martedì 23 agosto 2016

12

Ieri sera sono andata a presentare la proposta di acquisto e a sostenere un vero e proprio "colloquio".
Ho presentato me e mio marito, ho raccontato qualcosa del nostro background, della nostra situazione attuale e delle nostre aspirazioni. Ho circostanziato le motivazioni della scelta di quella casa, e marcato sulla nostra ricerca di armonia con il vicinato.
Il proprietario di casa mi ha ascoltato con interesse e attenzione. Abbiamo concluso in 42' di chiacchierata fitta.
Quando mi sono congedata, ho sentito un vero peso sollevarsi dalle mie spalle.
Voglio dirvi che ho dato il massimo. Sono soddisfatta di come è andata.
So che non è scontato niente, e soprattutto mi preoccupa il mutuo, ma almeno posso dirlo con convinzione: meglio così non potevo fare. Se non andrà bene, pazienza. Ne troveremo un'altra, meno bella, meno adatta. Ma questo è. Nessun rimpianto!
E ora si aspetta fino al 12 settembre, quando dovremmo sentirci per una risposta definitiva "sì/no".
Comunque vada, è ok.

venerdì 5 agosto 2016

Ahi ahi ahi ahiiii caaaanteee y no llooresss

Rompina mi chiede un update nei commenti. Detto fatto.
La casa che ho visto ieri è un sogno. Un sogno a portata di budget, peraltro. E' come la vorrei, con una vista come la vorrei, nel posto in cui la vorrei e persino più grande di come la vorrei.
Il problema è che il proprietario ha già due offerte di acquisto scritte e firmate.
Ma siccome resterà ad abitare nello stabile, che è piccolo, è lui che vuole scegliere i suoi prossimi vicini di casa. E' quindi una scelta personale, non dettata dal bisogno di soldi immediati.
Io tremo per la felicità di aver trovato la Casa giusta, ma tremo anche di terrore perchè non so se saremo noi ad essere scelti.
Ora si rimanda a dopo le vacanze, certamente. Il 22 sera conto di tornare a trovarli, purtroppo senza mio marito che sarà in trasferta.
Cercherò di presentarci come si deve, di mettere sul tavolo cosa siamo e come vorremmo impostare una (serena e armoniosa) convivenza in uno stabile così piccolo.
Io non so più cosa incrociare, so solo che devo prepararmi un discorso in punti facili da ricordare per poter essere convincente e esaustiva.
Non si tratta di soldi, qui si tratta di proporsi nel modo giusto. Io e Claudio possiamo essere quei vicini tranquilli ed educati che vogliono, io lo so.
A questo proposito, vi racconto che il tizio a cui abbiamo venduto casa a Lissone pare stia già facendo sklerare i vicini di pianerottolo.
Pur avendo l'intero appartamento vuoto (70mq!) a disposizione, è dal 19 luglio che lascia oggetti ingombranti e sacchi della spazzatura maleodoranti sul pianerottolo, invadendolo e dando molto fastidio a tutti.
Sono molto dispiaciuta per i miei vicini, brave persone, educate e civili. Una di loro mi ha anche scritto che ieri è apparsa pure una televisione gigantesca buttata lì per terra, davanti alla sua porta.
E' decisamente intollerabile.
Perciò dai, se potete fate qualche pensierino beneaugurante per noi. E se per caso qualcuno entra ad accendere un cero da qualche parte e PER CASO mette una buona parolina per noi, che non siamo abbastanza credenti per farlo, qui siamo solo contenti!!! ^_^''' ogni aiuto è il benvenuto!!!

ps lo so che le possibilità di prenderla sono basse. Lo so. Però non tutto è perduto. Ci proveremo!





mercoledì 3 agosto 2016

Speranze

Domani sera vado a vedere due case nel posto in cui vorrei trovare casa, e ci spero tantissimo. Da fuori sembrano stupende entrambe, e come le vorrei.
Settimana scorsa mi ero messa d'accordo con il proprietario di entrambe, poi mi chiama la moglie inferocita, facendo mille domande perchè probabilmente aveva paura che fossi nell'ordine: nera, extracomunitaria, povera.
Credevo che l'importante fosse avere l'ok della banca per il mutuo, e invece l'importante è superare la diffidenza di questi leghisti di m...
Ma mi hanno insegnato che bisogna pensare positivo e a cose belle di fronte a persone diffidenti; è molto new age, ma se non altro a sforzarti di pensare bene non ti poni in maniera altrettanto ostile, e trovo che sia giusto: ognuno di noi si mostra col linguaggio del corpo, di solito involontario.
Perciò, solo pensieri buoni!

lunedì 1 agosto 2016

Post di importanza mondiale

Devo confessare una cosa che non ho mai detto a nessuno: lo penso da anni, ed è finalmente giunto il momento di rimangiarmi tutte quelle volte in cui ho voluto condividere un momento così intimo e importante con altre persone, invitandole e organizzando persino io l'uscita (per poi pentirmene amaramente).
Io devo fare shopping DA SOLA.
Da sola sola sola.
Devo poter uscire dal camerino e sentirmi rizzare i capelli dalla nuca con orrore alla vista di qualche improbabile capo che ho provato addosso solo perchè al 70%.
Devo poter provare 4 volte la stessa maglietta, riponendola ogni volta sulla mensola dove l'ho trovata e uscendo dal negozio per poi fare dietrofront e riprovarla ancora. Per poi decidere che, se non ero così convinta da prenderla subito, non ne sono abbastanza convinta e basta, e non la prendo (ma intanto sono entrata 5 volte nel negozio e ho fatto 5 file per il camerino).
Devo poter chiedere di vedere anche il numero in più e poi quello in meno, per decidere che se solo ci fosse il 3/4 sarebbe perfetto e che peccato che non c'è mica.
Devo guardare tutti i colori, o almeno buona parte, e scusarmi infinitamente col povero commesso gentile di turno, perchè la stessa scarpa o la stessa maglietta cambia tantissimo a seconda del colore.
Devo poter entrare nel mio negozio di fiducia e provare 15 capi diversi per poi prenderne solo due, e scartare tutti gli altri perchè "non ne ho veramente bisogno" (ma allora perchè li provo? Non si sa mai, ecco).
Devo poter fare due ore di shopping selvaggio, ma selvaggio proprio, devo essere precisa, spietata, concentrata.
Poi dopo queste due ore, mi rompo i coglioni e ciaone. Però, siccome lo faccio massimo una volta ogni 6 mesi, torno a casa con tante borse alla Pretty Woman, il conto ahimè alleggerito e una certa soddisfazione.

martedì 26 luglio 2016

Si bocchegga, si sta a galla

Il Terribile Trasloco è alle spalle.
Non ci devo più pensare, e questo è un enorme sollievo.
Al contrario, devo guardare avanti e cercare casa. Anzi, Casa. Ma ve lo dico, sono ai minimi storici di energia. Lo scorso weekend ho cercato di dormire il più possibile per recuperare, ma non ce la faccio, la mattina mi sveglio stanca, dopopranzo vorrei solo coricarmi, la sera striscio verso il letto.
Milano mi stressa: non so come ho fatto ad abitarci 29 anni della mia vita.
E avevo pure una casa rumorosissima!
Immagino ci si abitui a tutto, ma poi tornare indietro è difficile.
Ora stiamo in una casa che non trovo nè comoda nè bella, nè niente. La sento come mia nemica, un nemico da tenere a bada 2 mesi e mezzo in tutto, ma comunque stancante, di difficile gestione, e oggettivamente scomoda.
I gatti, dopo un iniziale sbandamento, si sono adattati bene. Sono piuttosto pacifici, anzi.
Gli dò da mangiare più del solito, forse è per questo che sono felici, chissà. Per la prima volta in vita loro, li lascio che si autogestiscano il cibo. Niente più "questa è la ciotola di tuo fratello/sorella, tu non puoi mangiare qui", le ciotole sono free e che se le gestiscano e basta. Credevo che Nero, bullo com'è, avrebbe sopraffatto Bella lasciandole solo le briciole, ma forse hanno trovato il loro equilibrio e bon, anche se lui magia un pochino più di lei pazienza.
Contiamo di prendere una casa con giardino, il che significherebbe che tutta la ciccia che mettono su ora poi dovrebbe sparire. Ma chissà QUANDO la troveremo! Potrebbero passare anni, e io friggo nell'attesa. 
Mi insegnate la calma per favore? Ne avrei proprio bisogno...

venerdì 15 luglio 2016

(Senza titolo)

Sono esaurita. Piango a sentire le notizie e soprattutto i commenti che mi ricordano i 2 minuti di odio orwelliani. Quando dico piango, intendo che stamane andando a lavoro mi sono dovuta fermare perchè non vedevo più dove mettevo i piedi (e considerando che cado facilmente, era proprio il caso mi fermassi). Dietro gli occhiali scuri è più facile piangere.
E sono stanca perchè non dormo assolutamente abbastanza. Facciamo scatole su scatole, imballiamo e proteggiamo, smontiamo sette anni di vita che devono restare chiusi in un box per mesi (anni?), fino a quando non troveremo la casa giusta dove trasferirci.
Sono scoraggiata perchè sono stanca, e non dormo e ho il timore che la casa che vorremmo non esista e se esiste ci verrà soffiata da qualcun altro.
Perchè sono così pessimista?
Non saprei, a parte che è un periodo particolarmente difficile, emotivamente parlando. Immagino passerà quando riuscirò a dormire, quando riuscirò a finire il trasloco, e quando ci saremo trasferiti stabilmente nella seconda casa in affitto (da ottobre).

In tutto questo, una trasferta in Giappone con previsione di lavoro a ritmi inauditi a inizio settembre.
Credo di aver bisogno di chiudere gli occhi e dormire per una settimana. Un mese. Un anno.

giovedì 30 giugno 2016

La sfera di cristallo

Vorrei avere il tempo di scrivere un post come si deve, soprattutto perchè ho riflettuto molto in queste ultime due settimane sul fenomeno della superstizione: trovandomi a un grosso bivio della mia vita in cui quasi niente dipende da me, ma in cui devo comunque prendere una decisione che influenzerà la mia vita e quella di mio marito per gli anni a venire, ho capito l'urgenza di affidarsi a qualcuno che guidi, che scelga per te, a cui affidarsi con fiducia.
Il Fato, la Provvidenza, i Tarocchi, le Maghe e via dicendo. Quando sei sopraffatto dall'indecisione, quando non hai abbastanza elementi per poter prendere una scelta che sia al 100% giusta, è veramente una tentazione incredibile quella di chiedere aiuto a una forza più grande di noi.
Sicuramente è un conforto pensare di andare da chessò una maga e uscire dal suo studio alleggeriti di centinaia di euro ma con una scelta precisa, con un destino tracciato chiaro di fronte a sè.
Purtroppo non credo a nessuna di queste cose, non ho il conforto di potermi abbandonare alle scelte fatte da altri con fiducia. Penso di essere responsabile delle mie scelte, delle decisioni che prendo: e devo accettarne le conseguenze, anche se la scelta è sbagliata (ma non potevo saperlo).

La vita è fatta di bivi, dovremmo essere abituati. E invece a 'sto giro io e Claude siamo stati per molti giorni completamente paralizzati dall'indecisione, dall'incertezza.
Abbiamo cambiato idea ogni due o tre ore per giorni, sempre con troppo poco tempo per discutere, con anche evidenti difficoltà di comunicazione, perchè nessuno dei due voleva "convincere" l'altro della bontà della propria posizione, sapendo che la scelta di andare avanti con la ricerca della casa o meno dipendeva da entrambi, e non da uno solo. Ho apprezzato la delicatezza di mio marito nel non voler impormi la sua idea, però è stato ancora più complicato capire cosa volesse davvero, ma nessuno dei due in realtà sa tutt'ora cosa vuole veramente.
Cioè, ovvio che vorremmo una villa nuova costruzione sviluppata su un unico piano ma eventualmente taverna e box triplo, con 700mq di giardino, piscina autopulente e pannelli solari, a 350 mt dalla stazione del treno, in un buon quartiere e ovviamente regalata (colf inclusa già pagata per i prossimi 20 anni). Ma siccome non parliamo di sogni ma di esigenze reali e fattibili, ci siamo veramente massacrati di dubbi.

Il nostro budget impone incredibili limiti, le nostre aspirazione polverizzano i suddetti limiti, la ricerca specifica in una particolare zona e con determinate caratteristiche restringono di molto le possibilità.
Eravamo in trattativa per un appartamento (che era un compromesso, ma un ottimo compromesso rispetto alle nostre esigenze) ma infine non è andata bene: devo anzi chiamare il venditore per dirgli che definitivamente abbandoniamo la trattativa. Ha cercato di convincermi altre 2 volte, ma ormai (finalmente), prendiamo una direzione, l'abbiamo scelta con estrema sofferenza, e andiamo in affitto. Prima a Milano, poi dopo l'estate torniamo a Lissone, nella stessa zona di quella che abbiamo venduto. Ci prendiamo il tempo per non fare di corsa sbagli dettati dalla fretta.

Vorrà dire che faremo sbagli dettati dalla calma... :-)

mercoledì 15 giugno 2016

Incognite

La storia infinita di "cosa succederà domani?" è sempre lì, che si svolge vedendomi ora partecipante attivo, ora spettatore impotente.
Ad oggi la banca ha cambiato idea 4 volte (non una, quattro), lasciandoci in un limbo per la bellezza di 3 mesi e poi con un nulla di fatto da settimana scorsa.
Riorganizzarsi non è banale e soprattutto, siccome i tempi si allungano, dovremo per forza di cose andare in affitto.
Il problema vero è dove mettere i nostri amici pelosetti: Bella e Nero molto probabilmente non saranno accettati nel residence dove ci toccherà parcheggiarci, e trovare una alternativa non è facile. Dovranno comunque accettare il trasloco, e dovergliene fare due non è esattamente il massimo: ma non sono io a decidere, ho fatto del mio meglio per evitargli questo problema, ma davvero la vita ci rema contro. La parte di Speranza e Entusiasmo si è molto rapidamente spenta, e sono tornata a guardare il soffitto 4 o 5 volte a notte, a partire SEMPRE dalle 3 e 12 del mattino in poi. Ho una costanza eccezionale dell'aprire gli occhi sempre allo stesso orario, a volte un minuto prima a volte un minuto dopo, ma sempre un intorno del 12° minuto delle 3 AM.
E no, la via è silenziosa, non ci sono elettrodomestici che partono a quell'ora, non ci sono cancelli che sbattono, niente, è solo che la mia notte comincia ad allungarsi con veglie angoscianti a quell'ora. Poi mi riaddormento, poi mi risveglio ed è passata nemmeno un'ora, e via così fino a quando, esausta, di solito mi alzo con la sveglia che strilla e io che mi sento come se nemmeno avessi toccato il cuscino.
Di giorno a lavoro fisso il pc senza riuscire a schiacciare nemmeno un tasto, dopo che ho passato le ultime 3 settimane sputando sangue e lavorando più di 12 ore al giorno. Mi dico che devo superare questo momento, ma sono preoccupata e mi sento di non riuscire a trovare una buona via d'uscita: tutto quello che potevo fare l'ho fatto, eppure le banche ci hanno cambiato le regole del gioco, e nonostante io mi sia adattata e trovato una soluzione che stesse alle nuove regole, loro le hanno cambiate di nuovo, chiudendoci la porta in faccia: non ci arrendiamo, ci sono mille banche e troveremo quella giusta, solo che il tempo è scaduto. Dobbiamo lasciare casa.
Cosa faremo non ci è dato sapere.

mercoledì 1 giugno 2016

Giringiro

Venerdì mattina, primo di ricominciare a lavorare, devo "fare un salto" in banca a conoscere il nuovo direttore che prenderà in mano la nostra pratica e ci dirà di che morte dobbiamo morire vivere, I mean.
Sì perchè noi abbiamo una fretta del diavolo, e però intanto la pratica va, torna, viene rimandata, torna di nuovo, passa di mano, ops! la deve visionare anche il nuovo direttore, eh, e insomma devo dire che sono gentili e ci tengono informati ma accidenti non ce la facciamo ad avere una risposta definitiva...e noi non vediamo l'ora arrivi.
Comunque questa banca è sempre meglio di quella con cui avevamo il mutuo fino al mese scorso, perchè si sono comportati davvero malissimo. Ci hanno cambiato la persona di riferimento in aprile, e da lì è tutto precipitato: la nuova persona è incompetente, menefreghista, pasticciona e inaffidabile.
Non posso dire che sia tutta colpa della filiale, quanto di questa nuova persona che ci hanno appioppato. Avevamo una mezza idea di chiedere anche a loro di farci una proposta di mutuo, anche se sappiamo già che avrà tassi diversi e più alti, ma si vede che a questo funzionario in particolare non gli interessa abbastanza: non risponde alle mail, non risponde alle telefonate, quando doveva farmi la proposta è arrivato impreparato e ne ha fatta una al momento pasticciata.
Che delusione...contando che ci spillano mezzo litro di sangue al mese, potrebbero almeno sforzarsi.

In ogni caso ovviamente scherzavo quando parlavo di "fare un salto": dovrò muovermi con le stampelle, perchè la caviglia ancora non è per niente a posto. Che dite, ne uscirò per settimana prossima? Io ci spero...comunque dovrò mettermi un tutore. Come i vecchi. Andiamo bene!!!

lunedì 30 maggio 2016

domenica 29 maggio 2016

Ora che si sa

Ora che l'ho scritto, posso tediarvi con tutte le mie ansie, no? NO? ok, no.
Ho BISOGNO di esprimere l'ansia che ho perché sennò scoppio.

Anche perchè non posso fare niente, manco uscire a fare una passeggiata, visto che sono in stampelle.
Giovedì scorso stavo andando in stazione a prendere il treno e BAM, di nuovo una storta.
Ma non una storta e basta, la caviglia ha ceduto completamente, si è piegata in maniera orrenda, sono volata sul ginocchio dell'altra gamba facendomi un cratere immenso, e rovinando con estese macchie di sangue i miei pantaloni bianchi preferiti.
Mi hanno grattato via dall'asfalto due automobilisti che sono scesi per aiutarmi.
Una ragazza mi ha riaccompagnato a casa in auto, è stata gentilissima.
Nel mentre ho anche avuto un principio di attacco d'ansia, avete presente quando vi si chiude la gola e non riuscite a respirare? No, mai successo? Meglio per voi. Comunque ho capito che mi viene quando sono sottoposta a stress fisici molto forti (dolori acuti e lancinanti) in periodi di già forte stress emotivo (oh, la mia vita è bellissima!), e quindi mentre sentivo che mi si chiudeva la gola ho cominciato a dirmi "smettila! non morirai per una caviglia! respira ORA" ed è passato. Il fatto di riconoscerne i sintomi è triste perchè mi ricorda che è già successo, ma ottimo perchè so che è una cosa tutta della mia testa. E la mia testa può uscirne con un minimo di disciplina, smettiamola col panico immotivato.

In ogni caso il risultato è una caviglia che sembra un cotechino e un ginocchio nero di crosta. Ma tutto è risolvibile, tantopiù che posso ahimè lavorare da casa ed è un momento delicatissimo a lavoro...infatti anche nel weekend sto lavorando, e giovedì e venerdì ho tirato mezzanotte al pc.

Non voglio assolutamente che arrivi il lunedì, odio l'idea di dovermi rimettere a lavorare per 15 ore di fila, ma voglio che arrivi il lunedì perchè devo parlare con la banca. Uno dei momenti della verità potrebbe essere domani, e sono preoccupata, speranzosa, angosciata.
Vai così.

sabato 28 maggio 2016

Le cose cambiano

Le cose cambiano in continuazione, ed io affronto questi mutamenti non certo con flessibilità, ma piuttosto con la rassegnazione dello schiavo cui viene assegnato un compito con la frusta.

Pianifico, faccio conti, incastro impegni al minuto, pianifico anche i ritardi, ma niente, la variabile ignota c'è sempre nell'equazione e manda tutto a gambe all'aria.

Una cosa però sono riuscita a farla. UNA.

Abbiamo venduto casa.
Era la novità che speravo di raccontarvi in Aprile, ma poi è slittato ovviamente tutto per questioni sia di trattativa feroce che ha lasciato diversi morti e feriti sul campo (il nostro conto corrente, per esempio) sia per questioni squisitamente burocratiche.

Il crollo del mercato immobiliare non è solo un titolone da giornale. Non è un fantasma che "ci fa risparmiare se comperiamo casa".
Significa che una perizia fatta nel 2009 ha una differenza del 50% rispetto a una perizia fatta nel 2016.
Non sto parlando di teorie, sto dicendo che il nostro appartamento vale LA META'. E noi in 7 anni non abbiamo pagato la metà del mutuo.
Questo significa che abbiamo dovuto dare fondo a tutti i nostri risparmi per poter chiudere il mutuo, perché la cifra che il compratore ha offerto non era lontanamente vicino a quello che serviva per chiudere il debito con la banca.

Ne vale la pena? A conti fatti pensiamo di sì.
Inoltre, lo step successivo è quello di trovare Casa nuova. E sono due anni che valuto la zona in cui mi piacerebbe prenderla, i servizi offerti nella stessa, e i prezzi che devo dire sono contenuti perché nonostante sia collegata bene, è piuttosto lontana e immersa nel verde.

Abbiamo tempo meno di due mesi per traslocare, sia che abbiamo rogitato, sia che decidiamo di andare in affitto per un po'.
Siamo in trattativa con una banca per ottenere un finanziamento, ma proprio quando pensavamo di esserci, ci hanno richiesto più garanzie, più documentazione, più fettine di culo.
Ci sentiamo sulle montagne russe, un giorno è un "ci siamo quasi", un altro giorno è un "non ce la faremo mai", e onestamente più che mettercela tutta noi non possiamo fare.

So che le banche danno soldi solo a chi, in pratica, ne ha già, ma è dura sbatterci la faccia. Siamo in due, due stipendi, due indeterminati, una buona storia alle spalle di mutuo pagato regolarmente, eppure no. Direi proprio che non è scontato niente.

In ogni caso, sto cercando di salutare questa Casa che ci ha ospitato 7 anni con gratitudine.
Vedremo come sarà il futuro, per ora è tutto molto incerto.

mercoledì 4 maggio 2016

Ad aprile?

Lo so che avevo detto che vi avrei aggiornato ad aprile, ma come sempre gli imprevisti sono dietro l'angolo, perciò è successo che preferisco raccontarvi a cosa minimamente fatte. Cioè fatte a metà.
Insomma abbiate pazienza. :-)
Io non ne ho!

domenica 24 aprile 2016

Senza parole

Chi mi conosce lo sa...non capita spesso che io resti senza parole.
Posso stare in silenzio per molto tempo, ma è più un atto contemplativo della Madre Terra che un discorso di "non ho niente da dire", tanto più che il mio silenzio è impregnato da discorsi che faccio a me stessa.

Ieri però m'è capitato.
Dovete sapere che nel mi condominio una famiglia ha quasi 10k € di spese condominiali non pagate. Questa è una situazione tutt'altro che anomala in sè, tranne per il fatto che la cifra è decisamente notevole e il condominio non riesce a far fronte alle spese senza rate straordinarie per tamponare la situazione.

La famiglia consta di padre (imprenditore che ha dichiarato fallimento), madre (desperate housewife da sempre e con scarsa scolarizzazione), due figli grandi con piccole attività commerciali dove è noto giri droga (ma non so che incassi abbiano, di sicuro i figli non contribuiscono con le spese del condominio).
Per il quieto vivere, io saluto sempre e sono cordiale con tutti, anche con queste persone che non pagano, e per le quali mi tocca pagare delle rate extra ogni due mesi.

Stavo scaricando la spesa dalla macchina, portandola in cortile, quando arrivano anche loro e scaricano anch'essi la spesa (solo padre e madre). Lei decide che è il momento per chiacchierare. "Ho sentito che volete andare via da questo condominio".
Ah-eh. Mi sento con le spalle al muro...non siamo mica in confidenza. Lei incalza: "Ma come mai volete andarvene?"
Mi guarda con gli occhi spalancati, uno sguardo liquido. Il mio cervello va in tilt.
Dentro di me una vocina strilla: "Dille pure la verità: ve ne andate perchè siete praticamente gli unici a pagare" e un'altra vocina dice, piano: "Questo è un atteggiamento da psicopatica. Come fa a non fare 2 + 2?"

Il marito si dondola da un piede all'altro, si vede che non vede l'ora di andarsene. Saluta due volte, ma rimane lì, mentre lei ripete la domanda.
Di solito non avrei problemi a dire le cose come stanno, ma la signora mi sembra completamente suonata e non voglio infierire. La loro situazione è di pignoramento a breve da parte delle banche, il marito fallito, i figli che se ne fregano, i debiti che si accumulano, e io non capisco, cosa vuole sapere da me?
Alla fine balbetto che vorremmo una casa più grande e che in questo condominio ci sono vari problemi (proprio così, "vari problemi") e lei mi tira 2 minuti di filippica sul fatto che anche se traslochiamo, non è detto che non finiamo in un altro condominio con problemi (MA CHE MINKIA VUOI?).
Il marito la trascina via e io rimango lì, con le borse della spesa in mano e penso che la mente umana sia un mistero insondabile, non ti fa vedere quello che non vuoi vedere, oppure ti rende più stupido di una scimmia e la verità è che io provo pena per le persone stupide.
Poi penso alla rata extra che devo pagare il mese prossimo e la pena un po' mi passa.

martedì 12 aprile 2016

Limbo

Marzo ha corso, Aprile è un Limbo.
In questo momento mi trovo a Cape Town, dall'altra parte del globo. Qui tra le costellazioni del cielo vedo la Croce del Sud, l'acqua del lavandino scende al contrario (lo so che c'è chi dice che dipende dalla forma del lavandino, o da altri fattori: nel MIO lavandino scende al contrario!!!) e sono nel continente africano, dove posso veramente ammirare dei paesaggi incredibili.
Come mio solito non ho fatto molte foto, perché preferisco imprimermi i colori e l'orizzonte nei miei occhi, senza filtri digitali, voglio vivere questi momenti con le mani libere e la mente più aperta possibile.

Questa è la vista dalla mia suite dell'hotel, sono al 15esimo piano e ho la città di fronte a me. All'alba, la vista è questa:

Qui è dove lavoro. Il cortile è ampio e c'è una vista sul cielo che mi piace tantissimo. 

Le persone che vedete camminare sui tetti sono operai che installano pannelli fotovoltaici. Nessuno indossa il casco o la corda di sicurezza, purtroppo, come spesso accade da noi.

 Questa è la vista dall'ufficio. Stava calando il sole, come vedete i colori si accendono in fretta.

Panorama, per ammirare meglio la vista:


Il 5 aprile era il mio compleanno, passato quindi in Sud Africa in trasferta. I miei colleghi hanno accettato il mio desiderio di mangiare indiano, dove ho potuto gustare degli ottimi piatti vegetariani (i miei colleghi hanno invece optato per piatti di pesce). Il personale era così carino e tenero, che mi ha lasciato questa nota tenerissima sullo scontrino:

A lavoro, una mia utente mi ha fatto assaggiare questo yogurt alla "Granadilla". Una roba di una bontà esagerata...non potete capire che buon sapore questo frutto!

Nel weekend abbiamo fatto dei giri: in una riserva dove abbiamo ammirato degli animali, sulla costa ovest in una laguna, e poi al mare vicino ai pinguini.

 Non ricordo mica come si chiama questo simpatico animaletto.

Tre struzzi che stanno a fare 4 chiacchiere, e una giraffa che beve. Povera giraffa, come è scomodo per lei bere, con quel collo lungo lungo!

 Questa è la laguna sulla costa ovest, dove abbiamo passato il sabato pomeriggio. I colori erano molto belli, e non era affollato per niente. Lo spazio non manca in Sud Africa.

Ecco qui la nostra "guida" locale: è un italiano emigrato 10 anni fa, e sembra Mr Crocodile Dundee!!! Ci ha fatto vedere molti posti interessanti, ed è stato gentilissimo con noi.
 Queste cozze sono enooormi!
 Li vedete gli scogli neri? Sono neri perché completamente ricoperti di cozze e patelle. Impressionante!

Questo palloncino di plastica trasparente non è un palloncino di plastica trasparente. E' un animale che pare esista anche in Italia, ma io non lo conoscevo. Si gonfia così ed è leggerissimo, si fa trasportare qua e là dal vento. A toccarlo, sembra proprio plastica.

Il tramonto qui è di una bellezza sempre struggente.

Cape Town dall'alto:

E sì, ultimo tramonto di domenica sera:

Oggi ho tempo per postare sul blog perché una mia utente è venuta a lavoro con la febbre, e me l'ha attaccata in pieno. Ho chiamato un medico in albergo, la diagnosi è bronchite + laringite. Mi ha dato un antibiotico per 5 giorni e onestamente sono sollevata di essermi fatta visitare perché venerdì sera ho da prendere 2 aerei per un totale di 14 ore di volo, e non voglio ritrovarmi congestionata in volo come l'anno scorso, credo non potrei sopportare il dolore per così tante ore.

Ho intanto tempo per riflettere su molte cose, visto che in questo momento la mia vita è lontana mille miglia, sono sola e ho tempo: fa sempre bene. E' sempre una cosa giusta riflettere sui propri comportamenti, sul proprio futuro, e tirare le somme di dove si è e di cosa si vuole fare.
A volte è più comodo fingere che non ci sia nulla su cui riflettere, ma non è così. Voglio ricordarmi sempre chi sono, e cosa voglio essere. Vivo immersa in una realtà lavorativa in cui ci sono molti problemi interpersonali, in cui le leggi elastiche e volubili degli umori di ciascuno portano a litigi e scenate come se fossimo ancora adolescenti, e non persone tra i 30 e i 40 anni adulte e capaci di parlarsi, spiegarsi, confrontarsi.
Anche io devo darmi pace se le cose non vanno esattamente come vorrei. Se non ci rifletto, finisco per fare i capricci, e sinceramente mi stupisco di me stessa se mi ritrovo indispettita per piccole cose, piccoli gesti. Non va bene, l'apertura nei confronti degli altri non deve per forza sottintendere obblighi da parte degli altri nei miei confronti. Faccio ammenda, cercherò di migliorare.
L'unica nota positiva è che sembra che io riesca bene o male ad andare d'accordo con tutti, anche senza approfondire come vorrei le conoscenze, e questa è comunque una situazione molto positiva.
Positiva, ma difficile da mantenere. Richiede energie, e pazienza, e ora che sono ammalata non le ho.
Ma farò del mio meglio, come sempre. Solo che a volte il meglio non è abbastanza.

venerdì 18 marzo 2016

venerdì 11 marzo 2016

Scrutare l'orizzonte

La felicità per me è avere un progetto assieme e constatare che pur essendo tanto diversi, sulle cose fondamentali la pensiamo uguale. Ci supportiamo e non ci diamo addosso.
Ora che l'orizzonte si sta muovendo così in fretta, ora che tutto ci sta piovendo addosso come un tornado totalmente imprevisto, io e te siamo per mano. Mi sento fortissima perché siamo assieme. Ci muoviamo come una cosa sola, andiamo nella stessa direzione.
Condividiamo l'approccio, e mi sento fortunatissima ad averti incontrato.
Mi sento al sicuro, nonostante i numerosi dubbi - non abbiamo la sfera di cristallo.
Mi piace questa cosa di avere le idee così chiare su cosa vogliamo. Mi fa sentire così bene, ripagata di tutti gli sforzi che faccio, dell'impegno che ci metto.
E' il momento per mettere le basi per un cambiamento. E sono pronta.

(Prometto che ne parlo meglio e più chiaramente ad Aprile)

domenica 28 febbraio 2016

No, veramente questi sarebbero nostri

Mastico un pezzo di brie impanato almeno 3 volte e fritto, cercando di sentire un gusto diverso da quello dell'olio esausto a 180° usato da chissà quante ore nella friggitrice della cucina. Sono in questo pretenzioso costoso ristorante con - di fronte a me, alla mia sinistra - persone che gongolano per essere lì. Quelli del "ce l'ho fatta" "io sono arrivato". Che faticano a usare un congiuntivo e masticano dialetto perchè dimenticano le parole in italiano.
Vorrei apparire meno snob in questo momento. Ho solo la quinta superiore, io. Non sono laureata. Non ho nobili natali, nè frequento circoli di scrittori o letterati. Eppure in questo momento mi mordo la lingua per evitare di correggere ad alta voce i miei interlocutori ogni volta (e accade spesso) che sbagliano a parlare.
Fosse solo una questione di grammatica, credo mi rilasserei e basta. Purtroppo sono i contenuti a mancare completamente. Mi sento morire quando l'ospite d'onore, introdotto per la prima volta al gruppo proprio ieri sera, racconta che "in Australia pare ci siano degli indigeni, non so come si chiamano..." 
"Aborigeni!" suggerisce qualcuno che probabilmente quel giorno di 15 anni fa, a lezione, stranamente non dormiva. "...ecco ci sono gli aborigeni che sono ancora dei selvaggi! Cioè, forse non è che cuociono in pentola gli esploratori, ma ecco...io...non credo che vorrei incontrarli. E se fossero pericolosi?". 
Mai quanto gli australiani che gli hanno rubato terre, tradizioni e bambini dal 18esimo secolo fino a pochi anni fa, direi, ma ho evitato di dirlo ad alta voce per non turbare una mente semplice.
Non è il punto più basso raggiunto durante la serata, comunque. Credo di aver distintamente sentito grattare il fondo, con rumore anche di unghie che si spaccavano e sangue che usciva a fiotti, quando arriviamo alla porta dopo aver pagato 42 euro per uno 
stupido 
hamburger 
vegetariano, e piove. Come d'altronde pioveva da ore, vorrei pedantemente sottolineare. Ma ormai lo avete capito. sono io quella cattiva in questa serata.
Comunque, Piove, e tre persone del nostro gruppo se ne lamentano. L'unica di queste 3 persone che aveva portato un ombrellino non lo trova più. Smarrito, o preso da qualcuno uscito prima di noi dal ristorante. Una di quelle cattiverie che capitano nelle città in cui l'egoismo, la mancanza di cultura della legalità e il menefreghismo portano a un sacco di problemi sociali. 
Sento lamentarsi della cosa il gruppo, poi, accade: ecco la brillante soluzione. 
Arraffano tre ombrellini (scegliendo con cura quelli dai colori e dalle stampe più graziosi) e con noncuranza imboccano la porta.
Apro il mio ombrello, mio marito fa altrettanto col suo. Sottolineo che quando dico "mio" e "suo", intendo che li abbiamo pagati con regolare scontrino fiscale, mesi addietro.
Vorrei dire qualcosa, ma mi si strozzano in gola le parole. Non so da che parte cominciare, perchè per mia sfortuna non mi è permesso litigare con queste persone a meno di non incrinare i rapporti, e anche se io lo vorrei tantissimo, a dire il vero, per varie ragioni non posso proprio farlo.
Come vorrei, davvero.
Camminiamo vicino a un canale d'acqua, chiacchieriamo per qualche minuto senza che nessuno noti il mio silenzio assordante, poi torniamo sui nostri passi proprio davanti al ristorante. Faccio l'ingenua domanda "e se qualcuno riconoscesse i propri ombrelli tra quelli che state utilizzando?" e l'ospite d'onore ridendo dice che mentirebbe e direbbe che ha comperato altrove il proprio ombrello. OVVIAMENTE.
Poi, dopo una piccola riflessione silenziosa, sollecita me e mio marito a girare i nostri ombrelli per coprire la scritta che capeggia su ognuno dei nostri. Perchè la scritta, che è una nota marca, quella sì è riconoscibile.
"No, veramente quelli sarebbero i nostri ombrelli per davvero". 
Conversazione terminata.

martedì 2 febbraio 2016

Della stanchezza e dell'amore

Mi si chiudono gli occhi. Negli ultimi 3 giorni ho visto suoceri e genitori, sacrificando importantissime ore di riposo, e ora mi sento immersa in un trip allucinogeno da privazione del sonno.
Mi piacerebbe poter mandare loro una bella cartolina quando mi chiamano dicendo "venite a trovarci?" ma pare che i rapporti epistolari non vadano più di moda, e perciò sfido Trenord e le cancellazioni dei treni (ieri 2) per correre a destra e a sinistra come una trottola per rispettare orari imposti da altri. Sentite, io voglio bene sia a miei genitori che ai miei suoceri, ma il mio tempo su questa terra è limitato, capite, limitato. Penso che il giorno che non ci saranno più sarò tristissima e mi mancheranno moltissimo, e quindi mi faccio forza e sfido i colpi di sonno per passare del tempo assieme...ma che fatica. Che fatica, davvero.
Comunque oggi fanno 3 anni che sono sposata a mio marito, e volevo dire che è tutto un turbinio di cuori e amore, e a proposito della famiglia e dei diritti civili dico che due sabati fa ero alla manifestazione per riconoscere uguali diritti a tutte le famiglie in Italia.
L'amore vincerà.

sabato 16 gennaio 2016

conti conti conti

Giovedì sera arrivo agguerrita e con carta e penna alla mano da mio marito. Dopo la discussione del giorno prima, volevo assolutamente che mettessimo nero su bianco un piano (rough cut) da qui a un anno per capire quanto possiamo effettivamente risparmiare al netto delle nuove spese che si profilano all'orizzone (last but not least: l'acquisto dell'auto nuova che si concretizzerà in marzo con il versamento di un ulteriore sostanziale anticipo).
Carta e penna vengono sonoramente bocciate, e il gentil consorte, nerd fino all'ultimo pelo del naso, accende il computer e apre excel. Neanche quindici minuti, e lo chiude con un "Excel non è sufficiente", suggellando il tutto aprendo Access.

Ora, Access.

Nel lontano 2004 ho tenuto in mano, sonnecchiandoci sopra per circa 160 ore lavorative, un manuale di oltre 700 pagine di Access. Ricordo la pesantezza dell'inglese in cui era scritto. Ricordo la pesantezza delle pagine che mi scorrevano sotto alle dita. Ricordo la pesantezza delle palpebre e dell'aria impregnata di polvere che respiravo. Ma di Access, porcatrota, di Access non ricordo proprio un cazzo.
Mio marito ha passato le ore successive a lavorarci su (io all'1 di notte ho allargato le braccia dicendo AU REVOIR) e poi tutto oggi, in modo da svegliarmi dal mio coma postprandiale con un lapidario
"A febbraio sei sotto di 30 euro".

Io dico, ma il risveglio con un bacio, quello romantico del principe azzurro, è passato di moda?
(per chi non parla lo spagnolo: "se stai soffrendo più per denaro che per amore, congratulazioni, sei maturato!")

Il giochino è cercare di capire quanto riusciamo a risparmiare in vista delle spese di un trasloco + apertura nuovo mutuo per una casa nuova etc.
Ma non dovrei affatto preoccuparmi, tanto sta casa non la venderemo mai...