ti abbraccio

Viviana B. ha detto...

Passo solo per un abbraccio, in punta di piedi e cercando di non far baccano. Ma aggiungo che a me stai benissimo così come sei!

Baol ha detto...

Penso che bisogna principalmente essere se stessi; se non si fa male a gli altri, perchè cambiare?

Moky ha detto...

Sono sicura che chi ti ama (familgia, amici, Claude, blogamici...) ti accetta cosi' come sei. Perche' non cominci a farlo anche tu? :)