mercoledì 26 agosto 2015

Rosso

Su twitter, che uso appassionatamente tutti i giorni, si scatenano spesso momenti orwelliani da "due minuti d'odio". Tizio contro caio, tutti i follower di tizio contro caio, e poi viceversa, e così avanti di odio in odio, di risposta piccata in risposta piccata.
Certo, non è che un ripetersi amplificato di dinamiche vere, tangibili e reali tra persone.
Ma è anche brutto, perchè si spera sempre che in binari paralleli della realtà (quali sono i social), ci sia una fuga dalle rigide dinamiche solite in cui viviamo. Ecco perchè le persone tolgono i filtri, perchè si "rilassano", dando però vita a reazioni che rompono con le regole dell'educazione e della buona convivenza, esasperando le reazioni in una maniera che sfocia nell'aperta aggressività. Che peraltro, mi spaventa.
Insomma, posti come twitter in cui ci si dovrebbe rilassare e passare del tempo piacevolmente diventano teatro di flames da paura con insulti che si alzano di tono in maniera incontrollata.

Poi ci sono altre situazioni: altre storie.
Ho cominciato a seguire Sergio tempo fa. Un nonno connesso, che twitta allegramente #salvinimerda dall'alto delle sue 4 lauree, master, e 8 lingue, nonchè due figli e alcuni nipoti.
Un problema di salute l'ha mandato in ospedale e ripreso per i capelli all'inizio dell'estate. Ho cominciato a seguirlo che si stava riprendendo, ha passato le vacanze con i nipoti e i figli, spesso facendo compagnia alla madre, la moglie lo raggiungeva al mare con lui che twittava brontolando allegramente. Una persona normale, pacata (tranne nel suo antileghismo), educata, che sa far sorridere con il suo buongiorno e i suoi tweet ironici e pungenti.
Poi ieri il tracollo, codice rosso, lui che ancora twitta caparbio, racconta che è un brutto segno che i suoi figli sono arrivati di corsa con l'aereo, che i medici gli sembrano così seri e portano sfiga, che sono tutti così gentili che marca male. Io in ansia. Per uno sconosciuto, che non ha legami con me, lo leggo e basta, ma con la sua tranquillità mi ha sempre trasmesso buonumore e serenità.
Scrive ancora, anche di nascosto, di tutti gli aghi, del fatto che non riesce a scrivere tanto, che si stanca.
Poi, stamattina, il coma. Il figlio, rispettando le sue volontà, chiude l'account.
E io che mi chiudo in bagno in ufficio e prima piango, poi rido. Piango perchè penso ai suoi familiari, a sua moglie, a chi gli vuole bene. Rido perchè penso che ho avuto la fortuna di leggerlo, di entrare in contatto con una persona brava che senza i social non mi sarebbe mai capitato di incrociare.
E' tutto qui.
E ora cuori alti, per pensare a quante persone sono belle e non conosciamo, e a come sia giusto rispettarci tutti. Certo i leghisti un po' meno, ma pazienza, sono esseri umani persino loro.
Caro Sergio, grazie per avermi fatto sorridere, per avermi dato il buonumore, per avermi ricordato che a qualunque età e in qualunque modo i nostri valori di condivisione e accoglienza sono importanti. Grazie, grazie, grazie. Ciao.

venerdì 21 agosto 2015

Ops!

Il viaggio è stato il migliore della mia vita, indubbiamente.
Io e Claude siamo stati proiettati in un posto MERAVIGLIOSO, non posso e non riesco a trovare le parole giuste per definire l'Islanda: è il posto più bello, visivamente parlando, che io abbia mai visto coi miei occhi.
E' talmente bello che non riuscivo nemmeno a fare fotografie: a parte che quando ci ho provato, erano tutte una pallida copia di quello che vedevo (nonostante questo, molte sono splendide e non per merito mio). Ma comunque non riuscivo a smettere di riempirmi occhi e cuore di tutto l'orizzonte denso di colori e paesaggi inimmaginabili.
Non riesco a trasmettere l'entusiasmo che mi ha preso vedendo un posto che urla bellezza. Ma dentro di me c'è anche un dispiacere grande: ora so con certezza che tantissimi posti nel mondo (compresa e soprattutto l'Italia) sarebbero stupende 100mila volte tanto se solo potessimo preservarne i paesaggi e la sua parte più selvaggia. Questo pianeta è il paradiso e noi lo ricopriamo di cemento e vetro. Che triste destino!
Siamo davvero troppi a questo mondo. Siamo una specie che esaurisce una terra così bella! L'Islanda è ancora tanto selvaggia, c'è così tanto da vedere, e poi come sono stati precisi e organizzati gli islandesi a preparare percorsi che abbiano pochissimo impatto sulla natura, rendendo piacevole e facile visitare tantissimi posti stupendi minimizzando i danni che inevitabilmente l'essere umano fa ovunque accorra in massa. Ammiro tantissimo il lavoro che ha svolto l'ufficio del turismo e la guardia forestale e tutti gli enti che si sono occupati di creare servizi, infografiche, aree sosta e percorsi per i turisti. Abbiamo talmente tanto da imparare da questo approccio, peccato non farlo nostro.

Vorrei condividere qualche (poche) foto che ho fatto col cellulare, ma sfortunatamente il mio cellulare oggi ha deciso di morire, PUFF, così, e ora è dal medico (=mio marito lo ha messo in terapia intensiva) per cercare di farlo funzionare di nuovo.

L'ultima cosa che ero riuscita a fare con google è una sorta di collage (chiamata "storia") di alcune foto/video...una cosa semplice creata con gli strumenti automatici di google, grazie google, santo google.
La trovate qui se volete un assaggio di quello che ho visto... sì è molto, molto di più di così.

Spero che anche le vostre ferie siano andate o stiano andando bene. Io fra poco torno alla mia normalità, ma per ora...non ci voglio proprio pensare!!!

venerdì 7 agosto 2015

Estate 2015

Una delle poche cose che sono riuscita a fare nonostante il caldo è: cambiare la foto del profilo. Per il resto, sudo anche da ferma.
A luglio sono sopravvissuta grazie al fatto di lavorare in montagna, ma ora il caldo mi uccide e non c'è aria condizionata che tenga.
E' anche per questo che quando è arrivato finalmente il momento di decidere dove andare in vacanza, io e Claude abbiamo pensato al nord. Beh, ancora più a nord del solito...stavolta la nostra meta è l'Islanda!
Partiamo lunedì sera, per una settimana, e anche così mettiamo alla prova i nostri risparmi. Ma quando si tratta di viaggiare per piacere (RIPETO, PER PIACERE, NON PER LAVORO!!!) secondo noi vale la pena spingersi un po' più in là, e usare quei soldi che alla fine guadagniamo con tanta fatica e mettiamo da parte proprio per regalarci momenti assieme bellissimi.
Mio padre mi ha insegnato a non farmi mai debiti, a non fare mai il passo più lungo della gamba, a non vivere sopra alle mie possibilità. Ma anche a non essere attaccata al denaro, e che se si può spendere per qualcosa di intelligente, che si spendano pure, 'sti soldi. Questa filosofia è la stessa di Claudio, che non è uno spendaccione, ma a cui piace tanto viaggiare.
E siccome è entrato qualche extra dalle mie trasferte, andiamo. Non vedo l'ora di partire!
Non farò molte foto, ho capito che mi piace più vivere il momento con lo sguardo che con la macchina fotografica. Però se ne faccio qualcuna, appena ho tempo la posto. (Attenzione! parola chiave: "tempo"...quando torno a lavoro devo ripartire praticamente subito in trasferta...sigh)

A proposito di foto, ne posto qualcuna fatta random, di recente. Buone vacanze a tutti quelle che le fanno, a tutti gli altri: tenete duro!!!



Nero si rotola pancia all'aria appena possibile.

Ma proprio in ogni istante della giornata!

In Polonia, ho trovato questo avviso sul cesso della mia stanza di albergo. Mi sento quasi una regina.

Tornata a casa, i miei due micini mi hanno fatto tante coccole.

A volte però mi guardavano come per chiedermi: E mo' quando riparti?!?!?

Bella ha pensato bene di rompere la seconda lampada piantana di casa...stavolta me la tengo rotta, tanto ho capito che potremmo andare avanti così all'infinito. Io la compro, lei la rompe.

Rifaccio armi e bagagli e riparto per Zurigo...
La prima classe è *davvero* più confortevole che mai. I treni svizzeri sono un'altra cosa. Per esempio, abbiamo accumulato 10' di ritardo e il capotreno ha informato tutti i passeggeri in tre lingue diverse, anche spiegando i motivi. Fantascienza, con tremerd.

Zurigo è una città talmente bella e vivace, che puoi incrociare un vicolo coloratissimo a pochi metri dal posto di lavoro...

L'effetto era proprio bello. E poi parchi, aree rinnovate, pulizia per le strade, musica dal vivo...Zurigo mi ha affascinato.

Tornata in Italia tutto sembra essere proprio uguale al solito...

Anche Nero si rotola sempre nello stesso modo.

Bella ha i suoi sguardi misteriosi...




E Nero fa quello che sa fare meglio: poltrire!


Saluti a tutti!


domenica 26 luglio 2015

La scorza

Si diventa un po' più duri e insensibili con l'età?
Non so, io venerdì ero di pessimo umore tutto il giorno e non ho capito perchè, salvo poi scoppiare a piangere mentre salutavo i miei utenti che non avrei più rivisto: dopo 4 settimane, è venuto il momento di tornare a Milano. Finito il periodo di training di questo gruppo di 9 persone tutte diverse, con cui ho provato forti momenti di insofferenza ma che mi hanno anche lasciato un solco profondo nel cuore. Come sempre, non riesco a restare distaccata. Che fatica vivere.

E ora? Devo sopravvivere a una intensa settimana di schiavism...ehm di lavoro, poi 3 settimane per me e Claudio, spero in solitudine. Non ne posso più di tutta sta gente, gente ovunque, persone sempre intorno. Sono socievole, ma sono arrivata al dunque: ho bisogno di solitudine. Ho bisogno della mia dimensione con mio marito, che negli ultimi 30 giorni ho visto pochissimo.
E' come quando vivevo la mia storia a distanza con Luigi, quando ci si vedeva avevo bisogno di riabituarmi alla sua presenza. Beh non è normale che sia così per me e Claudio, tanti anni assieme e ora queste trasferte che minano l'armonia tra di noi. Non litighiamo, perchè lui è bravissimo e comprensivo, ma io sono un'istrice con tutte le punte fuori: voglio e devo riposare. Il caldo non aiuta, odio tutto questo profondissimamente.
Non vedo l'ora sia autunno...

lunedì 20 luglio 2015

L'inutilità di fare bella figura

Sono seduta alla mia scrivania imprestata, in un callcenter vuoto (faccio formazione a questi personaggi belli e immacolati come bimbi alla comunione).
Qui si parlano 11 lingue diverse, e io insegno il CERCAVERT a occhi grandi e spalancati manco stessi parlando dello sbarco degli alieni.
Non che sia il mio lavoro spiegare una funzione di excel, no affatto, dovrei piuttosto spiegare il sistema gestionale su cui lavorano, dovrei insegnargli processi aziendali su cui basare le proprie scelte quando un cliente li contatta, ma le vere magie del nostro lavoro le fa excel, merdaviglioso foglio di calcolo dotato di un potenziale tale da non esser mai stato messo da parte dacchè è nato.
Dovrei darlo per scontato, se arrivi a occupare una posizione come questa, col tuo telefono, le tue 4 lingue, e il doppio schermo che tu riempi tutto.
Invece al colloquio evidentemente ti hanno selezionato così: sai accendere un pc? No? PRESO LO STESSO.
Ho capito che parli l'olandese e il norvegese, ma un minimo sforzo per accoppiare in pochi clic dei valori invece che metterci 2 ore e 40 minuti a mano, potresti anche farlo.

Sono abbacinata dalla difficoltà di organizzare le mail di Outlook, vera scienza peraltro con corollari quali "apro un task e metto un reminder" e "vedo le mail raggruppate in conversazioni": mi sento Einstein a parlare con voi, mi sento una scienziata, e questa cosa invece di farmi bella mi spiace molto, perchè siete personcine per bene, ma santiddio spero che non siate così imbranati a cucinarvi delle uova o a stirarvi una camicia, anche se date esattamente quella impressione lì.

Non mi fate tenerezza dall'alto dei vostri 30 anni sfiorati, siete uomini e donne vere, sono sicura che ce la possiate fare, ma vi manca una cosa che io ho forse imparato per forza o forse ce l'avevo ma non avevo capito. L'attitudine, come dicono gli americani.
L'attitudine a voler adattarsi a una situazione in cui non sapete fare tutto, in cui il nuovo vi spaventa.
Ma vi capisco, io al nuovo non mi abituo mai, sono terrorizzata, dentro e fuori, probabilmente il mio panico si respira benissimo. Eppure si fa, si deve fare, a testa bassa, il dovere prima di tutto, non lo setite il vostro Super Io che vi schiaccia come polpette?
Io sì, ho questo Super Io ingombrante come se ci fosse per sempre mia madre lì a giudicare e mio padre a scuotere la testa. Non si può competere con un avvocato e un ingegnere che stanno appollaiati sulla spalla in una immaginaria icona grottesca di disapprovazione, perciò si fa tutto, si fa sempre, anche se non si vuole.

Fumo l'ennesima sigaretta e mi ripeto: "ho ricominciato a fumare".
Tranquilli, sono bravissima a smettere: lo faccio in continuazione. :-P

lunedì 13 luglio 2015

Su pei monti, e di sogni ricorrenti

Luglio l'ho sempre odiato, da quando ho finito le superiori. Era il sabato delle vacanze estive, perchè dopo luglio veniva ancora agosto che era tutto vacanza, e poi si tornava tragicamente a scuola. Ergo, lo adoravo.
Invece ora è solo il mese del caldo infernale, del lavoro da schiava esaura, delle ferie che sono lontane e chissà come e quando e quante ne farò.

Di una cosa non mi posso proprio lamentare: di dove dormo quando sono in trasferta questo mese.
In un alberghetto a 1000 metri di altezza, dove il letto ha la copertina di lana, dove l'aria è fresca anche quando a valle ci si gratina dal caldo come in un forno chiuso ventilato. Un posto sulle montagne che ha una vista rilassante, e dove le stelle sono vicine e numerosissime.
Un posto dove vivrei davvero volentieri.
Mi è sempre piaciuto fantasticare, ma quest'anno, dopo marzo, non ci riesco più. E' troppo amaro, troppo, troppo amaro farlo. Infatti ho quasi sempre incubi che mi fanno dormire male, ma almeno non sono sempre splatter come quelli di qualche anno fa. Questi sono angoscianti in un'altra maniera.
La prima settimana in trasferta, per esempio, ho avuto un sogno ricorrente che cambiava di notte in notte solo di piccoli dettagli: perdevo la mia borsa (che contiene tutti i miei documenti, il cellulare, le chiavi di casa, tutto quello che mi identifica, che racconta cose di me) su di un mezzo che poi non riuscivo a riagguantare. Tipo il treno, la metropolitana, l'autobus.
Io sapevo che le mie cose erano lì, ma non riuscivo più a risalire su quel mezzo. Mi svegliavo sempre con l'ansia.
Poi per fortuna vedevo le montagne intorno e mi passava tutto...almeno la location è bella, che posso dirvi.
Ogni giorno scendiamo dai 1000 ai 600m sul livello del mare, dove c'è la fabbrica. Qui stiamo in una stanza in cui l'aria condizionata è gravemente insufficiente per tutte le persone che ci lavorano, e sfioriamo i 30°. Di solito sono 28,5 o 29,5°, a seconda che batta il sole sulle finestre o meno.
Settimana scorsa in particolare mi sono rifiutata di andare agghindata e ho messo shorts e canotta. Se mi fanno lavorare con le scimmie tropicali e le liane in stanza, almeno sto fresca per come sono vestita. La supercapa ovviamente è in giacca e sciarpina. SCIARPINA.
Come invidio le donne che non sentono mai caldo. Seriamente.

Sono arrivata al giro di boa, comunque. Due settimane ancora di trasferta e poi torno a Milano. Questa cosa mi riempie di aspettative, anche se non dovrebbe visto che comunque ho lasciato indietro tantissimo lavoro mentre sono in trasferta...ma spero di avere notizie sulle mie ferie, quindi incrocio le dita e vediamo come va.


domenica 28 giugno 2015

Trasferte

Sono tornata da Zurigo, domani riparto per i pascoli erbosi a 4 ore e mezza di distanza da qui, e pare che ho vinto altre 3 settimane nella ridente località di cui sopra.
Quindi non una settimana, ma 4!!! Ma non dovevo passare una intera estate a Milano fino al 31 agosto? Dopodichè ovviamente avrò ancora una trasferta, ma questa la sapevo: in Croazia.
No, veramente, si sfiora il ridicolo: non ho come al solito nessuna certezza, ma stavolta c'è pure la delusione di averci creduto. Scema io...
Comunque consoliamoci: in queste poche settimane che ho passato a Casa, ho visto tanti amici e fatto tante cose belle assieme. Non quante avrei voluto, ma il tempo come sempre è molto tiranno.
Però è stato bellissimo.

Non voglio ripartire. :'(

venerdì 19 giugno 2015

Il termostato estivo

Eccomi ad aver finalmente cambiato termostato interno: finalmente arrivata a 27° (all'ombra, ovviamente) non grido più ALL'ACCORRUOMO! ma riesco a sopravvivere senza sentirmi male.
Non che stia poi così bene, ma almeno ho smesso di voler picchiare qualcuno tutto il giorno (solo all'idea sudo).
Intanto vi aggiorno sul mio futuro prossimo venturo: ho vinto (si fa per dire) una trasferta settimana prossima per 3 giorni nella ridente Zurigo. La cosa bella è che uso il treno e non l'aereo, cosa decisamente fantastica, considerando che al ritorno scendo a Monza che è praticamente sotto casa.
La cosa meno bella è che anche se vado a fare quello che mi piace (training agli utenti bestia), purtroppo l'argomento non lo padroneggio al 100%. Diciamo un 70, e il restante 30 saranno giochi di prestigio. Cosa che mi mette un'asia addosso, e odio questa cosa, perchè è l'ennesima tacca che metto alla voce "SONO DIVENTATA FORSE UNA PERSONA ANSIOSA?" e la bilancia pende proprio da quel alto, sìsìsì. Sigh. Vorrei essere padrona delle mie emozioni ma credo sia proprio questo il problema, non posso avere tutto sotto controllo!
La settimana a cavallo tra giugno e luglio invece ho vinto una trasferta entro i confini nazionali, sulle montagne. Questa cosa mi fa fare una capriola doppia, perchè io ADORO le mie montagne! Inoltre sarà proprio vicino a un mio amico virtuale, con cui ci scapperà una cena e un "carramba che sorpresa!" (o forse è "c'è posta per te"?) perchè insomma ci conosciamo da 12+ anni e non ci siamo mai visti di persona.
Claude ha arricciato il naso, ha voluto vedere un video musicale in cui appare questo amico, e si è tranquillizzato commentando acido e contento "ci credo che non sono mai diventati famosi questi qui", il che è ingiusto perchè secondo me la canzone era carina. Ma fa il geloso solo per farsi coccolare un po'. :D
Io cerco di riprendere i fili della mia vita sociale a casa, non è facile perchè lavoro comunque tantissimo e non riesco a fare tutto come vorrei (riecco la mania del controllo), ma comunque sto vedendo tantissime persone che ho potuto frequentare pochissimo nell'ultimo anno, e questa cosa mi riempie il cuore, anche se vorrei avere tempo per vedere molte più persone e più spesso.
Voto di allungare il weekend di almeno un giorno e mezzo. Secondo me sarebbe fair, soprattutto se eliminassimo anche il lunedì...
Vi lascio una canzone che ho messo nella mia playlist preferita. Attenzione: musica elettronica, potrebbe non piacere a molti! :)


lunedì 15 giugno 2015

Non sono ispirata

Non sono ispirata, sono stanca, voglio dormire e vorrei solo che tornasse l'autunno, con la copertina da tirarsi sul mento e il sole che diventa più opaco.
Invece no, tutti qua a pezzare come disperati alle 7 del mattino, ma per chi? per cosa?
Ridatemi l'inverno.

venerdì 5 giugno 2015

E' maleducazione?

Ho Skype pieno di contatti di lavoro del mio vecchio team, di cui - diciamocelo - non mi frega proprio una fava.
Anzi, mi infastidisce vederli online, vedere le notifiche di quando entrano online, e sinceramente non ho proprio voglia di ricordarmi nè di loro nè dell'anno MERDAVIGLIOSO passato insieme sul progetto in america.

Perciò chiedo: è maleducazione secondo voi cancellare questi contatti dal mio skype?
E' ovvio che si accorgano che li cancello, questo è lapalissiano.
Una volta (una volta sola) è anche successo che mi contattasse uno di loro, per una domanda veloce.
E' però difficile pensare che lavoreremo ancora assieme. Potrebbe capitare la remota possibilità che ci incrociamo su qualche progetto, questo sì. Aspetterei la fine dell'anno per cancellarli, giusto per essere sicura che siano andati live col progetto americano e che non abbiano più bisogno di me per quel lavoro (è una remotissima possibilità, cmq).

Spero che mi diciate la vostra, perchè ho chiesto solo a un ragazzo giovane che lavora con me, e lui mi ha detto che sarebbe molto maleducato e di non cancellarli.
Temo che la netiquette non sia il mio forte.

giovedì 4 giugno 2015

La sconfitta della umanità

Quando sento un consulente che dice "ah, si lavora dalle otto alle venti, bene, fantastico! No, perchè di solito mi capitano cicli di lavoro di 14, 15h al giorno, ed è normale".
ED è NORMALE. E mi ribatte alle mie rimostranze "eh, ma è così".

Quando sento un consulente che dice così, sento che siamo stati sconfitti, che non c'è possibilità di (soprav)vivere diversamente. Hanno vinto loro. Hanno vinto completamente loro.

Che schifo.

lunedì 1 giugno 2015

Per i curiosi...

...non svelo che cosa fosse il compito affidatomi, perchè sono tecnicismi nojosissimi, dico solo che anche questa volta sono riuscita a fare in mondo che qualcun altro lo facesse al posto mio. Facendola sembrare una idea del capo!

Se dovessero dare un premio a "procrastinatrice 2015 nonchè svicolatrice dell'anno" io lo prenderei, punto. Lo merito in pieno.

venerdì 29 maggio 2015

Stress?

A lavoro mi hanno chiesto di fare una cosa che sono ben 12 anni che evito accuratamente.
E' da ieri che svicolo, ma non posso esimermi.
Ora sudo freddo e procrastino, cosa che sono bravissima a fare, ma che non mi salverà per niente.

martedì 26 maggio 2015

Piano inclinato - again

Lo sapevo: no, seriamente: lo sapevo. Lo sapevo che non sono capace di stare ferma passivamente, lo sapevo che se non sento di star pianificando, escogitando vie di uscita, non sono più io.
E quindi? E quindi stamattina grande riunione di strategie, per capire cosa mi aspetta in futuro, per capire quali sono le possibilità vere, concrete. Poche, lontane, e chissà, ma stavolta a indirizzare e a dire cosa fare o non fare sono io. Non qualcun altro. E' vero, non esiste la perfezione e i miei sogni rimangono solo sogni, a prendere polvere. Quelli mi sa che ci resteranno lì a lungo. :-/
Ma restando sul concreto, adesso voglio provare a fare cose che abbiano un senso per me, non per il resto dell'universo, per ME.
Ho parlato chiaro e messo le carte sul tavolo. I giocatori hanno guardato, e spiegato le possibilità delle carte che anche loro hanno in mano. Non ho in mano io il gioco, ora tocca ad altri. Ma tornerà ad esserci la mia mano, butterò sul tavolo quello che riesco e forse non perdo proprio tutto.
Ci ho messo due mesi a elaborare il lutto di quella parte di me che pensava di poter fare quello che aveva sempre voluto. Ok, seppellito il sogno impossibile, buttati i fiori sulla terra smossa, resta solo quello possibile, perlomeno non improbabile.
Resto sul concreto, perchè castelli in aria non sono capace a farne. Concreta, a testa bassa. Mi pongo un obiettivo e vedo se posso raggiungerlo.
Le sensazioni del lunedì rimarranno, quello lo so: il mio lavoro mi fa veramente troppo, troppo cagarissimo. Però come sempre, il lavoro che faccio non è la mia vita: la mia vita è altro. E' ora di ricordarmelo e di vivere di conseguenza.

lunedì 25 maggio 2015

Quella sensazione

Quella sensazione di quando alzi gli occhi, lunedì mattina, stretta nel tuo soprabito blu, e pensi: "ma perchè devo chiudermi per così tante ore (9, 10, 11, 12...) in un ufficio, perdere tutto il mio tempo a fare un lavoro che mi fa schifo, osservare la mia vita che scappa sotto al mio naso, senza avere il potere di decidere nulla?".
Ti senti così piccola, insignificante, e sai perfettamente che tutto questo non ha un senso. Guardi il palazzone griglio in centro, dove i tram sferragliano, le persone sono tutte elegantissime e i cartelloni pubblicitari sono più grandi del tuo condominio brianzolo.
Guardi le tue scarpe lise, con la pelle che si è alzata in più punti a fare un effetto ragnatela, e pensi che la discesa è così dolce che manco ti accorgi di averla intrapresa. Semplicemente scivoli giù e pensi che non ne uscirai mai.
Tutte le promesse sono bolle di sapone. E' come quando ne guardi una, che da colorata diventa grigia e incolore, un attimo prima di scoppiare.
Ho addosso questa rassegnazione che non mi rende triste, anche perchè odio essere triste, lo trovo così una perdita di tempo...ma è una rassegnazione fintissima, sono in attesa di un piccolo "la". E poi?
E poi non so, non so nemmeno cosa succederà domani, anzi, questo pomeriggio.
Invidio molto quelle persone che la mattina sanno esattamente come si svolgerà la giornata, i propri compiti, la propria posizione. Sanno qual è il loro lavoro, sanno cosa ci si aspetta da loro, sanno che a una certa ora usciranno da quell'ufficio e andranno a prendere i loro figli, prepareranno i compiti assieme, faranno la cena in una casa imperfetta ma accogliente.
Io sono tornata dalla Polonia e non so nemmeno se devo prendere un altro aereo da qui a due mesi oppure se mi rilasciano dal progetto o cosa.
Boh.

sabato 23 maggio 2015

Dreamin'

Ma anche a voi capita di sognare di lavorare, senza sognare mai nient'altro?
Per me è così, nelle ultime settimane non faccio altro, sono monotematica, mi sveglio stanca come quando sono andata a dormire, perchè ho pensato ai problemi del lavoro tutta la notte.

Lo trovo davvero riduttivo, ho sempre avuto una attività onirica intensa, per anni fatta solo di incubi, quindi forse non dovrei lamentarmi troppo: almeno questi non sono incubi, sono solo analisi da stilare, discussioni infinite in conference calls, training agli utenti più stupidi che non capiscono quasi niente di quello che gli dico...
Però ragazzi aprire gli occhi, vedere le travi di legno di casa mia e sentire mio marito che mi abbraccia sono comunque la cosa più bella del mondo. Stanotte sono rientrata a Casa. Speriamo fosse l'ultima trasferta per un bel po'.

giovedì 21 maggio 2015

Sklero

Ammetto che non ho più, più, più voglia di stare qui in Polonia, e vorrei solo prendere i miei due begli aerei e tornarmene a casa.
ODIO TUTTO.

mercoledì 20 maggio 2015

Promesse non mantenute

Ooops mi distraggo un secondo ed è già mercoledì! Non ho scritto dopo che ho avuto l'ok del medico, sabato scorso.
Al volo che sono in call (quella famosa delle 18 e passa...), ma: il medico mi ha detto che la mia guarigione è particolarmente e insolitamente veloce, perciò potevo volare con qualche precauzione. Beh, sono in Polonia. Dopo due aerei avevo un mal di testa da piangere e la nausea, ma nessun mal di orecchio.
Grande!

Uso solo scarpettine infradito, ovviamente da oggi ci sono nubifragi pazzeschi a Cracovia. Sarà divertente tornare a casa in albergo.
Ho letto tutti i commenti del precedente post, ci sto pensando, e trovo molto interessanti i vari punti di vista. Grazie mille per condividere con me quello che pensate!

Ora cerco di capire quello di cui si discute in questa nojosissima call...come vorrei avere un lavoro normale e finire a un orario decente!

venerdì 15 maggio 2015

Ragionamenti

Io lo so che che le amicizie che si trovano da adulti non sono come le altre. Si sfilacciano subito, perchè non sei costretto a convivere assieme e volenti o nolenti a conoscersi, ed è normale che i legami siano meno forti.
Solo che un po' mi fa male perchè io vorrei con tutte le mie forze avvicinarmi, ma c'è questa indifferenza del non ricambiare mai, del non richiamare mai, che mi fa dire "io non sono abbastanza": non sono abbastanza simpatica, non sono abbastanza disponibile, o semplicemente non sono abbastanza la persona che gli altri avrebbero bisogno io fossi.
Lo so che sono lagnosa e critica, e sono pure esagerata e radicale. In effetti non dovrei stupirmi se invece di avvicinare le persone, le allontano. Io trotto come un cagnolino felice, ma mi ignorano, e vorrei mi dicessero qualcosa tipo "dai, facciamo questa cosa assieme", ma non succede mai.

Per fortuna ho i miei amici, quelli che mi sopportano nonostante i miei spigoli e che capiscono che anche se ho i mie 1000 difetti, non sono una persona cattiva, e mi perdonano le assenze, le difficoltà, i momenti no. Penso spesso agli expat, e al fatto di doversi confrontare con amicizie adulte e senza la rete di sicurezza degli amici di sempre, lontani. Dev'essere molto dura.

Però mi sento un po' rifiutata e devo farmene una ragione: non si può piacere a tutti. E' il mio mantra da qualche anno, ma fa sempre un po' male ripeterselo.

giovedì 14 maggio 2015

La call delle 18

Mi metti una call alle 18 di sera, che dura da un'ora a un'ora e mezza, ma alle 9 del mattino devo essere pronta e scattante in teleconferenza con i miei utenti, quindi mi stai dicendo che la mia giornata durerà comunque sempre più del dovuto, con una nonchalance che agghiaccia. Pure tu, ultimo PM che aveva detto "se non è necessario, tutti a casa". Ma a casa dove...
Io la call delle 18 e stocazzo non la sopporto proprio, ma è utile. Solo, non potremmo farla alle 17???