domenica 28 giugno 2015

Trasferte

Sono tornata da Zurigo, domani riparto per i pascoli erbosi a 4 ore e mezza di distanza da qui, e pare che ho vinto altre 3 settimane nella ridente località di cui sopra.
Quindi non una settimana, ma 4!!! Ma non dovevo passare una intera estate a Milano fino al 31 agosto? Dopodichè ovviamente avrò ancora una trasferta, ma questa la sapevo: in Croazia.
No, veramente, si sfiora il ridicolo: non ho come al solito nessuna certezza, ma stavolta c'è pure la delusione di averci creduto. Scema io...
Comunque consoliamoci: in queste poche settimane che ho passato a Casa, ho visto tanti amici e fatto tante cose belle assieme. Non quante avrei voluto, ma il tempo come sempre è molto tiranno.
Però è stato bellissimo.

Non voglio ripartire. :'(

venerdì 19 giugno 2015

Il termostato estivo

Eccomi ad aver finalmente cambiato termostato interno: finalmente arrivata a 27° (all'ombra, ovviamente) non grido più ALL'ACCORRUOMO! ma riesco a sopravvivere senza sentirmi male.
Non che stia poi così bene, ma almeno ho smesso di voler picchiare qualcuno tutto il giorno (solo all'idea sudo).
Intanto vi aggiorno sul mio futuro prossimo venturo: ho vinto (si fa per dire) una trasferta settimana prossima per 3 giorni nella ridente Zurigo. La cosa bella è che uso il treno e non l'aereo, cosa decisamente fantastica, considerando che al ritorno scendo a Monza che è praticamente sotto casa.
La cosa meno bella è che anche se vado a fare quello che mi piace (training agli utenti bestia), purtroppo l'argomento non lo padroneggio al 100%. Diciamo un 70, e il restante 30 saranno giochi di prestigio. Cosa che mi mette un'asia addosso, e odio questa cosa, perchè è l'ennesima tacca che metto alla voce "SONO DIVENTATA FORSE UNA PERSONA ANSIOSA?" e la bilancia pende proprio da quel alto, sìsìsì. Sigh. Vorrei essere padrona delle mie emozioni ma credo sia proprio questo il problema, non posso avere tutto sotto controllo!
La settimana a cavallo tra giugno e luglio invece ho vinto una trasferta entro i confini nazionali, sulle montagne. Questa cosa mi fa fare una capriola doppia, perchè io ADORO le mie montagne! Inoltre sarà proprio vicino a un mio amico virtuale, con cui ci scapperà una cena e un "carramba che sorpresa!" (o forse è "c'è posta per te"?) perchè insomma ci conosciamo da 12+ anni e non ci siamo mai visti di persona.
Claude ha arricciato il naso, ha voluto vedere un video musicale in cui appare questo amico, e si è tranquillizzato commentando acido e contento "ci credo che non sono mai diventati famosi questi qui", il che è ingiusto perchè secondo me la canzone era carina. Ma fa il geloso solo per farsi coccolare un po'. :D
Io cerco di riprendere i fili della mia vita sociale a casa, non è facile perchè lavoro comunque tantissimo e non riesco a fare tutto come vorrei (riecco la mania del controllo), ma comunque sto vedendo tantissime persone che ho potuto frequentare pochissimo nell'ultimo anno, e questa cosa mi riempie il cuore, anche se vorrei avere tempo per vedere molte più persone e più spesso.
Voto di allungare il weekend di almeno un giorno e mezzo. Secondo me sarebbe fair, soprattutto se eliminassimo anche il lunedì...
Vi lascio una canzone che ho messo nella mia playlist preferita. Attenzione: musica elettronica, potrebbe non piacere a molti! :)


lunedì 15 giugno 2015

Non sono ispirata

Non sono ispirata, sono stanca, voglio dormire e vorrei solo che tornasse l'autunno, con la copertina da tirarsi sul mento e il sole che diventa più opaco.
Invece no, tutti qua a pezzare come disperati alle 7 del mattino, ma per chi? per cosa?
Ridatemi l'inverno.

venerdì 5 giugno 2015

E' maleducazione?

Ho Skype pieno di contatti di lavoro del mio vecchio team, di cui - diciamocelo - non mi frega proprio una fava.
Anzi, mi infastidisce vederli online, vedere le notifiche di quando entrano online, e sinceramente non ho proprio voglia di ricordarmi nè di loro nè dell'anno MERDAVIGLIOSO passato insieme sul progetto in america.

Perciò chiedo: è maleducazione secondo voi cancellare questi contatti dal mio skype?
E' ovvio che si accorgano che li cancello, questo è lapalissiano.
Una volta (una volta sola) è anche successo che mi contattasse uno di loro, per una domanda veloce.
E' però difficile pensare che lavoreremo ancora assieme. Potrebbe capitare la remota possibilità che ci incrociamo su qualche progetto, questo sì. Aspetterei la fine dell'anno per cancellarli, giusto per essere sicura che siano andati live col progetto americano e che non abbiano più bisogno di me per quel lavoro (è una remotissima possibilità, cmq).

Spero che mi diciate la vostra, perchè ho chiesto solo a un ragazzo giovane che lavora con me, e lui mi ha detto che sarebbe molto maleducato e di non cancellarli.
Temo che la netiquette non sia il mio forte.

giovedì 4 giugno 2015

La sconfitta della umanità

Quando sento un consulente che dice "ah, si lavora dalle otto alle venti, bene, fantastico! No, perchè di solito mi capitano cicli di lavoro di 14, 15h al giorno, ed è normale".
ED è NORMALE. E mi ribatte alle mie rimostranze "eh, ma è così".

Quando sento un consulente che dice così, sento che siamo stati sconfitti, che non c'è possibilità di (soprav)vivere diversamente. Hanno vinto loro. Hanno vinto completamente loro.

Che schifo.

lunedì 1 giugno 2015

Per i curiosi...

...non svelo che cosa fosse il compito affidatomi, perchè sono tecnicismi nojosissimi, dico solo che anche questa volta sono riuscita a fare in mondo che qualcun altro lo facesse al posto mio. Facendola sembrare una idea del capo!

Se dovessero dare un premio a "procrastinatrice 2015 nonchè svicolatrice dell'anno" io lo prenderei, punto. Lo merito in pieno.

venerdì 29 maggio 2015

Stress?

A lavoro mi hanno chiesto di fare una cosa che sono ben 12 anni che evito accuratamente.
E' da ieri che svicolo, ma non posso esimermi.
Ora sudo freddo e procrastino, cosa che sono bravissima a fare, ma che non mi salverà per niente.

martedì 26 maggio 2015

Piano inclinato - again

Lo sapevo: no, seriamente: lo sapevo. Lo sapevo che non sono capace di stare ferma passivamente, lo sapevo che se non sento di star pianificando, escogitando vie di uscita, non sono più io.
E quindi? E quindi stamattina grande riunione di strategie, per capire cosa mi aspetta in futuro, per capire quali sono le possibilità vere, concrete. Poche, lontane, e chissà, ma stavolta a indirizzare e a dire cosa fare o non fare sono io. Non qualcun altro. E' vero, non esiste la perfezione e i miei sogni rimangono solo sogni, a prendere polvere. Quelli mi sa che ci resteranno lì a lungo. :-/
Ma restando sul concreto, adesso voglio provare a fare cose che abbiano un senso per me, non per il resto dell'universo, per ME.
Ho parlato chiaro e messo le carte sul tavolo. I giocatori hanno guardato, e spiegato le possibilità delle carte che anche loro hanno in mano. Non ho in mano io il gioco, ora tocca ad altri. Ma tornerà ad esserci la mia mano, butterò sul tavolo quello che riesco e forse non perdo proprio tutto.
Ci ho messo due mesi a elaborare il lutto di quella parte di me che pensava di poter fare quello che aveva sempre voluto. Ok, seppellito il sogno impossibile, buttati i fiori sulla terra smossa, resta solo quello possibile, perlomeno non improbabile.
Resto sul concreto, perchè castelli in aria non sono capace a farne. Concreta, a testa bassa. Mi pongo un obiettivo e vedo se posso raggiungerlo.
Le sensazioni del lunedì rimarranno, quello lo so: il mio lavoro mi fa veramente troppo, troppo cagarissimo. Però come sempre, il lavoro che faccio non è la mia vita: la mia vita è altro. E' ora di ricordarmelo e di vivere di conseguenza.

lunedì 25 maggio 2015

Quella sensazione

Quella sensazione di quando alzi gli occhi, lunedì mattina, stretta nel tuo soprabito blu, e pensi: "ma perchè devo chiudermi per così tante ore (9, 10, 11, 12...) in un ufficio, perdere tutto il mio tempo a fare un lavoro che mi fa schifo, osservare la mia vita che scappa sotto al mio naso, senza avere il potere di decidere nulla?".
Ti senti così piccola, insignificante, e sai perfettamente che tutto questo non ha un senso. Guardi il palazzone griglio in centro, dove i tram sferragliano, le persone sono tutte elegantissime e i cartelloni pubblicitari sono più grandi del tuo condominio brianzolo.
Guardi le tue scarpe lise, con la pelle che si è alzata in più punti a fare un effetto ragnatela, e pensi che la discesa è così dolce che manco ti accorgi di averla intrapresa. Semplicemente scivoli giù e pensi che non ne uscirai mai.
Tutte le promesse sono bolle di sapone. E' come quando ne guardi una, che da colorata diventa grigia e incolore, un attimo prima di scoppiare.
Ho addosso questa rassegnazione che non mi rende triste, anche perchè odio essere triste, lo trovo così una perdita di tempo...ma è una rassegnazione fintissima, sono in attesa di un piccolo "la". E poi?
E poi non so, non so nemmeno cosa succederà domani, anzi, questo pomeriggio.
Invidio molto quelle persone che la mattina sanno esattamente come si svolgerà la giornata, i propri compiti, la propria posizione. Sanno qual è il loro lavoro, sanno cosa ci si aspetta da loro, sanno che a una certa ora usciranno da quell'ufficio e andranno a prendere i loro figli, prepareranno i compiti assieme, faranno la cena in una casa imperfetta ma accogliente.
Io sono tornata dalla Polonia e non so nemmeno se devo prendere un altro aereo da qui a due mesi oppure se mi rilasciano dal progetto o cosa.
Boh.

sabato 23 maggio 2015

Dreamin'

Ma anche a voi capita di sognare di lavorare, senza sognare mai nient'altro?
Per me è così, nelle ultime settimane non faccio altro, sono monotematica, mi sveglio stanca come quando sono andata a dormire, perchè ho pensato ai problemi del lavoro tutta la notte.

Lo trovo davvero riduttivo, ho sempre avuto una attività onirica intensa, per anni fatta solo di incubi, quindi forse non dovrei lamentarmi troppo: almeno questi non sono incubi, sono solo analisi da stilare, discussioni infinite in conference calls, training agli utenti più stupidi che non capiscono quasi niente di quello che gli dico...
Però ragazzi aprire gli occhi, vedere le travi di legno di casa mia e sentire mio marito che mi abbraccia sono comunque la cosa più bella del mondo. Stanotte sono rientrata a Casa. Speriamo fosse l'ultima trasferta per un bel po'.

giovedì 21 maggio 2015

Sklero

Ammetto che non ho più, più, più voglia di stare qui in Polonia, e vorrei solo prendere i miei due begli aerei e tornarmene a casa.
ODIO TUTTO.

mercoledì 20 maggio 2015

Promesse non mantenute

Ooops mi distraggo un secondo ed è già mercoledì! Non ho scritto dopo che ho avuto l'ok del medico, sabato scorso.
Al volo che sono in call (quella famosa delle 18 e passa...), ma: il medico mi ha detto che la mia guarigione è particolarmente e insolitamente veloce, perciò potevo volare con qualche precauzione. Beh, sono in Polonia. Dopo due aerei avevo un mal di testa da piangere e la nausea, ma nessun mal di orecchio.
Grande!

Uso solo scarpettine infradito, ovviamente da oggi ci sono nubifragi pazzeschi a Cracovia. Sarà divertente tornare a casa in albergo.
Ho letto tutti i commenti del precedente post, ci sto pensando, e trovo molto interessanti i vari punti di vista. Grazie mille per condividere con me quello che pensate!

Ora cerco di capire quello di cui si discute in questa nojosissima call...come vorrei avere un lavoro normale e finire a un orario decente!

venerdì 15 maggio 2015

Ragionamenti

Io lo so che che le amicizie che si trovano da adulti non sono come le altre. Si sfilacciano subito, perchè non sei costretto a convivere assieme e volenti o nolenti a conoscersi, ed è normale che i legami siano meno forti.
Solo che un po' mi fa male perchè io vorrei con tutte le mie forze avvicinarmi, ma c'è questa indifferenza del non ricambiare mai, del non richiamare mai, che mi fa dire "io non sono abbastanza": non sono abbastanza simpatica, non sono abbastanza disponibile, o semplicemente non sono abbastanza la persona che gli altri avrebbero bisogno io fossi.
Lo so che sono lagnosa e critica, e sono pure esagerata e radicale. In effetti non dovrei stupirmi se invece di avvicinare le persone, le allontano. Io trotto come un cagnolino felice, ma mi ignorano, e vorrei mi dicessero qualcosa tipo "dai, facciamo questa cosa assieme", ma non succede mai.

Per fortuna ho i miei amici, quelli che mi sopportano nonostante i miei spigoli e che capiscono che anche se ho i mie 1000 difetti, non sono una persona cattiva, e mi perdonano le assenze, le difficoltà, i momenti no. Penso spesso agli expat, e al fatto di doversi confrontare con amicizie adulte e senza la rete di sicurezza degli amici di sempre, lontani. Dev'essere molto dura.

Però mi sento un po' rifiutata e devo farmene una ragione: non si può piacere a tutti. E' il mio mantra da qualche anno, ma fa sempre un po' male ripeterselo.

giovedì 14 maggio 2015

La call delle 18

Mi metti una call alle 18 di sera, che dura da un'ora a un'ora e mezza, ma alle 9 del mattino devo essere pronta e scattante in teleconferenza con i miei utenti, quindi mi stai dicendo che la mia giornata durerà comunque sempre più del dovuto, con una nonchalance che agghiaccia. Pure tu, ultimo PM che aveva detto "se non è necessario, tutti a casa". Ma a casa dove...
Io la call delle 18 e stocazzo non la sopporto proprio, ma è utile. Solo, non potremmo farla alle 17???

martedì 12 maggio 2015

La settimana peggiore del 2015

E' appena finita, o forse chi lo sa.
Ricapitoliamo e aggiorniamo la lista:
1) lunedì scorso, mi perdono il bagaglio. Ansia, frustrazione, paura perchè dentro c'è una medicina molto importante che mi blocca tutti i sintomi anche gravi della mia allergia al polline.
2) martedì mattina, sprovvista delle ciabatte che sono nel bagaglio perso, mi schianto un mignolino su un gradino invisibile in camera dell'hotel, e me lo rompo.
Seguono 6 ore serali al pronto soccorso di cracovia.
3) Mi ritrovano il bagaglio (nota positiva!), mai troppo presto.
4) Giovedì mattina sono raffreddatissima e con febbre e mal di gola. Tutto legato al fatto che per due giorni interi non ho potuto prendere la medicina: tempo 3 gg e mi sono congestionata, il muco è finito in gola, me l'ha irritata pesantemente, febbre (questo pattern è molto un classico per me). Non ho dietro le medicine perchè le ho dimenticate in Italia. la sera corro in una farmacia, ma è tardi.
5) venerdì sono pesta come il giorno prima, febbre, congestione a mille. La sera ho due aerei, e li prendo.
Purtroppo non bisogna MAI prendere un aereo, figuriamoci due, congestionati.Le orecchie hanno i canali chiusi dal muco e non riescono a compensare la pressurizzazione dell'aereo, quindi "scoppiano" (o ci provano).
Il dolore alle orecchie mi ha fatto desiderare una morte subitanea che non è arrivata, ma quasi.
Non ho mai provato un dolore tanto grande, tanto intenso e tanto duraturo.
Appena atterrata non sento quasi più niente dalle orecchie, il dolore rimane (anche se meno atroce, ma sempre a livelli poco sopportabili), e io sono terrorizzata di aver perso l'udito.
Mi viene un attacco d'ansia causato dal terrore e dal dolore e mi si chiude la gola, tanto che non posso respirare. Mio marito spaventatissimo mi trascina al pronto soccorso (mentre piano piano tornavo da blu a rosa perchè ricominciavo a respirare) dove, appurato che non ero morta (GRAZIE AL CAZZO) mi fanno aspettare 3 ore mentre persone più gravi di me vengono giustamente curate. Io piango quasi ininterrottamente le 3 ore per il dolore alle orecchie, poi mi addormento esattamente quando mi vengono a chiamare. Non li sento, ma Claude sì per fortuna.
La visita non è specialistica, ma generica, perchè non c'è un otorinolarigoiatra, ma mi iniettano qualcosa di simile a ambrosia degli Dèi (un qualche antidolorifico potente) e mi danno un antibiotico per cavalli, e mi rimandano a casa. Mi organizzo per una visita specialistica a pagamento che ho fatto poi ieri mattina.
Risultato: otite bilaterale traumatica.
Ora ho più pasticche della nonna di Claude, prendo il cortisone, l'antibiotico, l'antidolorifico, metto delle gocce nel naso etc.
Sono ancora congestionata, mi domando se partirò lunedì prossimo, ma se ho ancora il sospetto, col caxxo che prendo un aereo, mi licenzino piuttosto.

Sabato mattina ho un esame impedenzometrico, e mi diranno se posso volare o meno (soprattutto, se i danni sono reversibili al 100% oppure no).

Ora scusate ma devo lavorare...vi racconterò come va sabato.

mercoledì 6 maggio 2015

Karma

Velocissima che sono a lavoro, però:
ieri notte, 6 ore al pronto soccorso di Cracovia. Responso: dito rotto.
In queste sei ore: noja, un tentativo di chiacchiera con una anziana signora tedesca che, in Polonia da 45 anni, non sa più la sua lingua madre (siamo impedite entrambe, il mio tedesco è totalmente arrugginito); un incontro con una ragazza polacca con un ottimo inglese che si è lussata una spalla, è ancora talmente ubriaca che nega di essere ubriaca e parla a sei ottave più su del normale, ma insiste per accompagnarmi ovunque e farmi da traduttrice.
L'ospedale pulito e ben curato, le persone ferite, composte.
Il mio dito, blu. Lo guardo durante la visita medica come se non lo avessi mai visto prima.

E poi? Due del mattino, torno in stanza. E mi hanno portato il bagaglio.
MI HANNO RITROVATO IL BAGAGLIO!!!!!!!!!!!

Ballo senza muovere i piedi, sono felice.
Sono stanca, e felice.
Stanca, stanca, stanca, ma felice. Poteva andare peggio!

martedì 5 maggio 2015

Aggiornamenti

Per quanto riguarda la valigia, still desaparecida. Non credo la ritroveranno a questo punto.
Per quanto riguarda me, stamane ho centrato con assoluta precisione uno spigolo invisibile (giuro, invisibile) con il mignolo del piede sinistro in camera.
Non voglio essere melodrammatica, perciò non dirò che credo di essermelo rotta.
Ripeto, non dirò che credo di ESSERMELO ROTTA.

Ora sono a lavoro che zoppico e si gonfia sempre di più. Se questo pomeriggio il dolore sale, andrò in ospedale (non ho idea di come funzioni in Polonia).

Ricordatemi di prenotare un viaggio a Lourdes, per favore. Con la scorta e dentro a uno scafandro, però.

lunedì 4 maggio 2015

Don't panic

Mi hanno perso la valigia.
E dentro c'era la medicina magica, quella che tiene sotto controllo il mio asma allergico che mi potrebbe portare dritta dritta in ospedale. MERDA.

domenica 3 maggio 2015

L'elefante in mezzo alla stanza

Allora, io so che tu mi leggi, ma tu giustamente vuoi lasciarmi un briciolo di dignità e fingi che non sai dell'esistenza del blog. :D
Rido tantissimo, comunque mi sono divertita tantissimo stasera. Ti voglio bene, va bene così.

Zion.

giovedì 30 aprile 2015

Partenza a breve

Ho deciso che siccome non ho tempo di fare post lunghi, almeno scrivo quelli brevi. Come se fosse twitter, ma con qualche carattere in più.
Lunedì mattina alle 4:50 prenderò un bel taxi per l'aeroporto, poi due voli per arrivare in Polonia. Dopodichè prevedo le solite 13 ore di lavoro, e via così per tutta la settimana.
Se non altro, tornerò venerdì sera. L'Europa non mi è mai sembrata così tanto CASA. Certo, l'Olanda era una figata unica, e Cracovia non è la splendida, piccola e a misura d'uomo Haarlem, però cerchiamo di vedere i lati positivi: faccio una settimana alla volta. Il weekend torno a casa mia.

Nero nel frattempo è stato male, rigurgitava e perdeva bava dalla bocca. Purtroppo non ho avuto tempo di portarlo dal veterinario, arrivavo a casa di corsa da lavoro e il vet era già chiuso (ovviamente). Ci ho provato un paio di volte a dire "devo tornare a casa prima perchè devo portare il gatto dal veterinario" ma ovviamente non me l'hanno permesso (ho dovuto anche annullare una visita medica che avevo martedì mattina, fantascienza proprio).
Però si è risolto tutto da solo, non doveva essere un avvelenamento grave. Chissà che caspita avrà mandato giù.
Vi metto qualche foto del look di Nero (e Bella) che sono stati tosati perchè perdevano troppo pelo. Lui ha l'aria di dirmi "PERCHè???" e lei invece ha fatto l'offesa per mezza giornata fingendo ostentatamente di ignorarmi.

"Dimmi, umana, perchè!!!"




"non ci sei, fingo proprio indifferenza!"


Scusate il disordine! xD era un giorno di pulizie...