mercoledì 15 giugno 2016

Incognite

La storia infinita di "cosa succederà domani?" è sempre lì, che si svolge vedendomi ora partecipante attivo, ora spettatore impotente.
Ad oggi la banca ha cambiato idea 4 volte (non una, quattro), lasciandoci in un limbo per la bellezza di 3 mesi e poi con un nulla di fatto da settimana scorsa.
Riorganizzarsi non è banale e soprattutto, siccome i tempi si allungano, dovremo per forza di cose andare in affitto.
Il problema vero è dove mettere i nostri amici pelosetti: Bella e Nero molto probabilmente non saranno accettati nel residence dove ci toccherà parcheggiarci, e trovare una alternativa non è facile. Dovranno comunque accettare il trasloco, e dovergliene fare due non è esattamente il massimo: ma non sono io a decidere, ho fatto del mio meglio per evitargli questo problema, ma davvero la vita ci rema contro. La parte di Speranza e Entusiasmo si è molto rapidamente spenta, e sono tornata a guardare il soffitto 4 o 5 volte a notte, a partire SEMPRE dalle 3 e 12 del mattino in poi. Ho una costanza eccezionale dell'aprire gli occhi sempre allo stesso orario, a volte un minuto prima a volte un minuto dopo, ma sempre un intorno del 12° minuto delle 3 AM.
E no, la via è silenziosa, non ci sono elettrodomestici che partono a quell'ora, non ci sono cancelli che sbattono, niente, è solo che la mia notte comincia ad allungarsi con veglie angoscianti a quell'ora. Poi mi riaddormento, poi mi risveglio ed è passata nemmeno un'ora, e via così fino a quando, esausta, di solito mi alzo con la sveglia che strilla e io che mi sento come se nemmeno avessi toccato il cuscino.
Di giorno a lavoro fisso il pc senza riuscire a schiacciare nemmeno un tasto, dopo che ho passato le ultime 3 settimane sputando sangue e lavorando più di 12 ore al giorno. Mi dico che devo superare questo momento, ma sono preoccupata e mi sento di non riuscire a trovare una buona via d'uscita: tutto quello che potevo fare l'ho fatto, eppure le banche ci hanno cambiato le regole del gioco, e nonostante io mi sia adattata e trovato una soluzione che stesse alle nuove regole, loro le hanno cambiate di nuovo, chiudendoci la porta in faccia: non ci arrendiamo, ci sono mille banche e troveremo quella giusta, solo che il tempo è scaduto. Dobbiamo lasciare casa.
Cosa faremo non ci è dato sapere.

mercoledì 1 giugno 2016

Giringiro

Venerdì mattina, primo di ricominciare a lavorare, devo "fare un salto" in banca a conoscere il nuovo direttore che prenderà in mano la nostra pratica e ci dirà di che morte dobbiamo morire vivere, I mean.
Sì perchè noi abbiamo una fretta del diavolo, e però intanto la pratica va, torna, viene rimandata, torna di nuovo, passa di mano, ops! la deve visionare anche il nuovo direttore, eh, e insomma devo dire che sono gentili e ci tengono informati ma accidenti non ce la facciamo ad avere una risposta definitiva...e noi non vediamo l'ora arrivi.
Comunque questa banca è sempre meglio di quella con cui avevamo il mutuo fino al mese scorso, perchè si sono comportati davvero malissimo. Ci hanno cambiato la persona di riferimento in aprile, e da lì è tutto precipitato: la nuova persona è incompetente, menefreghista, pasticciona e inaffidabile.
Non posso dire che sia tutta colpa della filiale, quanto di questa nuova persona che ci hanno appioppato. Avevamo una mezza idea di chiedere anche a loro di farci una proposta di mutuo, anche se sappiamo già che avrà tassi diversi e più alti, ma si vede che a questo funzionario in particolare non gli interessa abbastanza: non risponde alle mail, non risponde alle telefonate, quando doveva farmi la proposta è arrivato impreparato e ne ha fatta una al momento pasticciata.
Che delusione...contando che ci spillano mezzo litro di sangue al mese, potrebbero almeno sforzarsi.

In ogni caso ovviamente scherzavo quando parlavo di "fare un salto": dovrò muovermi con le stampelle, perchè la caviglia ancora non è per niente a posto. Che dite, ne uscirò per settimana prossima? Io ci spero...comunque dovrò mettermi un tutore. Come i vecchi. Andiamo bene!!!

lunedì 30 maggio 2016

domenica 29 maggio 2016

Ora che si sa

Ora che l'ho scritto, posso tediarvi con tutte le mie ansie, no? NO? ok, no.
Ho BISOGNO di esprimere l'ansia che ho perché sennò scoppio.

Anche perchè non posso fare niente, manco uscire a fare una passeggiata, visto che sono in stampelle.
Giovedì scorso stavo andando in stazione a prendere il treno e BAM, di nuovo una storta.
Ma non una storta e basta, la caviglia ha ceduto completamente, si è piegata in maniera orrenda, sono volata sul ginocchio dell'altra gamba facendomi un cratere immenso, e rovinando con estese macchie di sangue i miei pantaloni bianchi preferiti.
Mi hanno grattato via dall'asfalto due automobilisti che sono scesi per aiutarmi.
Una ragazza mi ha riaccompagnato a casa in auto, è stata gentilissima.
Nel mentre ho anche avuto un principio di attacco d'ansia, avete presente quando vi si chiude la gola e non riuscite a respirare? No, mai successo? Meglio per voi. Comunque ho capito che mi viene quando sono sottoposta a stress fisici molto forti (dolori acuti e lancinanti) in periodi di già forte stress emotivo (oh, la mia vita è bellissima!), e quindi mentre sentivo che mi si chiudeva la gola ho cominciato a dirmi "smettila! non morirai per una caviglia! respira ORA" ed è passato. Il fatto di riconoscerne i sintomi è triste perchè mi ricorda che è già successo, ma ottimo perchè so che è una cosa tutta della mia testa. E la mia testa può uscirne con un minimo di disciplina, smettiamola col panico immotivato.

In ogni caso il risultato è una caviglia che sembra un cotechino e un ginocchio nero di crosta. Ma tutto è risolvibile, tantopiù che posso ahimè lavorare da casa ed è un momento delicatissimo a lavoro...infatti anche nel weekend sto lavorando, e giovedì e venerdì ho tirato mezzanotte al pc.

Non voglio assolutamente che arrivi il lunedì, odio l'idea di dovermi rimettere a lavorare per 15 ore di fila, ma voglio che arrivi il lunedì perchè devo parlare con la banca. Uno dei momenti della verità potrebbe essere domani, e sono preoccupata, speranzosa, angosciata.
Vai così.

sabato 28 maggio 2016

Le cose cambiano

Le cose cambiano in continuazione, ed io affronto questi mutamenti non certo con flessibilità, ma piuttosto con la rassegnazione dello schiavo cui viene assegnato un compito con la frusta.

Pianifico, faccio conti, incastro impegni al minuto, pianifico anche i ritardi, ma niente, la variabile ignota c'è sempre nell'equazione e manda tutto a gambe all'aria.

Una cosa però sono riuscita a farla. UNA.

Abbiamo venduto casa.
Era la novità che speravo di raccontarvi in Aprile, ma poi è slittato ovviamente tutto per questioni sia di trattativa feroce che ha lasciato diversi morti e feriti sul campo (il nostro conto corrente, per esempio) sia per questioni squisitamente burocratiche.

Il crollo del mercato immobiliare non è solo un titolone da giornale. Non è un fantasma che "ci fa risparmiare se comperiamo casa".
Significa che una perizia fatta nel 2009 ha una differenza del 50% rispetto a una perizia fatta nel 2016.
Non sto parlando di teorie, sto dicendo che il nostro appartamento vale LA META'. E noi in 7 anni non abbiamo pagato la metà del mutuo.
Questo significa che abbiamo dovuto dare fondo a tutti i nostri risparmi per poter chiudere il mutuo, perché la cifra che il compratore ha offerto non era lontanamente vicino a quello che serviva per chiudere il debito con la banca.

Ne vale la pena? A conti fatti pensiamo di sì.
Inoltre, lo step successivo è quello di trovare Casa nuova. E sono due anni che valuto la zona in cui mi piacerebbe prenderla, i servizi offerti nella stessa, e i prezzi che devo dire sono contenuti perché nonostante sia collegata bene, è piuttosto lontana e immersa nel verde.

Abbiamo tempo meno di due mesi per traslocare, sia che abbiamo rogitato, sia che decidiamo di andare in affitto per un po'.
Siamo in trattativa con una banca per ottenere un finanziamento, ma proprio quando pensavamo di esserci, ci hanno richiesto più garanzie, più documentazione, più fettine di culo.
Ci sentiamo sulle montagne russe, un giorno è un "ci siamo quasi", un altro giorno è un "non ce la faremo mai", e onestamente più che mettercela tutta noi non possiamo fare.

So che le banche danno soldi solo a chi, in pratica, ne ha già, ma è dura sbatterci la faccia. Siamo in due, due stipendi, due indeterminati, una buona storia alle spalle di mutuo pagato regolarmente, eppure no. Direi proprio che non è scontato niente.

In ogni caso, sto cercando di salutare questa Casa che ci ha ospitato 7 anni con gratitudine.
Vedremo come sarà il futuro, per ora è tutto molto incerto.

mercoledì 4 maggio 2016

Ad aprile?

Lo so che avevo detto che vi avrei aggiornato ad aprile, ma come sempre gli imprevisti sono dietro l'angolo, perciò è successo che preferisco raccontarvi a cosa minimamente fatte. Cioè fatte a metà.
Insomma abbiate pazienza. :-)
Io non ne ho!

domenica 24 aprile 2016

Senza parole

Chi mi conosce lo sa...non capita spesso che io resti senza parole.
Posso stare in silenzio per molto tempo, ma è più un atto contemplativo della Madre Terra che un discorso di "non ho niente da dire", tanto più che il mio silenzio è impregnato da discorsi che faccio a me stessa.

Ieri però m'è capitato.
Dovete sapere che nel mi condominio una famiglia ha quasi 10k € di spese condominiali non pagate. Questa è una situazione tutt'altro che anomala in sè, tranne per il fatto che la cifra è decisamente notevole e il condominio non riesce a far fronte alle spese senza rate straordinarie per tamponare la situazione.

La famiglia consta di padre (imprenditore che ha dichiarato fallimento), madre (desperate housewife da sempre e con scarsa scolarizzazione), due figli grandi con piccole attività commerciali dove è noto giri droga (ma non so che incassi abbiano, di sicuro i figli non contribuiscono con le spese del condominio).
Per il quieto vivere, io saluto sempre e sono cordiale con tutti, anche con queste persone che non pagano, e per le quali mi tocca pagare delle rate extra ogni due mesi.

Stavo scaricando la spesa dalla macchina, portandola in cortile, quando arrivano anche loro e scaricano anch'essi la spesa (solo padre e madre). Lei decide che è il momento per chiacchierare. "Ho sentito che volete andare via da questo condominio".
Ah-eh. Mi sento con le spalle al muro...non siamo mica in confidenza. Lei incalza: "Ma come mai volete andarvene?"
Mi guarda con gli occhi spalancati, uno sguardo liquido. Il mio cervello va in tilt.
Dentro di me una vocina strilla: "Dille pure la verità: ve ne andate perchè siete praticamente gli unici a pagare" e un'altra vocina dice, piano: "Questo è un atteggiamento da psicopatica. Come fa a non fare 2 + 2?"

Il marito si dondola da un piede all'altro, si vede che non vede l'ora di andarsene. Saluta due volte, ma rimane lì, mentre lei ripete la domanda.
Di solito non avrei problemi a dire le cose come stanno, ma la signora mi sembra completamente suonata e non voglio infierire. La loro situazione è di pignoramento a breve da parte delle banche, il marito fallito, i figli che se ne fregano, i debiti che si accumulano, e io non capisco, cosa vuole sapere da me?
Alla fine balbetto che vorremmo una casa più grande e che in questo condominio ci sono vari problemi (proprio così, "vari problemi") e lei mi tira 2 minuti di filippica sul fatto che anche se traslochiamo, non è detto che non finiamo in un altro condominio con problemi (MA CHE MINKIA VUOI?).
Il marito la trascina via e io rimango lì, con le borse della spesa in mano e penso che la mente umana sia un mistero insondabile, non ti fa vedere quello che non vuoi vedere, oppure ti rende più stupido di una scimmia e la verità è che io provo pena per le persone stupide.
Poi penso alla rata extra che devo pagare il mese prossimo e la pena un po' mi passa.

martedì 12 aprile 2016

Limbo

Marzo ha corso, Aprile è un Limbo.
In questo momento mi trovo a Cape Town, dall'altra parte del globo. Qui tra le costellazioni del cielo vedo la Croce del Sud, l'acqua del lavandino scende al contrario (lo so che c'è chi dice che dipende dalla forma del lavandino, o da altri fattori: nel MIO lavandino scende al contrario!!!) e sono nel continente africano, dove posso veramente ammirare dei paesaggi incredibili.
Come mio solito non ho fatto molte foto, perché preferisco imprimermi i colori e l'orizzonte nei miei occhi, senza filtri digitali, voglio vivere questi momenti con le mani libere e la mente più aperta possibile.

Questa è la vista dalla mia suite dell'hotel, sono al 15esimo piano e ho la città di fronte a me. All'alba, la vista è questa:

Qui è dove lavoro. Il cortile è ampio e c'è una vista sul cielo che mi piace tantissimo. 

Le persone che vedete camminare sui tetti sono operai che installano pannelli fotovoltaici. Nessuno indossa il casco o la corda di sicurezza, purtroppo, come spesso accade da noi.

 Questa è la vista dall'ufficio. Stava calando il sole, come vedete i colori si accendono in fretta.

Panorama, per ammirare meglio la vista:


Il 5 aprile era il mio compleanno, passato quindi in Sud Africa in trasferta. I miei colleghi hanno accettato il mio desiderio di mangiare indiano, dove ho potuto gustare degli ottimi piatti vegetariani (i miei colleghi hanno invece optato per piatti di pesce). Il personale era così carino e tenero, che mi ha lasciato questa nota tenerissima sullo scontrino:

A lavoro, una mia utente mi ha fatto assaggiare questo yogurt alla "Granadilla". Una roba di una bontà esagerata...non potete capire che buon sapore questo frutto!

Nel weekend abbiamo fatto dei giri: in una riserva dove abbiamo ammirato degli animali, sulla costa ovest in una laguna, e poi al mare vicino ai pinguini.

 Non ricordo mica come si chiama questo simpatico animaletto.

Tre struzzi che stanno a fare 4 chiacchiere, e una giraffa che beve. Povera giraffa, come è scomodo per lei bere, con quel collo lungo lungo!

 Questa è la laguna sulla costa ovest, dove abbiamo passato il sabato pomeriggio. I colori erano molto belli, e non era affollato per niente. Lo spazio non manca in Sud Africa.

Ecco qui la nostra "guida" locale: è un italiano emigrato 10 anni fa, e sembra Mr Crocodile Dundee!!! Ci ha fatto vedere molti posti interessanti, ed è stato gentilissimo con noi.
 Queste cozze sono enooormi!
 Li vedete gli scogli neri? Sono neri perché completamente ricoperti di cozze e patelle. Impressionante!

Questo palloncino di plastica trasparente non è un palloncino di plastica trasparente. E' un animale che pare esista anche in Italia, ma io non lo conoscevo. Si gonfia così ed è leggerissimo, si fa trasportare qua e là dal vento. A toccarlo, sembra proprio plastica.

Il tramonto qui è di una bellezza sempre struggente.

Cape Town dall'alto:

E sì, ultimo tramonto di domenica sera:

Oggi ho tempo per postare sul blog perché una mia utente è venuta a lavoro con la febbre, e me l'ha attaccata in pieno. Ho chiamato un medico in albergo, la diagnosi è bronchite + laringite. Mi ha dato un antibiotico per 5 giorni e onestamente sono sollevata di essermi fatta visitare perché venerdì sera ho da prendere 2 aerei per un totale di 14 ore di volo, e non voglio ritrovarmi congestionata in volo come l'anno scorso, credo non potrei sopportare il dolore per così tante ore.

Ho intanto tempo per riflettere su molte cose, visto che in questo momento la mia vita è lontana mille miglia, sono sola e ho tempo: fa sempre bene. E' sempre una cosa giusta riflettere sui propri comportamenti, sul proprio futuro, e tirare le somme di dove si è e di cosa si vuole fare.
A volte è più comodo fingere che non ci sia nulla su cui riflettere, ma non è così. Voglio ricordarmi sempre chi sono, e cosa voglio essere. Vivo immersa in una realtà lavorativa in cui ci sono molti problemi interpersonali, in cui le leggi elastiche e volubili degli umori di ciascuno portano a litigi e scenate come se fossimo ancora adolescenti, e non persone tra i 30 e i 40 anni adulte e capaci di parlarsi, spiegarsi, confrontarsi.
Anche io devo darmi pace se le cose non vanno esattamente come vorrei. Se non ci rifletto, finisco per fare i capricci, e sinceramente mi stupisco di me stessa se mi ritrovo indispettita per piccole cose, piccoli gesti. Non va bene, l'apertura nei confronti degli altri non deve per forza sottintendere obblighi da parte degli altri nei miei confronti. Faccio ammenda, cercherò di migliorare.
L'unica nota positiva è che sembra che io riesca bene o male ad andare d'accordo con tutti, anche senza approfondire come vorrei le conoscenze, e questa è comunque una situazione molto positiva.
Positiva, ma difficile da mantenere. Richiede energie, e pazienza, e ora che sono ammalata non le ho.
Ma farò del mio meglio, come sempre. Solo che a volte il meglio non è abbastanza.

venerdì 18 marzo 2016

venerdì 11 marzo 2016

Scrutare l'orizzonte

La felicità per me è avere un progetto assieme e constatare che pur essendo tanto diversi, sulle cose fondamentali la pensiamo uguale. Ci supportiamo e non ci diamo addosso.
Ora che l'orizzonte si sta muovendo così in fretta, ora che tutto ci sta piovendo addosso come un tornado totalmente imprevisto, io e te siamo per mano. Mi sento fortissima perché siamo assieme. Ci muoviamo come una cosa sola, andiamo nella stessa direzione.
Condividiamo l'approccio, e mi sento fortunatissima ad averti incontrato.
Mi sento al sicuro, nonostante i numerosi dubbi - non abbiamo la sfera di cristallo.
Mi piace questa cosa di avere le idee così chiare su cosa vogliamo. Mi fa sentire così bene, ripagata di tutti gli sforzi che faccio, dell'impegno che ci metto.
E' il momento per mettere le basi per un cambiamento. E sono pronta.

(Prometto che ne parlo meglio e più chiaramente ad Aprile)

domenica 28 febbraio 2016

No, veramente questi sarebbero nostri

Mastico un pezzo di brie impanato almeno 3 volte e fritto, cercando di sentire un gusto diverso da quello dell'olio esausto a 180° usato da chissà quante ore nella friggitrice della cucina. Sono in questo pretenzioso costoso ristorante con - di fronte a me, alla mia sinistra - persone che gongolano per essere lì. Quelli del "ce l'ho fatta" "io sono arrivato". Che faticano a usare un congiuntivo e masticano dialetto perchè dimenticano le parole in italiano.
Vorrei apparire meno snob in questo momento. Ho solo la quinta superiore, io. Non sono laureata. Non ho nobili natali, nè frequento circoli di scrittori o letterati. Eppure in questo momento mi mordo la lingua per evitare di correggere ad alta voce i miei interlocutori ogni volta (e accade spesso) che sbagliano a parlare.
Fosse solo una questione di grammatica, credo mi rilasserei e basta. Purtroppo sono i contenuti a mancare completamente. Mi sento morire quando l'ospite d'onore, introdotto per la prima volta al gruppo proprio ieri sera, racconta che "in Australia pare ci siano degli indigeni, non so come si chiamano..." 
"Aborigeni!" suggerisce qualcuno che probabilmente quel giorno di 15 anni fa, a lezione, stranamente non dormiva. "...ecco ci sono gli aborigeni che sono ancora dei selvaggi! Cioè, forse non è che cuociono in pentola gli esploratori, ma ecco...io...non credo che vorrei incontrarli. E se fossero pericolosi?". 
Mai quanto gli australiani che gli hanno rubato terre, tradizioni e bambini dal 18esimo secolo fino a pochi anni fa, direi, ma ho evitato di dirlo ad alta voce per non turbare una mente semplice.
Non è il punto più basso raggiunto durante la serata, comunque. Credo di aver distintamente sentito grattare il fondo, con rumore anche di unghie che si spaccavano e sangue che usciva a fiotti, quando arriviamo alla porta dopo aver pagato 42 euro per uno 
stupido 
hamburger 
vegetariano, e piove. Come d'altronde pioveva da ore, vorrei pedantemente sottolineare. Ma ormai lo avete capito. sono io quella cattiva in questa serata.
Comunque, Piove, e tre persone del nostro gruppo se ne lamentano. L'unica di queste 3 persone che aveva portato un ombrellino non lo trova più. Smarrito, o preso da qualcuno uscito prima di noi dal ristorante. Una di quelle cattiverie che capitano nelle città in cui l'egoismo, la mancanza di cultura della legalità e il menefreghismo portano a un sacco di problemi sociali. 
Sento lamentarsi della cosa il gruppo, poi, accade: ecco la brillante soluzione. 
Arraffano tre ombrellini (scegliendo con cura quelli dai colori e dalle stampe più graziosi) e con noncuranza imboccano la porta.
Apro il mio ombrello, mio marito fa altrettanto col suo. Sottolineo che quando dico "mio" e "suo", intendo che li abbiamo pagati con regolare scontrino fiscale, mesi addietro.
Vorrei dire qualcosa, ma mi si strozzano in gola le parole. Non so da che parte cominciare, perchè per mia sfortuna non mi è permesso litigare con queste persone a meno di non incrinare i rapporti, e anche se io lo vorrei tantissimo, a dire il vero, per varie ragioni non posso proprio farlo.
Come vorrei, davvero.
Camminiamo vicino a un canale d'acqua, chiacchieriamo per qualche minuto senza che nessuno noti il mio silenzio assordante, poi torniamo sui nostri passi proprio davanti al ristorante. Faccio l'ingenua domanda "e se qualcuno riconoscesse i propri ombrelli tra quelli che state utilizzando?" e l'ospite d'onore ridendo dice che mentirebbe e direbbe che ha comperato altrove il proprio ombrello. OVVIAMENTE.
Poi, dopo una piccola riflessione silenziosa, sollecita me e mio marito a girare i nostri ombrelli per coprire la scritta che capeggia su ognuno dei nostri. Perchè la scritta, che è una nota marca, quella sì è riconoscibile.
"No, veramente quelli sarebbero i nostri ombrelli per davvero". 
Conversazione terminata.

martedì 2 febbraio 2016

Della stanchezza e dell'amore

Mi si chiudono gli occhi. Negli ultimi 3 giorni ho visto suoceri e genitori, sacrificando importantissime ore di riposo, e ora mi sento immersa in un trip allucinogeno da privazione del sonno.
Mi piacerebbe poter mandare loro una bella cartolina quando mi chiamano dicendo "venite a trovarci?" ma pare che i rapporti epistolari non vadano più di moda, e perciò sfido Trenord e le cancellazioni dei treni (ieri 2) per correre a destra e a sinistra come una trottola per rispettare orari imposti da altri. Sentite, io voglio bene sia a miei genitori che ai miei suoceri, ma il mio tempo su questa terra è limitato, capite, limitato. Penso che il giorno che non ci saranno più sarò tristissima e mi mancheranno moltissimo, e quindi mi faccio forza e sfido i colpi di sonno per passare del tempo assieme...ma che fatica. Che fatica, davvero.
Comunque oggi fanno 3 anni che sono sposata a mio marito, e volevo dire che è tutto un turbinio di cuori e amore, e a proposito della famiglia e dei diritti civili dico che due sabati fa ero alla manifestazione per riconoscere uguali diritti a tutte le famiglie in Italia.
L'amore vincerà.

sabato 16 gennaio 2016

conti conti conti

Giovedì sera arrivo agguerrita e con carta e penna alla mano da mio marito. Dopo la discussione del giorno prima, volevo assolutamente che mettessimo nero su bianco un piano (rough cut) da qui a un anno per capire quanto possiamo effettivamente risparmiare al netto delle nuove spese che si profilano all'orizzone (last but not least: l'acquisto dell'auto nuova che si concretizzerà in marzo con il versamento di un ulteriore sostanziale anticipo).
Carta e penna vengono sonoramente bocciate, e il gentil consorte, nerd fino all'ultimo pelo del naso, accende il computer e apre excel. Neanche quindici minuti, e lo chiude con un "Excel non è sufficiente", suggellando il tutto aprendo Access.

Ora, Access.

Nel lontano 2004 ho tenuto in mano, sonnecchiandoci sopra per circa 160 ore lavorative, un manuale di oltre 700 pagine di Access. Ricordo la pesantezza dell'inglese in cui era scritto. Ricordo la pesantezza delle pagine che mi scorrevano sotto alle dita. Ricordo la pesantezza delle palpebre e dell'aria impregnata di polvere che respiravo. Ma di Access, porcatrota, di Access non ricordo proprio un cazzo.
Mio marito ha passato le ore successive a lavorarci su (io all'1 di notte ho allargato le braccia dicendo AU REVOIR) e poi tutto oggi, in modo da svegliarmi dal mio coma postprandiale con un lapidario
"A febbraio sei sotto di 30 euro".

Io dico, ma il risveglio con un bacio, quello romantico del principe azzurro, è passato di moda?
(per chi non parla lo spagnolo: "se stai soffrendo più per denaro che per amore, congratulazioni, sei maturato!")

Il giochino è cercare di capire quanto riusciamo a risparmiare in vista delle spese di un trasloco + apertura nuovo mutuo per una casa nuova etc.
Ma non dovrei affatto preoccuparmi, tanto sta casa non la venderemo mai...

lunedì 11 gennaio 2016

La parte migliore di me/2

"Abbiamo scelto in via definitiva i tuoi disegni per illustrare la favola!"
GRANDE!
"ora però avrei un altro compitino da darti. Hai presente l'uomo Vitruviano? Sai quello di leonardo...braccia e gambe aperte...?" Sì, sì, presente, quello. Quindi?
"ecco, me lo faresti un disegno in quello stile lì?"

In fondo parliamo solo di Leonardo Da Vinci, uno stronzo qualunque, no?
Un grazie di cuore (non è sarcasmo) alla mia amica per lanciarmi sfide sempre più complicate e pensare che forse potrei farcela. Magari viene uno schifo, ma magari rispolvero le ore passate in Accademia a fare disegno dal vivo e qualcosa viene fuori. Vedremo.

La parte migliore di me

Il 2016 comincia, per me, con una bronchite acuta. Sono ancora sotto antibiotici, oggi primo giorno di lavoro, e MUORE DAVID BOWIE.
No cioè, non l'ho mai visto in concerto, mai, ma perchè?!? Speravo che col nuovo album avrebbe fatto un tour...ho detto "bene, finalmente ho l'occasione". BAM.
E insomma, qui ci si muove a rilento: sabato abbiamo un nuovo appuntamento per far vedere la casa, sperando di venderla, ma sapete meglio di me che è passato un anno e mezzo e proprio all'orizzonte non c'è nulla.
L'auto nuova arriverà fra 3 mesi, quindi aspetta e spera.
Nel frattempo avrei in mente di cambiare banca, il che per me che sono una abitudinaria è una specie di terremoto. Vorrei farlo prima di cominciare a pagare le rate dell'auto, per evitare casini e RID saltati (per colpa non mia), queste cose succedono e poi chi rimane nella banca dati dei protestati sono io...che vorrei chiedere un nuovo mutuo per prendere una casa nuova appena venderemo questa.
Non c'è molto spazio per nient'altro, se non una parentesi creativa per disegnare delle illustrazioni per una favola molto bella che verrà data da leggere a dei bambini malati. Una iniziativa stupenda, che mi ha commosso e che ovviamente non mi riconosce nemmeno un centesimo per il lavoro. Quanti liberi professionisti si sentiranno chiamati in causa? Ma era il favore per una amica, quindi l'ho fatto volentieri e soprattutto, mi ha dato la scusa per prendere in mano tavoletta grafica e pennino e togliere qualche ragnatela al mio lato migliore.
Fosse anche che del libro non se ne facesse niente, sono contenta di averci provato.


sabato 2 gennaio 2016

2016

Passerò i prossimi 2 mesi a scrivere 2015, e poi a correggere.
Auguri a tutti!

mercoledì 30 dicembre 2015

Habemus auto

Io lo dico, o divento multimiliardaria in fretta, oppure dovrò sentire mio marito che ripete come un disco rotto: "l'auto che comperiamo non è una TESLA, ergo mi sto ACCONTENTANDO, capisci, ACCONTENTANDO".

Una stupida Tesla (auto su cui sono salita molte volte a dire il vero e assomiglia più a una astronave di STAR TREK che a un'automobile) costa quasi come casa nostra. QUASI COME IL NOSTRO APPARTAMENTO. Quindi alla fine abbiamo fatto ricerche estenuanti e niente, resto in casa Nissan. La mia piccola Micra, tutta tonda e che sta compiendo 18 anni nel 2016, verrà ridotta a un cubotto pressato entro aprile, quando ci consegneranno le chiavi di quella nuova.
Vi dirò che sono dispiaciutissima. Ci si affeziona davvero alle auto? O è solo nostalgia per i momenti che non torneranno più, passati insieme?
Io in questa ci ho trombato benissimo...

venerdì 18 dicembre 2015

Classifica

A imperitura memoria, i miei album completi preferiti (e vuol dire che potrei ascoltarli a ripetizione, e viene saltata al massimo una canzone quando ne metto su uno):
* Ok computer (Radiohead) - 1997
* Eye in the sky (The Alan Parson's project) - 1982
* The stranger (Billy Joel) - 1977
* Songs for the deaf (Queens of the stone age) - 2002
* The dark side of the moon (Pink Floyd) - 1973
* Come away with me (Norah Jones) - 2002
* Origin of simmetry (Muse) - 2001

Non in quest'ordine, ma in ordine casuale perchè per un motivo o per l'altro sono tutti pazzeschi e bellissimi.
Sì, noterete un evidente schizofrenia nei generi, soprattutto contando che:
1) odio la musica anni '70 in generale
2) se devo trovare un genere che difficilmente mi stufa ascoltare, direi musica elettronica (trance, deep house/lounge, elettro-pop)
3) della musica country mediamente non mi importa nulla.

domenica 13 dicembre 2015

Andate a vederlo

Parlo del film "Me & Earl & the Dying Girl" tradotto come al solito con le scoregge in italiano: "Quel fantastico peggior anno della mia vita".
Mi annichilisce il pensiero che ci sia un omino, secondo me sempre lo stesso perchè voglio sperare che il cattivo gusto sia concentrato in un unico essere abietto e non sparso come semi sull'insalata, dicevo che ci sia un omino PAGATO per rovinare i titoli dei film che danno al cinema. Vi rendete conto?
Tipo questo, tanto facile: "Me & Earl & the Dying Girl". Persino Google translate poteva fare di meglio, seriamente.
Oppure dai, recentemente ho visto un film di fantascienza splatter che si chiama "Pandorum" (non è un film natalizio sui dolci tradizionali, fa riferimento a una presunta malattia che colpisce gli astronauti), tradotto in italiano con "Universo parallelo". Bene, dai, non è nemmeno un titolo tanto brutto. PECCATO CHE IL FILM NON PARLI MAI MA PROPRIO MAI DI UN UNIVERSO PARALLELO. Omino che traduci i titoli di film, ma che minkia ti sei fumato?

Tornando al film che vi citavo prima, andate a vederlo. Non perchè ha vinto premi a destra e a manca al Sundance film festival, ma perchè è un bel film e ne vale la pena. Non parla di una storia di amore. I protagonisti non sono lì per essere carini e alla moda. E' una storia di amicizia e fragilità, condita da un certo umorismo che a me ha strappato delle risate. E naturalmente ho anche pianto come una fontana, ma dopo aver pianto per WALL-E non faccio testo, direi.
E poi, beh, poi fatemi sapere se vi è piaciuto quanto è piaciuto a me.

venerdì 27 novembre 2015