martedì 26 agosto 2014

Mal di vivere

Quando ho qualcosa che non va, di solito me ne accorgo che è troppo tardi.
Il bubbone emotivo scoppia, e io mi sento come se ORA, IMMEDIATAMENTE, fosse il momento di fare qualcosa.
Il mio problema è avere sotto il naso cosa vorrei (= lasciare il mio lavoro definitivamente) e non avere il coraggio di saltare. Vista la situazione economica disastrosa di questo Paese, ci credo che non ho il coraggio di saltare. Trovare un lavoro qualunque è veramente una lotteria, e non è facile credere che con tutta la spietata concorrenza che c'è per qualunque posto, io possa essere la prima della lista.
Aspetta...ehi, ma questo per caso suona come se la mia solita bassa autostima stesse parlando per me! La conosco, è lei! D'altronde, non ho una laurea in mano, e se voglio cambiare ramo riparto da (quasi) zero.
Tra l'altro ho dato una occhiata alle offerte di lavoro, e c'è imbarazzo nel leggere che perfino per una babysitter da due sere a settimana viene richiesta una laurea.
Oggi ho spedito il mio primo CV. Non capite cosa voglia dire per me. Sono 11 anni che io non spedisco CV. Undici. E per farlo ho sudato manco mi stessero chiedendo di premere il bottone che avrebbe lanciato un missile su una città di innocenti.
Che poi mandare UN CV soltanto è ridicolo, ingenuo, e forse pure un po' stupido. Conosco persone che stanno ricercando da anni e mandando centinaia (capite quanti? centinaia!!!) di CV, quindi uno è solo simbolico, una cosa per dire "vedi? Sono capace anche io", quando invece me lo sento, che non sono capace, che per me è uno sforzo immane, come gettare la spugna per qualcosa che ha assorbito un terzo della mia vita e non sono capace di lasciare andare.
E' così difficile che mi sorprendo. Vorrei cambiare la mia vita lavorativa, ma sono spaventatissima dalle conseguenze. C'è chi è ambizioso e sicuro di sé, e cambia per sentirsi valorizzato e guadagnare meglio.
Io voglio cambiare per disperazione: per non avere più incubi la notte, per non angosciarmi ad ogni riunione, per non sentirmi sempre e costantemente l'ultima arrivata e la più inadeguata. Per poter iscrivermi a un corso di acquerello!!! Ma ci pensate che non ho la libertà nè di vedere il mio medico nutrizionista (sono sempre in viaggio e non posso prendere ferie) nè di iscrivermi a un qualunque corso (palestra, bricolage, caxxate a caso, ditemene uno) perchè tanto so che non riuscirei a seguirlo? Che salterei la maggior parte delle lezioni, com'è successo da 11 anni a questa parte?
Non sono la persona adatta a sacrificare tutta la propria dimensione privata, non lo voglio più fare.
Quante volte l'avrò scritto, quante volte l'ho già detto?
Però è così, e come dice Vivib in un comento al post precedente, abbiamo il diritto e il dovere di realizzarci.
Potremmo farlo anche restando qua, ma il problema sarebbe anche il sentimento di "tradimento" che avrebbero i miei famosi legami se cambiassi lavoro.
E non c'è cattiveria nelle mie parole, purtroppo siamo tutti esseri umani e loro difficilmente capirebbero, non importa quanto io possa cercare di spiegarmi, non potrebbero capire, mancano gli strumenti e l'obiettività.
Soprattutto quest'ultima...e non riuscirò a dargliela io, nemmeno un pochino.


lunedì 25 agosto 2014

Di sogni e di realtà

L'altra sera parlavo con una coppia di amici (che bello poter dire "amici", nonostante sia una conoscenza abbastanza recente, se si contano le volte in cui ci siamo fisicamente visti) che forse ma proprio forse perchè ancora non si sa, potrebbero trasferirsi in Olanda. La cosa che mi ha assolutamente colpito è la nonchalance con cui Claude, mio marito, ha commentato la cosa: piacerebbe anche a lui. Proprio lì, proprio nella stessa città.
Ora, se conosceste mio marito, che è proprio di pochissime parole specie a tavola con nuove conoscenze, sapreste che quello che ha detto e come l'ha detto significa che seriamente, a lui piacerebbe davvero, e solo legami troppo stretti di obblighi e doveri lo tengono qui, ancorato come me a una situazione scomoda e non voluta.
Tutti nel mondo faticano, alcuni meno di altri d'accordo, ma almeno se uno scegliesse il modo in cui deve sgomitare per non soccombere potrebbe sentirsi meglio, secondo me. Soprattutto se c'è una prospettiva diversa da quella che abbiamo qui (che è pari a schiaffi in faccia).
Da lì, abbiamo parlato un po' del perchè non ci proviamo.
Sono anni che ne parliamo, probabilmente il mio grande interesse per i blog di expat deriva anche da quello, dal fatto che sotto sotto a me piacerebbe espatriare, costruire qualcosa altrove. Con lui. Da sola non credo lo farei per una ragione precisa: il mio lavoro non mi piace, ma non ho una qualifica forte per fare altro all'estero. Almeno qui ho sempre pagato tutte le bollette e viaggiato riempiendomi occhi e cuore di quell'Altrove che tanto mi piace.
A un certo punto però mi domando: quando potrò smettere di pensare agli altri (cioè a quegli obblighi che mi tengono qui) e potrò cominciare a pensare a noi due? Quando costruiremo qualcosa che vogliamo noi, e non la smettiamo di fingere che ci vada bene una situazione che non ci rende soddisfatti?

Qualche mese fa parlando con una persona a me vicina (e che c'entra con gli obblighi di cui sopra), questi mi ha sconsigliato di cambiare casa, in quella maniera forte e autoritaria che non ammette repliche, "perchè lui sa cos'è meglio". Io gli ho fatto notare che se non ora ma fra "qualche" anno, quando dico io, quando potremo pensare alla nostra di famiglia, io e Claude? Non gliene importa niente di noi due, pensano ai loro calcoli e al margine di profitto che non concede loro nulla. Lo so che la situazione è difficile per tutti, ma onestamente perchè ci devo anche andare di mezzo io, mio marito e quello che vorremmo fosse la nostra famiglia? Dopo undici anni di fedeltà al mio lavoro con tutto quello che ne consegue, forse ho pagato il mio debito. Io lo credo, onestamente. Fino a poco tempo fa no, ero terrorizzata pensando a quello che sarebbe potuto accadere, ma ora non tanto. Perchè a ripensare a tutti i sacrifici, i pianti, le notti con gli incubi, gli scampoli di vita persa per via di questo lavoro, credo di aver pagato pegno.

Magari poi rimane tutto così com'è. E non si muoverà foglia. E resterò qui e non riusciremo a vendere casa a nessuno e continuerò ad avere un lavoro che mi concede nulla.
Ma se per caso a mio marito dovessero offrire un lavoro in Olanda, che ne valesse la pena (e le offerte fioccano da anni, sempre ignorate per via di quei legami), io mi sento pronta a fare i bagagli e a non voltarmi indietro.
Mi domando però se succederà veramente.

venerdì 8 agosto 2014

Evoluzioni

Bella e Nero dormono placidi vicino a me, in questo momento.
Sto lavorando da casa proprio per passare del tempo assieme, per osservare il loro comportamento e capire se soffrono oppure no.
A parte il scioccante primo impatto con Bella, direi che stanno molto bene.
E' incredibile come siano cambiati da giugno, quando li avevo salutati lasciandoli dai "nonni".
Prima di tutto, l'interazione tra di loro è cambiata moltissimo. Tendono a ignorarsi, cosa che prima non accadeva: si leccavano e dormivano molto spesso assieme. Ora invece ognuno sta per conto proprio, e se Bella viene infastidita da Nero (per esempio quando è nella cassettina per fare i bisogni) lei ora gli ringhia contro, cosa che non aveva mai fatto prima, nonostante Nero sia sempre stato un ficcanaso tremendo. 
Non giocano più assieme, questo però aiuta nel non veder completamente distrutta casa (durante le loro zuffe erano capaci di rovesciare persino i mobili).
Dormono più ore di prima, e la cosa che mi lascia più perplessa in assoluto è che mangiano con ritmi diversi rispetto a prima. Hanno sempre appetito, ma mentre prima si gettavano sul cibo come se fosse l'unica cosa importante di questo mondo, ora dimostrano un certo aplomb quando glielo verso, e non si straffogano più facendosi venire il singhiozzo, ma magari fanno delle piccole pause e poi ritornano alla ciotola dopo un minuto o due.
Probabilmente dipende anche dal fatto che a casa dei miei suoceri le ciotole erano mooolto più piene di come le riempio io, e praticamente i gatti avevano sempre a disposizione cibo, perciò hanno imparato che non è che finisce, e nessuno glielo toglie.

Ieri mattina presto è accaduto un episodio che ha portato Bella a un grosso cambiamento estetico/funzionale:
mi stavo lavando i denti, e lei era nella cassettina in bagno con me a farei suoi bisogni. Esce dalla cassettina, ma siccome il pelo è lunghissimo specie sul posteriore, qualcosa rimane attaccato. E' una gatta schizzinosa, e non ama la sensazione sgradevole di avere un peso attaccato al pelo, perciò decide che il metodo migliore per pulirsi sia quello di strisciare il peloso deretano per terra, dal bagno al disimpegno.
Immaginatevi la scena: lei che fisicamente si accuccia per terra, sculetta striciando e con le zampe davanti si trascina per terra lasciandomi in ricordo una striscia di m... lunghissima, io che faccio praticamente cadere lo spazzolino dalla bocca...

No, dai, così non va bene, per nessuna delle due!
Tra l'altro è da quando è tornata che appena si distrae le taglio (a tradimento, altrimenti piange e si contorce) dei dreadlocks di schifo attaccati alla coda. Sono talmente veloce che non fa in tempo a soffrire, mi guarda solo un po' offesa e poi continua a giocare.
Se avessi un giardino tutto questo non sarebbe un problema: la lascerei sporca ma felice, coi suoi rasta di cacca e tutto il resto se proprio vuole fare la gatta alternativa che non si lava.
Ma siccome la convivenza è in uno spazio comune e ristretto, dove pure ci mangiamo, non posso lasciare così questa povera micina.

Ho chiamato un professionista e gliel'ho lasciata il tempo di farla tosare come una pecorella. Me lo ha consigliato il veterinario, pare che ai gatti col pelo lungo si faccia così.
L'ultima volta che glielo avevo fatto io avevo fatto un gran casino e lei mi ha odiato per giorni, perciò ho pensato che almeno le avrebbero fatto un lavoro pulito e veloce. Così è stato. Pare che sia stata buonissima, si sia lasciata tosare senza un lamento e senza divincolarsi.

Ecco a voi la nuova versione di Bella:














 
E Nero?
Nero dorme. Sempre.






lunedì 4 agosto 2014

A proposito di verdure

Negli States non è che non mangiassi, anzi e purtroppo, ma la qualità del cibo era spesso atroce. Liste di ingredienti lunghe quanto il mio braccio, salse ovunque, fritti come se piovessero, e nei ristoranti era impossibile trovare un piatto vegano (vegetariano sì, ma con quintali di formaggio purtroppo).
[Non parlo di New York, che come grande città che si rispetti aveva una scelta molto più ampia!]
Seguire la dieta perciò è stato impossibile, ho fatto di necessità virtù e pazienza. Per fortuna a pranzo in ditta avevo fatto circolare la voce che io fossi vegana e mi preparavano dei piatti apposta....evviva il tofu!!!
Probabilmente se avessi chiesto di evitare anche il glutine si sarebbero impiccati tutti...quindi ho lasciato perdere.
L'ultima delle tre settimane in particolare sono stata malissimo, nausea sin dalla sveglia e per tutto il giorno, rush cutanei allergici (ho capito che è il glutine a farmeli venire) e chi più ne ha più ne metta.

Oggi perciò finalmente sono sola a casa, sola coi gatti si intende, a lavorare in santa pace (ahehm, forse sarebbe meglio concentrarmi un pochino di più...) e ho deciso che è venuto il momento di tornare a delle abitudini migliori e soprattutto BENTORNATE VERDURE.
Nel weekend mi sono ammazzata di legumi, che ho definitivamente dato per dispersi nei piatti americani: lenticchie fagioli fave piselli QUESTI SCONOSCIUTI.
L'unica cosa che trovavo ovunque erano i ceci, sotto forma però di una rivisitazione dell'hummus, salsa turca/mediterranea che originariamente è buona e leggera, e nella versione made in USA è UN MATTONE INDIGERIBILE senza scampo.
Sabato mi sono scofanata una zuppa di miglio (che fa benissimo ai capelli!), lenticchie rosse e piselli. Ieri invece ho preparato con Claus il chili di soja vegano coi fagioli neri messicani, e oggi?
Siccome pare che nello Stato dove lavoro le zuppe siano anch'esse date per disperse, oggi mi sono preparata una crema di zucchine e patate con pasta senza glutine della Coop.
Consigliata!

Ingredienti per due piatti:
Una grossa zucchina (o due piccole)
Una patata
una cipolla rossa di tropea
uno spicchio di aglio
sale
rosmarino
olio evo
pepe q.b.
pastina corta senza glutine della coop (o a piacere, ma consiglio Barilla o Coop per la consistenza corretta)

Preparazione:
Tagliare la cipolla in tocchetti e metterla a rosolare nell'olio. Aggiungere uno spicchio di aglio tagliato fine.
Preparare la zucchina a tocchi grandi 1,5 cm di lato, metterla a rosolare insieme al resto.
Pelare la patata e tagliarla a fettine supersottili, e buttarle nella pentola insieme alla zucchina.
Mescolare continuamente a fiamma vivace per circa 5-7 minuti, in modo da far colorare le verdure.
Aggiungere 400 ml di acqua, il sale e il rosmarino. Far bollire per 20 minuti.
A parte, mettere un pentolino con dell'acqua a bollire e preparare 50 grammi di pastina senza glutine.
Togliere dal fuoco la zuppa, frullare tutto per bene, aggiungere la pastina cotta e scolata, voilà, pronto!
Versare nei piatti e spolverare di pepe nero se gradito...io gradisco...

A proposito della pasta senza glutine:

Per evitare il glutine ho provato varie paste prive di questo ingrediente, che ahimè è ciò che fa morbido ed elastico l'impasto della pizza, delle torte, e che rende la pasta cotta ma al dente, senza che si sfaldi tutta.
Trovare perciò una pasta senza questo ingrediente fondamentale che tenga la cottura senza sfracellarsi è un po' difficile.
Una che sembrava il candidato perfetto è la pasta Garofalo, che vi assicuro è in tutto e per tutto uguale alla pasta con glutine.
PECCATO CHE...tra gli ingredienti mi ha incuriosito la presenza di un "E471" sospetto...e purtroppo c'è la possibilità che questo ingrediente sia di origine animale. Scarti di animali, per essere esatti, come corna, unghie, grasso. Oddio potrebbe anche non esserlo eh? Ma anche nel caso si parlasse di origine vegetale, si tratterebbe di oli come quello di palma, per esempio, che onestamente se si può evitare è meglio - ma siccome ha un costo bassissimo e una resa eccezionale viene usato OVUNQUE.

La mia ricerca continua, ma per ora approvo senza riserve la pasta Barilla senza glutine, che non contiene ingredienti sospetti, e la pastina Coop (come i ditalini rigati al mais e riso).
Ho provato altre marche bio e non bio, ma non mi hanno soddisfatto...la ricerca va avanti e si accettano suggerimenti!



Ritorno a casa

Stavolta non parlo di me, ma dei miei gatti.
Dopo un mese e mezzo dai "nonni", che hanno un bel giardino e abitano in una via lontana dal traffico, i miei due gattoni sono diventati grandissimi, anche grazie al fatto che i nonni li fanno mangiare come se non ci fosse un domani. Ma l'aria aperta li ha stimolati, e sicuramente non sono ingrassati come avrebbero fatto a casa.
Bella spariva anche per un giorno intero, sempre in giro in esplorazione e a fare amicizia con qualche gatto dei vicini. Nero invece preferiva giardino e poltrona, conditi da coccole a volontà.

Il ritorno a casa temo non sia andato benissimo però, visto che la prima cosa che ha fatto Bella è stata quella di farsela addosso, come ai bei vecchi tempi.
Io mi sono messa a piangere, perchè ovviamente dai miei suoceri lei non si comportava così. Sono molto triste, e mi sento colpevole per costringerla a stare dove non vuole (e con chi non vuole, evidentemente).
Stamane mi ha osservato mentre mi preparavo a uscire (dovevo fare una commissione, per il resto lavoro da casa) e ha voluto anche (poche) coccole. Ora è rintanata dietro al divano senza nessuna intenzione di muoversi da là.

Cerco di ignorarla e quando vorrà verrà fuori, però che pena sapere che per lei casa è sinonimo di posto dove non vuole stare. E' ovvio che mi faccio molte domande, ma le risposte non sono pronta ad affrontarle.
Vedremo.


Nero dorme pancia all'aria e sembra stare benissimo.

giovedì 31 luglio 2014

Immagini

Domani prenderò gli aerei che mi riporteranno a casa.
Di queste tre settimane mi resterà la spossatezza, il ricordo di NY, la sensazione che tutto il mio team sia in preda all'ormone pazzo.

Andiamo con (dis)ordine:
Lavoro 10 o 11 ore al giorno, ho a malapena il tempo per dormire e cercare di riposarmi. Quando sono arrivata all'aeroporto per andare a NY, mi sono resa conto di come fossi già non stanca fisicamente, ma mentalmente. Per fortuna, Gao con la sua gentilezza e ospitalità mi ha davvero fatto dimenticare il lavoro, complice anche una delle città più belle del mondo che è stata la vera protagonista del weekend.
Mi ha fatto camminare tanto, in modo da vedere tanti scorci suggestivi. Attraversare il ponte di Brooklyn (non sapevo nemmeno si potesse attraversare) e godere della skyline e del vento che rinfrescava è stato credo il momento che mi è piaciuto di più in assoluto. Non posso che ringraziarlo per l'ospitalità e per l'estrema disponibilità...non credevo si potesse fare così tanto per un ospite!

Tornata dal weekend l'intero team (e sono svariate persone) mi ha subissato di domande, stupendosi che il mondo sia ancora un posto dove si fanno nuove conoscenze e dove una serena esperienza sia possibile. Tendo a pensare che la gioiosa apertura a fiduciose esperienze nei confronti di sconosciuti sia davvero un fatto in estinzione...io stessa mi rendo conto come siamo tutti diffidenti a causa di tutto quello che succede nel mondo, ma spero di restare sempre abbastanza fedele a questo desiderio di conoscere persone, sperando sempre di fare begli incontri. Forse è l'attitudine che fa la differenza, e la mia sensazione è che le persone che lavorano con me abbiano proprio esaurito la fiducia negli altri.

Un'altra cosa che ho notato nei miei colleghi, tutti uomini non single, è l'aumento esponenziale (oltre che della stanchezza a lavoro) delle battute di bassissimo, ma proprio bassissimo livello che non solo si sprecano, ma si moltiplicano come conigli in primavera, man mano che passano i giorni. Arrivati alla terza settimana di permanenza forzata dall'altra parte del pianeta, credo di assistere impotente a delle tempeste ormonali non indifferenti. Dal collega insospettabile che riceve un rimborso inaspettato dall'erario e che esprime il desiderio di festeggiare avvalendosi dell'ausilio di donne compiacenti e fatturanti (sottolineando pleonasticamente il plurale), al capo caciarone che mi chiede se immagino mai qualcuno dei miei colleghi intento a pratiche intime (giuro) (la mia risposta: no).
Non che io voglia fare la bacchettona, nè che non comprenda le naturali e fisiologiche necessità, ma la cosa mi avvilisce un poco, in quanto non posso nè dire quello che penso, nè rispondere a tono. E' difficile spiegare le dinamiche di un team dove si vive per alcune settimane perennemente a contatto gli uni con gli altri, un po' come se fossimo in barca, con spazi personali limitati e tempo libero che rasenta lo zero. Essendo poi io un elemento destabilizzatore (perchè non sgomito per fare battute, non mi devo rasare la barba e limito le parolacce in pubblico) quando se ne fanno scappare una mi guardano per controllare la reazione. Vorrei essere invisibile in quei momenti, ed entro in modalità milanese-sulla-metro-all'ora-di-punta. E' quel potere che si acquisisce con gli anni a forza di prendere la metro, quando sei tutto schiacciato col gomito del vicino piantato nei fianchi e la fronte premuta contro il vetro della porta, eppure fingi di essere disperatamente solo in quel vagone. Però qui non funziona tanto, forse ha un raggio di azione limitato ai mezzi pubblici...peccato.
Collega Sportivo (Sporty Spice ahah) ha cominciato a tendermi agguati verbali come si faceva alle elementari, peraltro: ha capito cosa mi dà fastidio, e continua a farci battute sopra.
Anni di parenti che si divertono da matti a farmi incazzare dovrebbero avermi temprata, ma mi accorgo che è tutto inutile...mi incazzo lo stesso. La sensazione è quella del bambino che ti tira le trecce per dimostrare simpatia. Dentro di me medito di abbassargli il menisco fino alla caviglia con un calcio ben piazzato, ma cerco di ricordare che la violenza non porta mai a nulla (e poi è più grosso di me, parliamone), e abbozzo malamente.

Forse un giorno imparerò la Pazienza, per ora sogno ad occhi aperti di avere la risposta pronta, cosa che non ho. Il mio unico SuperPotere è quello del jet leg. Ne sono immune. Io arrivo, mi corico, dormo. Fine. Non importa che ore siano, non importa se ho già dormito: mi adatto.

venerdì 25 luglio 2014

New York, New York

Ciao a tutti,
QUESTO POTREBBE ESSERE IL MIO ULTIMO POST!!!

...
...
...
ok, vi devo raccontare per bene...
Stasera prendo un aereo per NY, e vado a trovare Gao. Tra i blog a sinistra c'è anche il suo, è un gentile e cordiale padre di famiglia. Seguo il suo blog da anni (anche se non lo aggiorna più tantissimo, che dispiacere), penso che sia stato estremamente disponibile a dirmi di potermi ospitare, spero faremo un giro per NY assieme, magari vedremo un concerto jazz nel Village, sarebbe gradevole.

Ok, detto questo, sono TUTTI terrorizzati che io finisca in un fosso dentro un sacco nero, probabilmente a pezzettini, entro domenica sera. L'unico che è tranquillo e che mi ha dato la sua benedizione è mio marito, che amo tanto e che ringrazio per capirmi e per fidarsi del mio giudizio.

Il suddetto Gao, orribile serial killer sotto mentite spoglie, nel frattempo mi manda una placida email in cui mi chiede se preferisco il latte scremato o quello intero per colazione, una PERICOLOSISSIMA colazione a base di cereali.

Se è vero che sia io che Gao potremmo essere a disagio, e nel caso andrò a dormire in albergo, ve lo giuro!!!, è anche vero che io sono fiduciosa che due persone adulte, sposate ed educate potranno passare del tempo assieme pur non conoscendosi tanto, in una delle città più belle del mondo.

Io ringrazio tanto per l'ospitalità questo expat che evidentemente è aperto al mondo e alle amicizie. Spero di passare un bel weekend alla scoperta di New York City.










Nel frattempo, se non aggiornassi più il mio blog, sapete chi è stato!!!!

mercoledì 16 luglio 2014

6 settimane

Ieri sera mi hanno ventilato l'idea di restare 6 settimane qui tra settembre e ottobre.
Non so se tirare un pugno in faccia al PM o al collega che, come ho fatto le prime rimostranze, ha detto "vabbè, che sarà mai".
E lui pure figli, c'ha.
Però gli accordi erano "2 settimane al mese", e io sono qui per farne 3 di fila, e ora questa simpatica sorpresina?

Detto tra noi, ho un dito medio invisibile stampato in fronte da quando hanno accennato la cosa.

mercoledì 2 luglio 2014

La calma prima della tempesta

La settimana in Spagna mi ha fatto molto bene da un lato, dall'altro mi ha abbastanza piegato.
Di sicuro non ho pensato un minuto che fosse uno al lavoro. Ho staccato completamente.
Dall'altro, gli spagnoli tazzano come disperati. Io non mi ritengo una bacchettona, ma non mi piace vivere le giornate a bere sin dalle 11 del mattino (fino alle 5 del mattino dopo).
Al contrario, ho seguito i desideri del mio corpo che mi ha detto "ok, sufficiente. Basta così" e mi sono ritrovata a fare il designated driver con buona pace di tutti. Preferisco essere sobria e pulita e sapere che alla guida ci sono io, invece di lasciar guidare chissà quale tra gli amici che a una certa ora sbascica e vede doppio.
Mi hanno pure fermato per un alcool test (la "prova del palloncino")...non l'avevo mai fatto prima. Ovviamente l'ho passato. :-P

Ora sono in italia, poi fra due domeniche riparto e fino al primo agosto starò negli stati uniti.
Mi piacerebbe andare a trovare più di una persona, se possibile, ma credo che dipenderà moltissimo dal costo degli aerei. Non sono propriamente noccioline.

Non vi ho raccontato che è venuto qualcuno (un uomo) a vedere la Casa. Il primo interessato da Aprile ad oggi. L'agenzia immobiliare non so se si fa in 4, di sicuro se avessero aspettato ancora un po' a farsi vivi, avrei creduto fossero falliti. E se trovano acquirenti potenziali con questi ritmi, non mi stupirebbe...
In ogni caso, è una goccia nel mare. Figuriamoci se il tizio è veramente interessato!
Vabbè, speriamo vengano altre persone...chissà perchè, comincio a dubitarne sul serio!!!

lunedì 16 giugno 2014

Angosce di ogni giorno

Questa estate 2014 non è nata esattamente sotto una buona stella. Sono una persona fortunata in tante cose, prima fra tutte c'è che mio marito mi ama ed è una persona che stimo e di cui mi innamoro ogni giorno di più.
Per il resto, tutto mi schiaccia.
Il nuovo lavoro che mi porta negli stati uniti è una fonte inesauribile di angosce e incubi notturni, non passa notte che non ne faccia, sempre a tema lavorativo. Di giorno mi dispero perchè mi sento poco adeguata per il ruolo che ricopro e quello che ci si aspetta da me è piuttosto lontano dalle mie competenze, perciò per quanto mi sforzi mi sembra di non risolvere nulla.
Inoltre, con la nostra adorabile casetta ci sono solo guai, i condòmini del cortile sono sempre più ostili perchè pensano che vogliamo fargli pagare ingiustificatamente delle spese per una perizia strutturale, mentre invece noi vogliamo solo essere sicuri che non ci stia per cadere il tetto sulla testa. Questa cosa vedrete che si protrarrà a lungo, mooolto a lungo, e ho paura dovrò persino prendere un avvocato per far valere le mie ragioni. Cosa che odio. L'idea di litigare con il condominio intero mi sembra roba da terzo mondo, eppure ora capisco perchè i giudici di pace sono ingolfati da cose del genere...
L'unica "buona" notizia è che l'anno scorso abbiamo pagato così tante spese per via degli accertamenti sulla mia salute e per via del dentista di claudio, che quest'anno mi sa che le vacanze ce le paghiamo con il rimborso 730... Non è molto rispetto a quanto abbiamo speso l'anno scorso, ma almeno qualcosa torna indietro. Tra l'altro non potremo staccare veramente in agosto (faremo solo 1 settimana, ma so che siamo fortunati!) perchè dobbiamo stare attenti alle spese: questa settimana si sposa infatti un nostro caro amico che si è trasferito da poco in un'isola spagnola. Perciò andiamo al matrimonio, spendendo quasi un mio stipendio in voli aerei  e pernottamento. Contando che non ci sono mezzi pubblici e quindi dobbiamo anche noleggiare la macchina, capirete che c'è un po' da piangere... se non altro il posto è molto bello. Consoliamoci così.


venerdì 13 giugno 2014

Tempo - voglia - vita

Non è che non scrivo perchè non voglio, ma perchè non ho tempo (ma va'??? come al solitooo), e soprattutto questo progetto mi sta succhiando ogni goccia di sangue dal corpo. Io non credo che dovrebbe essere così, io non credo che sia giusto vivere così.
Basta, basta, basta.

lunedì 26 maggio 2014

Peculiarità

Due o tre cose che ho notato qui:

1) Le anatre sono grandi il doppio del normale. Immense, giganti. Persino i piccoli che sono ancora implumi, sono grandi come una paperella del parco di Porta Venezia a Milano.
2) i camerieri oltre ad essere super gentili, si ricordano di solito chi ha ordinato cosa. Contando che sono in un gruppo di dieci persone, è notevole! Non chiedono praticamente mai "di chi è questo piatto?", te lo posano con leggiadria e bon, è il piatto giusto.
3) la segnaletica orizzontale mi confonde un pochino, ma è superabile: le strisce pedonali sono diverse, due righe parallele che tagliano le carreggiate in corrispondenza di un incrocio, per esempio. Se devo girare a destra e vedo la striscia continua, penso di star andando contromano e mi fermo. Sulla segnaletica verticale mi viene da sogghignare, visto che ci sono grandi cartelli gialli che spiegano con un sacco di parole spesso cose ovvie ("se fa freddo potrebbe ghiacciare" o  cose così). Ma non distraggono? A me sì.
4) Hanno la macchina "Jetta", ne ho guidata una. Credo che in Italia non l'abbiano comperata in tanti quando tanti anni fa era stata lanciata, per via del nome.
5) L'aria condizionata (A/C nel parlato) è davvero forte come ricordavo. C'è. Sempre. Non importa che temperatura faccia fuori. Capisco perciò questo uso spropositato di tessuti sintetici: se li usassero in Italia d'estate, sarebbero morti di caldo e sudore nel giro di due ore. Invece nei 19 gradi medi dell'ufficio, ha un senso.
6) Ci ho messo una settimana a far capire alle donne delle pulizie dell'albergo che non volevo l'A/C in camera. Uscivo e la spegnevo. Tornavo, ed era al massimo, le tende volavano. No, no, grazie, no. Finalmente pare l'abbiano afferrato.
7) In televisione tu non guardi un programma, guardi la pubblicità. Ogni tanto c'è una scena o due (AL MASSIMO!!! un cambio scena, capite? due o tre minuti di storia!!!) di un telefilm, e poi ricomincia la pubblicità. Pensate stia scherzando? Evidentemente non guardate l'Abc, l'Nbs, la Cbs e compagnia cantante, è lapalissiano. Le pubblicità sono anche carine, alcune. Ma ti bombardano di pubblicità di farmaci, me lo ricordavo ma è più di quello che il mio cervello accetta come "tollerabile". Soprattutto perchè non puoi dire in 10 secondi "usa questo nuovo prodotto, fa miracoli!" e poi la pubblicità continua con 30 secondi circa di spiegazione degli effetti collaterali tremendi che possono capitare. Cioè, è giusto, ne? Ma io mi domando...no non me lo domando. è così e basta.
8) Si mangia da schifo se non hai una cucina. Intendiamoci, si trovano UN MUCCHIO di cose dal sapore egregio, sfizioso, buono. Ma poi leggi gli ingredienti...tra le 3 e le dieci 10 DIECI righe di ingredienti per cose che dovrebbero avere 3 o 4 cose in teoria; è tremendo. C'è di buono che ci sono molte scelte veggie, ma tutto ciò che dice "healthy" probabilmente non è healthy per niente di niente di niente. Io mi sto spaccando lo stomaco, mangiamo fuori ogni volta. L'unica cosa che sono riuscita a fare è stato comperarmi un avocado e un pomodoro per farmi la colazione al mattino un paio di volte. Per il resto, tutto cibo cotto, preparato da altri. Non ne posso PIU', seriously. Ho dovuto supplicare per della frutta nella colazione del mattino...non ci siamo proprio!

La cittadina in cui sono finita comunque ha molte gallerie d'arte (spesso, fallite e abbandonate), più di un teatro, e una via principale che si anima relativamente abbastanza per gli standard di qui. Non è una grande città, ma per me è meglio: niente ore piccole, qui si lavora!!!



Che poi mi sono dimenticata...

Ho guidato un'auto con il cambio automatico!
Siccome dei miei colleghi avevano bevuto, e io ero l'unica che non aveva toccato alcool, ho preso le chiavi dell'auto. Mi domando cosa sarebbe successo se ci avessero fermato, visto che non ho la patente internazionale.
In ogni caso, guidare col cambio automatico è davvero a prova di idioti. L'unico problema è questa sensazione di dover muovere il piede sinistro a tutti i costi, col risultato che una piccola inchiodata l'ho data anche io, come quasi tutti quelli che passano dalla guida col cambio a senza, mentre volevo far manovra per parcheggiare.

In ogni caso, è un'esperienza!

domenica 25 maggio 2014

Aggiornamenti

Invece di lavorare, scrivo un post.
Eh, sì: qui si lavora anche la domenica! Non è una regola del NC, in questo stato anzi direi che tutti sono partiti o si stanno organizzando per il Memorial Day, che sarebbe domani (lunedì).
Grandi grigliate e festa in famiglia, per questa giornata che credo serva a ricordare i caduti nelle guerre portate avanti dai vari governi americani...
Invece è una regola di questo progetto, in cui noi sfigati italiani non abbiamo praticamente pause se non al sabato. Sinceramente, è una cosa che non sopporto! Odio lavorare nel weekend!!!

Lasciamo perdere, comunque sono qui, è passata una intera settimana e sono stanca, stanca da morire.
Ho preso il nuovo fuso orario con relativa facilità, da martedì sera in poi diciamo che ho preso il ritmo.
Ci sono 6 ore di differenza tra qui e l'Italia, e con i ritmi che ho a lavoro diventa molto difficile trovare il tempo per sentire i miei cari. Sono stanca per i ritmi che teniamo qui, comunque.

Vi racconto com'è la mia giornata tipo: sveglia alle 5:30 per farmi una doccia e prepararmi, colazione compresa; alle 7e30 del mattino si è già in auto per andare in ufficio. Il team è di dieci persone e le auto a disposizione sono due, perciò ci si muove tutti insieme con estrema precisione e rigidità di orari.
Alle 8 sono già operativa a lavorare. A mezzogiorno c'è un pranzo in piedi, io chiedo cibo vegan e per fortuna il catering è ligio.
Ho provato ad assaggiare altri piatti portati ai miei colleghi, ma dopo la brutta avventura di una salsa al formaggio con acciughe (quasi morivo quando ho letto bene gli ingredienti) ho deciso che il mio cibo vegan è la cosa migliore che mi potesse capitare. Almeno so cosa mangio.
La sera stacchiamo alle 18:30 circa, si corre in albergo, e poi si corre a cena: entro le 19:30 bisogna essere tutti in auto altrimenti non si arriva nei vari posti per le 20, il che è MALE visto che tutti i maggiori ristoranti qui intorno chiudono alle 10 (nel senso che alle 10 stanno già tirando su le sedie sui tavoli).
Alle 10:30 circa siamo sempre di ritorno all'albergo, dove io crollo senza aver avuto un minuto libero e dormo fino al mattino dopo.

Solo al mattino alle 5:30 ho il tempo di chiamare o scambiarmi sms con Claude, anche perchè durante il giorno a lavoro mi è totalmente impossibile, e la sera è un orario impossibile per chiamare in Italia (se qui in NC sono le 19, a Milano è l'una di notte).

Che dire? Ritmi serrati, scadenze allucinanti, tutto in salita. Non so sinceramente come me la caverò, ma perdio, è solo lavoro! Non sto salvando la vita a nessuno...cerco di prenderla così, anche se le pressioni sono tantissime.

Torno in Italia venerdì. Mi domando se recuperare il fuso orario al contrario sia più difficile. Non saprei proprio, lo scoprirò.

Mi manca la mia vita solita, lo ammetto. Non me ne accorgo mentre lavoro, è tutto così frenetico, pieno. Me ne accorgo quando torno in albergo la sera. Me ne accorgo prima di chiudere gli occhi. Me ne sono accorta più di tutto ieri, sabato, quando di solito passo il mio tempo con mio marito e godo della sua presenza, del suo amore e dei suoi sorrisi. E' lui che mi ricarica le pile, ora me ne rendo conto. Vivere con lui, pensare a curare la nostra vita assieme in tutti i suoi aspetti, poterlo svegliare con un bacio, fare colazione assieme con lui che affonda la faccia nella tazza del caffè perchè non riesce a svegliarsi...è questo che voglio dalla mia vita.
Mi manca da morire, mi sembra di star buttando via il mio tempo lontano da lui.
Non è rimpianto, abbiamo da qui all'infinito per la nostra vita assieme. Quello che voglio dire è che non so come andrà questo lavoro, mi impegnerò e ce la metterò tutta, ma questa è l'ultima trasferta lontano da casa, lontano da noi due (contando che questo progetto potrebbe potenzialmente andare avanti fino a fine anno, eh?).

Chissà se nel frattempo avremo venduto casa e chissà se avremo trovato quella dei nostri sogni...


sabato 17 maggio 2014

Pronta alla partenza?

Sì. No. Sì. Tanto ho ancora un po' di febbre, una laringite in agguato (la sento, la sento, vuole uscire la stronza), e domattina sveglia alle 4. O alle 5. Non so nemmeno questo. Di sicuro Claude mi manca già da morire, non faccio che cercarlo in ogni istante, con lo sguardo, con le mani, con i baci, con gli abbracci.
Torno presto, torno presto. Però mi manca.

giovedì 15 maggio 2014

venerdì 9 maggio 2014

Nord America...

Non amo le trasferte e non amo nemmeno particolarmente il mio lavoro, anche se sono ligia quando sono su progetto e non mi risparmio.
Ma sono in bilico tra due sentimenti in questo caso, perchè da un lato sono terrorizzata di fallire e di dimostrare che sono una quaquaraquà sul lavoro, e dall'altro emozionata perchè torno in nord america.
Ebbene sì, parto! Due settimane in Italia, due settimane negli U.S.A., per 3 mesi, a lavorare per un cliente importante in un team che solo a sentirne le competenze mi spavento e penso "e perchè ci sono anche io???".
Ho una certa difficoltà a valutare cosa io sappia e cosa no, se le mie competenze sono buone o meno, e tendenzialmente mi terrorizza l'idea di andare a dimostrare che non ho imparato molto, abbastanza, negli ultimi 10 anni di lavoro...dalla mia posso dire che ce la metterò tutta e cercherò di colmare le mie lacune studiando soluzioni il meglio che riesco. Ma...ho paura...qui veramente mi sembra di essere un pesce fuori dall'acqua. :-P
Inoltre mi peserà da morire la mancanza fisica di mio marito, l'uomo con cui condivido tutto, con cui dormo abbracciata stretta stretta (tranne quando fa caldo!!!) e di cui cerco il bacino del buongiorno ogni mattina. Lo amo talmente tanto, è una sofferenza fisica separarmi anche solo per due settimane al mese da lui.
Mi mancheranno PERFINO quei due pelosetti dispettosi che adoro e che mi salutano ogni mattina con le orecchie alzate e gli occhioni tondi tondi spalancati. :-)

Ora si pone un altro problema: come fare a sfruttare a fondo internet negli stati uniti? Penso dovrò prendermi una SIM americana per chiamare con skype (in realtà con google hangout) l'Italia. Qualche consiglio su quale compagnia scegliere? Per fortuna il mio telefono dovrebbe essere quadriband, altrimenti non credo funzionerebbe negli stati uniti.
In ogni caso sono terrorizzata. Fra una settimana si parte. Stay tuned per gli aggiornamenti... :-)

lunedì 5 maggio 2014

Per ridere un po'

Se avete la connessione lenta, mi sa che dovrete aspettare una cinquantina di secondi per veder caricate correttamente le gif.










venerdì 25 aprile 2014

4 bottiglie di vino

Ieri sera abbiamo preparato il chili di soia vegano (qui la ricetta riveduta e corretta) per degli amici che sono venuti a trovarci, e non si sono nemmeno accorti che non c'era carne nel chili...si sono spazzolati 3 burritos a testa conditi con chili, il guacamole preparato secondo la ricetta di famiglia (contendendoselo come se non avessero mai mangiato prima un guacamole! son soddisfazioni), funghi saltati in padella con aglio e pomodorini e per chi voleva una manciata di formaggio.

Sono anche partite diverse bottiglie di vino e per fortuna che io non dovevo guidare. Nel gruppo c'era un ragazzo che è stato pescato dieci anni fa a guidare dopo aver fumato uno spinello, e da allora deve rifare la patente ogni anno dopo aver fornito le analisi del capello che attestino che è "pulito", con una spesa che cresce anno dopo anno. Penso sia giusto per la sicurezza di tutti, però non credevo che le norme fossero così restrittive dal condizionarti per dieci anni successivi (e più...nessuno gli ha detto che potrà riavere ancora la patente normale).

Sto passando una settimana di vacanza con mio marito, e il tempo che passiamo insieme è bellissimo. Per pasqua siamo stati dalla nonna generalissimo in Umbria, e io ADORO le feste passate in famiglia, e adoro la nonnina anche se è superdifficile dirle di no a qualcosa. Insomma, i giorni passati in Umbria sono volati e ora siamo tornati a casa. Qui le cose si complicano un poco perchè sono giunte notizie sconfortanti da un lato e confortanti dall'altro per quanto riguarda la possibilità e le chances di vendere Casa nostra, ed è un continuo salire e scendere dalle montagne russe a grandissima velocità. Se al mattino mi sembra tutto vicino e possibile, al pomeriggio arrivano docce gelate che ci fanno dire "non  ce la faremo mai".
Vorrei avere qualche certezza, ma evidentemente le certezze non sono di questo mondo.