giovedì 21 maggio 2015

Sklero

Ammetto che non ho più, più, più voglia di stare qui in Polonia, e vorrei solo prendere i miei due begli aerei e tornarmene a casa.
ODIO TUTTO.

mercoledì 20 maggio 2015

Promesse non mantenute

Ooops mi distraggo un secondo ed è già mercoledì! Non ho scritto dopo che ho avuto l'ok del medico, sabato scorso.
Al volo che sono in call (quella famosa delle 18 e passa...), ma: il medico mi ha detto che la mia guarigione è particolarmente e insolitamente veloce, perciò potevo volare con qualche precauzione. Beh, sono in Polonia. Dopo due aerei avevo un mal di testa da piangere e la nausea, ma nessun mal di orecchio.
Grande!

Uso solo scarpettine infradito, ovviamente da oggi ci sono nubifragi pazzeschi a Cracovia. Sarà divertente tornare a casa in albergo.
Ho letto tutti i commenti del precedente post, ci sto pensando, e trovo molto interessanti i vari punti di vista. Grazie mille per condividere con me quello che pensate!

Ora cerco di capire quello di cui si discute in questa nojosissima call...come vorrei avere un lavoro normale e finire a un orario decente!

venerdì 15 maggio 2015

Ragionamenti

Io lo so che che le amicizie che si trovano da adulti non sono come le altre. Si sfilacciano subito, perchè non sei costretto a convivere assieme e volenti o nolenti a conoscersi, ed è normale che i legami siano meno forti.
Solo che un po' mi fa male perchè io vorrei con tutte le mie forze avvicinarmi, ma c'è questa indifferenza del non ricambiare mai, del non richiamare mai, che mi fa dire "io non sono abbastanza": non sono abbastanza simpatica, non sono abbastanza disponibile, o semplicemente non sono abbastanza la persona che gli altri avrebbero bisogno io fossi.
Lo so che sono lagnosa e critica, e sono pure esagerata e radicale. In effetti non dovrei stupirmi se invece di avvicinare le persone, le allontano. Io trotto come un cagnolino felice, ma mi ignorano, e vorrei mi dicessero qualcosa tipo "dai, facciamo questa cosa assieme", ma non succede mai.

Per fortuna ho i miei amici, quelli che mi sopportano nonostante i miei spigoli e che capiscono che anche se ho i mie 1000 difetti, non sono una persona cattiva, e mi perdonano le assenze, le difficoltà, i momenti no. Penso spesso agli expat, e al fatto di doversi confrontare con amicizie adulte e senza la rete di sicurezza degli amici di sempre, lontani. Dev'essere molto dura.

Però mi sento un po' rifiutata e devo farmene una ragione: non si può piacere a tutti. E' il mio mantra da qualche anno, ma fa sempre un po' male ripeterselo.

giovedì 14 maggio 2015

La call delle 18

Mi metti una call alle 18 di sera, che dura da un'ora a un'ora e mezza, ma alle 9 del mattino devo essere pronta e scattante in teleconferenza con i miei utenti, quindi mi stai dicendo che la mia giornata durerà comunque sempre più del dovuto, con una nonchalance che agghiaccia. Pure tu, ultimo PM che aveva detto "se non è necessario, tutti a casa". Ma a casa dove...
Io la call delle 18 e stocazzo non la sopporto proprio, ma è utile. Solo, non potremmo farla alle 17???

martedì 12 maggio 2015

La settimana peggiore del 2015

E' appena finita, o forse chi lo sa.
Ricapitoliamo e aggiorniamo la lista:
1) lunedì scorso, mi perdono il bagaglio. Ansia, frustrazione, paura perchè dentro c'è una medicina molto importante che mi blocca tutti i sintomi anche gravi della mia allergia al polline.
2) martedì mattina, sprovvista delle ciabatte che sono nel bagaglio perso, mi schianto un mignolino su un gradino invisibile in camera dell'hotel, e me lo rompo.
Seguono 6 ore serali al pronto soccorso di cracovia.
3) Mi ritrovano il bagaglio (nota positiva!), mai troppo presto.
4) Giovedì mattina sono raffreddatissima e con febbre e mal di gola. Tutto legato al fatto che per due giorni interi non ho potuto prendere la medicina: tempo 3 gg e mi sono congestionata, il muco è finito in gola, me l'ha irritata pesantemente, febbre (questo pattern è molto un classico per me). Non ho dietro le medicine perchè le ho dimenticate in Italia. la sera corro in una farmacia, ma è tardi.
5) venerdì sono pesta come il giorno prima, febbre, congestione a mille. La sera ho due aerei, e li prendo.
Purtroppo non bisogna MAI prendere un aereo, figuriamoci due, congestionati.Le orecchie hanno i canali chiusi dal muco e non riescono a compensare la pressurizzazione dell'aereo, quindi "scoppiano" (o ci provano).
Il dolore alle orecchie mi ha fatto desiderare una morte subitanea che non è arrivata, ma quasi.
Non ho mai provato un dolore tanto grande, tanto intenso e tanto duraturo.
Appena atterrata non sento quasi più niente dalle orecchie, il dolore rimane (anche se meno atroce, ma sempre a livelli poco sopportabili), e io sono terrorizzata di aver perso l'udito.
Mi viene un attacco d'ansia causato dal terrore e dal dolore e mi si chiude la gola, tanto che non posso respirare. Mio marito spaventatissimo mi trascina al pronto soccorso (mentre piano piano tornavo da blu a rosa perchè ricominciavo a respirare) dove, appurato che non ero morta (GRAZIE AL CAZZO) mi fanno aspettare 3 ore mentre persone più gravi di me vengono giustamente curate. Io piango quasi ininterrottamente le 3 ore per il dolore alle orecchie, poi mi addormento esattamente quando mi vengono a chiamare. Non li sento, ma Claude sì per fortuna.
La visita non è specialistica, ma generica, perchè non c'è un otorinolarigoiatra, ma mi iniettano qualcosa di simile a ambrosia degli Dèi (un qualche antidolorifico potente) e mi danno un antibiotico per cavalli, e mi rimandano a casa. Mi organizzo per una visita specialistica a pagamento che ho fatto poi ieri mattina.
Risultato: otite bilaterale traumatica.
Ora ho più pasticche della nonna di Claude, prendo il cortisone, l'antibiotico, l'antidolorifico, metto delle gocce nel naso etc.
Sono ancora congestionata, mi domando se partirò lunedì prossimo, ma se ho ancora il sospetto, col caxxo che prendo un aereo, mi licenzino piuttosto.

Sabato mattina ho un esame impedenzometrico, e mi diranno se posso volare o meno (soprattutto, se i danni sono reversibili al 100% oppure no).

Ora scusate ma devo lavorare...vi racconterò come va sabato.

mercoledì 6 maggio 2015

Karma

Velocissima che sono a lavoro, però:
ieri notte, 6 ore al pronto soccorso di Cracovia. Responso: dito rotto.
In queste sei ore: noja, un tentativo di chiacchiera con una anziana signora tedesca che, in Polonia da 45 anni, non sa più la sua lingua madre (siamo impedite entrambe, il mio tedesco è totalmente arrugginito); un incontro con una ragazza polacca con un ottimo inglese che si è lussata una spalla, è ancora talmente ubriaca che nega di essere ubriaca e parla a sei ottave più su del normale, ma insiste per accompagnarmi ovunque e farmi da traduttrice.
L'ospedale pulito e ben curato, le persone ferite, composte.
Il mio dito, blu. Lo guardo durante la visita medica come se non lo avessi mai visto prima.

E poi? Due del mattino, torno in stanza. E mi hanno portato il bagaglio.
MI HANNO RITROVATO IL BAGAGLIO!!!!!!!!!!!

Ballo senza muovere i piedi, sono felice.
Sono stanca, e felice.
Stanca, stanca, stanca, ma felice. Poteva andare peggio!

martedì 5 maggio 2015

Aggiornamenti

Per quanto riguarda la valigia, still desaparecida. Non credo la ritroveranno a questo punto.
Per quanto riguarda me, stamane ho centrato con assoluta precisione uno spigolo invisibile (giuro, invisibile) con il mignolo del piede sinistro in camera.
Non voglio essere melodrammatica, perciò non dirò che credo di essermelo rotta.
Ripeto, non dirò che credo di ESSERMELO ROTTA.

Ora sono a lavoro che zoppico e si gonfia sempre di più. Se questo pomeriggio il dolore sale, andrò in ospedale (non ho idea di come funzioni in Polonia).

Ricordatemi di prenotare un viaggio a Lourdes, per favore. Con la scorta e dentro a uno scafandro, però.

lunedì 4 maggio 2015

Don't panic

Mi hanno perso la valigia.
E dentro c'era la medicina magica, quella che tiene sotto controllo il mio asma allergico che mi potrebbe portare dritta dritta in ospedale. MERDA.

domenica 3 maggio 2015

L'elefante in mezzo alla stanza

Allora, io so che tu mi leggi, ma tu giustamente vuoi lasciarmi un briciolo di dignità e fingi che non sai dell'esistenza del blog. :D
Rido tantissimo, comunque mi sono divertita tantissimo stasera. Ti voglio bene, va bene così.

Zion.

giovedì 30 aprile 2015

Partenza a breve

Ho deciso che siccome non ho tempo di fare post lunghi, almeno scrivo quelli brevi. Come se fosse twitter, ma con qualche carattere in più.
Lunedì mattina alle 4:50 prenderò un bel taxi per l'aeroporto, poi due voli per arrivare in Polonia. Dopodichè prevedo le solite 13 ore di lavoro, e via così per tutta la settimana.
Se non altro, tornerò venerdì sera. L'Europa non mi è mai sembrata così tanto CASA. Certo, l'Olanda era una figata unica, e Cracovia non è la splendida, piccola e a misura d'uomo Haarlem, però cerchiamo di vedere i lati positivi: faccio una settimana alla volta. Il weekend torno a casa mia.

Nero nel frattempo è stato male, rigurgitava e perdeva bava dalla bocca. Purtroppo non ho avuto tempo di portarlo dal veterinario, arrivavo a casa di corsa da lavoro e il vet era già chiuso (ovviamente). Ci ho provato un paio di volte a dire "devo tornare a casa prima perchè devo portare il gatto dal veterinario" ma ovviamente non me l'hanno permesso (ho dovuto anche annullare una visita medica che avevo martedì mattina, fantascienza proprio).
Però si è risolto tutto da solo, non doveva essere un avvelenamento grave. Chissà che caspita avrà mandato giù.
Vi metto qualche foto del look di Nero (e Bella) che sono stati tosati perchè perdevano troppo pelo. Lui ha l'aria di dirmi "PERCHè???" e lei invece ha fatto l'offesa per mezza giornata fingendo ostentatamente di ignorarmi.

"Dimmi, umana, perchè!!!"




"non ci sei, fingo proprio indifferenza!"


Scusate il disordine! xD era un giorno di pulizie...

mercoledì 29 aprile 2015

Broccoli

Sono arrivata da 5 minuti a casa, e ho dovuto riaccendere il computer per compilare il rapportino con tutte le (numerose) spese sostenute nel mese di trasferta. Ho così tanta fame che ho letto "broccoli" invece di "rococò" in una notifica che mi è arrivata. E continuo a sognarmi cibi profumati e meravigliosi, ma cucinare a quest'ora è fuori discussione e oh ah! Invece di scrivere questo post dovrei correre a compilare sto cavolo di rapportino e poi a dormire che domani sono in piedi alle 6 di nuovo. Devo dormire. Ho bisogno di dormire. DORMIRE. *_*

Eh

Io avrei anche cose da raccontarvi, ma sto lavorando talmente tanto che non ce la faccio...non ci sto dietro.
"coi miei tempi"...tutte cazzate...

ps vorrei però sottolineare che sono in Italia per una settimana ed è bellissimo essere a casa. So che sembro una irrimediabile musona, e probabilmente spesso lo sono, ma sono così contenta di passare (poco) tempo con i miei, che ecco...vorrei solo riuscire a superare tutte le difficoltà a velocità raddoppiata!

giovedì 16 aprile 2015

Lo zoo

Il mio nuovo team di lavoro è centomila volte migliore dell'ultimo con cui ho lavorato, e su questo non ci piove.
Anche qui, comunque, ci sono personaggi interessanti, che osservo come fossero scimmie allo zoo. Sono affascinata e allo stesso tempo sento una discreta repulsione per un soggetto in particolare, che ho ribattezzato Junior.
Junior ha un viso angelico di una bellezza conturbante, l'altezza di un vichingo e i modi di uno scaricatore di porto. Anzi, sono convinta che uno scaricatore di porto possa essere molto più fine ed educato di questa giovane di circa un quarto di secolo di età. Sottolineo che è una donna, non un maschio, ma il soprannome può trarre in inganno.
Le prime 3 settimane su questo progetto sono state le più difficili, perchè qualunque cosa dicessi ad alta voce era ribaltato da Junior come una frittata per trattarmi a malo modo ed essere scortese. E' una cosa che ho notato in primis con me, ma poi mi sono accorta che lei generosamente la spalma su quasi tutti i colleghi che sono genericamente educati.
Esempi:
Junior alle ore 10: "ah, mi fa male la schienaaaa mi fa male la schienaaaa"
Junior alle 15: smorfia di dolore, di fronte a me (e ci sono solo io).
Io, un po' preoccupata: "ti fa male?"
Junior: "se qualcuno non mi ci facesse pensare, nemmeno lo noterei il dolore!".
Ma muori male.
Oppure:
Junior in una stanza vuota con solo me seduta a fianco a lei: "domani devo noleggiare una bicicletta per andare ad Amsterdam".
Io (a cui sembra estremamente scortese non commentare la cosa, visto che evidentemente si rivolgeva a me): "che bella esperienza andare in bicicletta ad Amsterdam, anche io noleggerei una bicicletta se fossi in te".
Junior con voce scocciatissima: "ma A ME piace CAMMINARE!!!".
E allora checcazzo vuoi?????????'
Oppure:
Tutta settimana stacco io la spina sotto la scrivania del mio laptop, e per essere gentile siccome è scomodo e sporco già che sono lì stacco la spina anche a lei (siamo sedute vicine) chiedendole ogni volta conferma.
Una sera, Junior si stacca la sua, si rialza e fa "oh non ho staccato la tua perchè non so quanta batteria ti resti". MA CHIEDERLO NO???
E non ha mai ringraziato. La sua risposta era "sìsì stacca".
Oppure:
Io: "Junior, ti ho portato questa cosa che mi hanno chiesto di darti che ti serve urgentemente"
Junior: "bene".
NO, MALEDUCATA, NON "BENE". GRAZIE SI DICE, GRAZIE.
Oppure:
Collega che sembra il capitano Picard: "ciao Junior, ti senti meglio?" (fa riferimento al fatto che la sera prima Junior era rimasta in hotel senza venire a cena con il gruppo)
Junior: "sto e stavo benissimo"
CcsP: (sorpreso) "ah ma allora potevi venire con noi a cena, che peccato"
Junior (con voce isterica e scocciata): "ho fatto le mie cose, ho fatto la valigia, mica dovevo venire per forza con voi"
CcsP: (stralunato) "ah...certo...scusa..."
Junior si alza e se ne va.
Io sorrido sorniona al mio collega e gli dico: "non è colpa tua. Semplicemente, non chiedere niente."

E questa è infatti l'arma che ho imparato in fretta a usare contro di lei: il silenzio.
Il silenzio e l'indifferenza totale ai suoi modi maleducati, alle sue reazioni volte a farti sentire in errore anche se volevi solo essere gentile.
Non le chiedo più se sta bene o male, se vedo che ha messo un makeup nuovo non faccio commenti carini e incoraggianti (tanto mi risponderebbe "a me invece fa cagare!"), mi limito a sorridere e a dirle buongiorno, e questo è quanto.
Quando lavoriamo assieme sono collaborativa e anche lei lo è, quindi la situazione è ottimale: le ho solo spuntato le armi. Appena mi è capitato di abbassare la guardia e lasciarmi sfuggire un qualsivoglia commento carino, mi ha sempre sempre sempre ributtato indietro un commento acido o una frase scocciata.
Poverina.
I primissimi giorni ero a disagio, ora invece mi diverto come una matta perchè la trovo patetica nel tentativo di essere simpatica con scherzi grezzi e infantili, scivolando molto spesso in situazioni imbarazzanti (in cui lei non si imbarazza per niente e va avanti come un panzer, quando invece chi è coinvolto ci resta di sale).
Se siamo a colazione sfortunatamente assieme in Hotel, io mangio tranquilla e in silenzio e lei si muove a disagio, prova a leggere il telefono e a fare facce e ridacchia, ma io non chiedo niente, perchè le prima volte che ovviamente l'ho fatto con commenti come "sei allegra!" oppure "tutto ok?" lei aveva reagito malissimo facendomi capire che non erano affari miei. Ma lusingata che le dessi attenzione, evidentemente.
Ora che semplicemente non me ne curo, piano piano ha smesso di lanciare segnali di attenzione e resta semplicemente a disagio a sistemarsi sulla sedia.

Adoro essere una donna adulta con esperienza!!! :D

venerdì 3 aprile 2015

Un altro arrivo, un'altra partenza

Sono appena tornata da Cracovia, una esperienza come le altre, cioè lunga (lavoravamo 11+ ore al giorno) e difficile per la sensazione di essere sempre una pila scarica.
Mentre scrivo sto lavorando. Ho appena lanciato una serie di job in background, quindi lavorano felici e tranquilli, e fra poco dovrò confrontare il risultato con dati in mio possesso.
Notate l'ora, non è sbagliata: superiamo le nove di sera. ma d'altronde chi fa il mio mestiere lo sa che va così, impegni personali, amicizie, hobbies: tutto piano piano diventa uno sfondo sfocato, e restiamo assorbiti in un gorgo che non ci lascia scampo.
Non è questione di imporsi per uscire prima dal lavoro.
Quando troppe persone dipendono da quello che riesci a chiudere, tu non te ne vai facendo spallucce. E' il sistema che è malato e prende meno persone facendogli fare il doppio del lavoro, me ne rendo conto. Ma schiacciata tra le mille responsabilità, non si può fare altro, la scelta non esiste e anche se non sto salvando vite umane, io resto qui e lavoro finchè non ho finito.

E come me, milioni di altre formichine che hanno un mutuo da pagare, dei figli da mantenere, una moglie da accontentare, un ego da soddisfare.
Io non so più cosa voglio. Se da un lato so che sto semplicemente spremendo il fondo del dentifricio (io sono il dentifricio), dall'altra parte mi sento terribilmente inerte.
Come un pacco postale, prendo aerei ogni settimana per andare qua e là.
Sono tornata a casa e non ne ho riconosciuto l'odore, quando ho aperto la porta.
Quando la sera, finita la riunione alle 9 di sera, dico "torniamo a casa", sto parlando della mia stanza d'albergo.
Non guido da giorni, prendo solo taxi perchè vanno in nota spese.

Ma secondo voi, vivere così, è una figata? No perchè qualcuno mi ha pure detto "vorrei essere al tuo posto". Io ve lo dico: state al vostro, fatevi una casa, una famiglia, ricordatevi di com'è fatto l'abbraccio del vostro partner, la sensazione di protezione delle vostre cose. Perchè niente è indelebile nella nostra memoria, e io riguardandomi indietro nell'ultimo anno non vedo altro che una corsa infinita senza aver costruito niente di vero.

mercoledì 25 marzo 2015

Non sono sparita...

...E' solo che sono a Cracovia a fare il mio lavoro, con un nuovo progetto, nuovo team, stesse dinamiche.
Ieri sera ho detto a cena che non si può pretendere il 120% da una persona per un lungo periodo (posso capire in un momento di picco di lavoro, una cosa passeggera) e mi è stato detto che siccome abbiamo su questo nuovo progetto picchi tutti i mesi per i prossimi due anni, non è un ragionamento accettabile.

NON
è
UN
RAGIONAMENTO
ACCETTABILE.

L'unica cosa che mi consola, è che il team è fatto di persone civili ed educate, quindi basta gruppi di Whatsapp di lavoro dove vengono postate immagini pornografiche, battute infelici sessiste o omofobe, e basta a un registro estremamente basso nelle conversazioni.
Però, tutto il resto ovviamente non cambia.

venerdì 13 marzo 2015

La negazione della realtà

Nella mia famiglia di origine si è sempre verificato un interessante fenomeno di rimozione in blocco.
Qualunque problema, dal più piccolo al più grande, viene ignorato come se non ci fosse. Si nega anche l'evidenza, anzi soprattutto quella. Il problema non c'è, non viene menzionato e non esiste spazio per alcun dubbio che tutto stia andando bene e sia tutto perfetto fino a quando poi la situazione è talmente nera che qualcun altro di esterno non interviene e dice ad alta voce quello che mia madre - fulcro gravitazionale della mia famiglia di origine - non ammette mai e poi mai ad alta voce.

Mia madre ha un quoziente intellettivo particolarmente alto, ed è innegabilmente una persona dotata e preparata, eppure assume questo atteggiamento di negazione della realtà che mi sembra impossibile da accettare.
Per contro, una figura di riferimento molto importante nella mia vita mi dimostra da 20 anni che c'è un'altra strada che si può percorrere, quella del dialogo e del voler comunicare a tutti i costi. Coi suoi figli sta costruendo quel canale aperto di comunicazione e dialogo che io avrei sempre desiderato avere con i miei genitori. Sarebbe stato un sogno poter aprirmi con loro e veramente confrontarmi su temi difficili, almeno per me, e sentirmi meno sola nel tortuoso cammino adolescenziale.
Che sì, è un percorso di inevitabile distacco dalle figure parentali, ed è normale avere contrasti in casa, ma non è normale invece la chiusura a qualsiasi dialogo che ho sempre riscontrato nei miei genitori che sembravano tapparsi le orecchie con le mani lallando come neonati non appena cercavo di discutere di argomenti per me importanti e vi assicuro assolutamente leciti.

Insomma, nonostante i miei quasi 35 anni, ancora riesco a strabiliarmi del potere che ha mia madre di farmi bruciare dentro. In questo periodo di grande sofferenza per me (non solo per me, me ne rendo conto), la concomitanza di più situazioni mi sta letteralmente vampirizzando le energie, e fatico davvero a restare a galla.
Dopo i miei medici che mi hanno sgridata e cercato di indirizzare correttamente sulla buona strada dell'alimentazione e della cura di me, ieri sono andata a farmi fare un massaggio alla schiena dalla mia massaggiatrice thailandese.
E' bravissima, fa un male cane ma è un massaggio molto efficace. Mentre mi massaggiava, ha commentato nel suo italiano stentato: "Corpo senza energie, tu senza energie. Troppo poche energie!", scuotendo la testa.
Persino lei me lo dice...l'ho raccontato a mia madre che ha detto:

"forse mangi troppo poco!".

Non sto a descrivervi come mi siano rotolate lontanissime le palle. Lontane, lontane...ma ci è o ci fa?
No, dai, ma per favore. Era la seconda volta che mi ha fatto cadere la mascella ieri, visto che al mattino è venuto fuori che pensava io fossi contenta di cominciare questo nuovo progetto.
Scusate, cerco di ripeterlo perchè non ci credo ancora: pensava io fossi contenta di cominciare questo nuovo progetto.

Per essere un genio, è davvero la persona più ahehm INGENUA che io conosca. CONTENTA??? Contenta di cosa??? Di lavorare anche nel weekend? Di stare lontano senza vedere mio marito??? Di passare più tempo in albergo che a casa??? Di non potermi licenziare da un lavoro che non sopporto più??? Di dover rinunciare a tutti i progetti che stavo facendo???

MA DI CHE COSA SI DROGA???

Diciamo che questa è la ciliegina di questo periodo orrendo.
La nota positiva? Mio marito, con pure tutte le difficoltà comunicative che lo contraddistinguono, è capace di starmi vicino. Io mi allontano, e lui mi riacciuffa. Ecco, sono come un palloncino di elio legato a un filo sottilissimo, solo che chi mi tiene per bene a terra è lui, che si fa il nodino al dito in modo da non perdermi e tenermi ancorata.
Allora via, provo un nuovo approccio:
"coi miei tempi". Una cosa che non faccio mai, quello di cercare di rispettare i MIEI tempi, visto che la mia vita lavorativa è caratterizzata dalle scadenze che non si possono bucare. Tanto per capirci, lavoro in posti dove alle pareti ci sono enormi cartelli che urlano FAILURE IS NOT AN OPTION.
Bene, proviamo a fare invece una inversione di marcia. Coi miei tempi, col mio passo. "Impegnati meno" ha detto mio marito. Mi sa che ha ragione, altrimenti finisco in ospedale e non sto esagerando. Less is more, si dice da qualche parte. Facciamone una filosofia di vita, o almeno proviamoci.

martedì 10 marzo 2015

Un cuore nero

Questo mese mi è scivolato via come se fossi assente da me stessa, come se mi guardassi da fuori lavorare, correre, vivere.
Ho avuto molte cose da fare, tra cui gestire una settimana intera di mio cugino americano che ho voluto fortemente qui, per passare insieme del tempo. L'abbiamo fatto, ognuno con le proprie ferite, ognuno con le proprie storie. E ci siamo aiutati tantissimo a vicenda, ho potuto godere della sua presenza e dei bei momenti che abbiamo passato assieme riempiendoci gli occhi di meravigliose opere d'arte e paesaggi mozzafiato che il nostro bel Paese offre.
Questo mi ha aiutato senza dubbio a prendere fiato un momento e saltare al livello successivo.
Sto lavorando su un nuovo cliente, nuovo team, nuovo tutto, non meglio di prima certo, sempre molto "challenging" come amano dire nel mio lavoro per non dire "ti inculiamo i sabati e se possiamo anche le domeniche e tu devi pure ringraziare".
Parto ancora? Ma certo, prima tappa Polonia, quel buco nero che non conosco nell'Europa centrosettenrionale che per me è terra sconosciuta, e tranquilli continuerà ad esserlo perchè non avrò tempo di fare la turista.
Poi? Olanda, pare, e vediamo cosa si riesce a mettere nel pacchetto subito dopo, forse paesi baltici o forse Stati Uniti di nuovo, chi lo sa?
Contenta? manco per un cazzo visto che non ne posso più di aerei e di stare lontana da mio marito.
Non ci vediamo mai, la sera stramazzo sul divano o a letto senza che manco ci siamo detti "ciao", sono una specie di fantasma in casa che si trascina a destra e a sinistra facendo il suo dovere di soldatino ma senza alcun cuore.
Vorrebbe fare un weekend a sciare, ma io non ne ho le forze, non ci riesco. Sono una specie di guscio vuoto, sto seguendo la dieta ma anche quella non dà abbastanza energie, inoltre è difficile seguirla per tre pasti al giorno visto che sono fuori casa sempre e comunque.
Se non scrivo nel blog non è che non ho storie, aneddoti o novità: è che sto cercando di non pensare a quanto la mia vita mi faccia cagare e quanto sono intrappolata in questa situazione senza uscita. Non vedo altro, vedo solo una gabbia. Il resto del mondo è fuori e vive, sorride, si incapriccia per stupidaggini, si lamenta per cose futili, mentre hanno tempo ed energie per sè stessi e i propri cari.
Io sono solo un burattino senza possibilità di scelta, e odio tutto e tutti per questo, perchè la mia è una invidia profonda che mi mangia dentro quando sento di chi si lamenta per stupidaggini, e se c'è una cosa che mi manda ai pazzi è proprio questo, non poter scegliere per me stessa. Voglio sbagliare, riprovare, sbagliare di nuovo se necessario ma voglio farlo perchè scelgo io come. E invece no.
Non finirà mai tutto questo, non ho via d'uscita, non ne vedo la fine. Fingo di essere normale e che tutto vada bene, sono forte e sopravviverò anche a questo, ma dentro sono morta e con me tutte le speranze. Vado avanti per inerzia. Vado avanti sconfitta senza sapere se mi rialzerò mai. La mia vita non ha senso.

giovedì 19 febbraio 2015

The climb

Ieri sera in auto tornavo dall'IKEA, guidavo e ho ascoltato questa canzone. Mi prenderete per scema, ma ho pianto. Sì, per una canzone di Miley Cyrus, assolutamente ho pianto. Goccioloni grossi, che cadevano dagli occhi nemmeno mi fossi sfregata col peperoncino.
Semplicemente ascoltavo le parole e mi ci ritrovavo perfettamente.
Ricordate il mio entusiasmo, le mie speranze per il mio prossimo futuro, i progetti, la mia determinazione?
Ecco, niente da fare. Non è il momento, sono successe delle cose che esulano completamente dalla mia volontà e non c'è spazio per la mia autodeterminazione, per i miei desideri, per la mia salute: è tutto in secondo piano, in un tredicesimo o quattordicesimo piano a dire il vero, e senza ascensore.
Resto nella mia vita, resto a fare il mio merdaviglioso lavoro, e rimando a data da destinarsi tutto.
Non sorrido, non finisce bene, non c'è una vetta da cui guardare il mondo alla fine del viaggio, solo dovere e nient'altro.
Chi aveva pensato che sputassi nel piatto in cui mangiavo sarà contento, penserà che finisce tutto per il meglio, per quanto mi riguarda si tratta solo di un ergastolo da cui non si esce, un fine-pena-mai.
Cos'ho fatto nella mia scorsa vita per meritarmi questo, onestamente non lo so ma penso di essere stata una persona orrenda, ecco, altrimenti non mi spiego.
Non posso entrare nei dettagli, ma prevengo una serie di domande che nasceranno spontanee: 
"non c'è proprio niente che tu possa fare?" risposta "no". 
"Non c'è margine per almeno chiedere un part time o lavorare in maniera diversa, cambiare mansioni etc?" risposta "no". 
"Si sa per quanto tempo dovrai restare in questa situazione?" risposta "no".


Raga che devo dirvi? Navigo a vista. Non so più niente, non ho certezze e al massimo posso dire che c'è una nebbia del diavolo. Sogni, speranze...tutte cazzate. L'unica cosa che mi resta è andare avanti e contare sulle mie forze. Quelle che mi restano, perlomeno. I miei medici nutrizionisti hanno fatto dei test che indicavano livelli di stress "completamente fuori scala" (testuali parole), si sono spaventati.
Io non sono nemmeno più spaventata, so solo che o victoria o muerte.
In alto i cuori e sguardo all'orizzonte: due post fa dicevo che vedevo la luce in fondo al tunnel. Mi ero sbagliata, era proprio un treno.

domenica 8 febbraio 2015

Insalata colorata di avocado

Ingredienti per un avocado grosso:
- 1 avocado grosso e maturo, burroso
- cipolla piccola 1/2
- pomodorini maturi dolci dolci (tipo datterino, o ciliegino) due manciate (150gr)
- peperone 1/2
- 2 patate medie
- sale

Tagliare a fette l'avocado (va bene a dadoloni irregolari). Tagliere in 4 i pomodorini, e a quadratini di circa un cm o poco meno di lato il peperone crudo; mescolare con dolcezza (o l'avocado si disfa tutto).
Prendere la cipollina cruda e tagliarla a fettine supersottilissime, da tritare poi finemente. Se la cipolla cruda non vi risulta digeribilissima, sbollentatela 10 minuti o meno in acqua bollente e aceto, e rislvete il problema.
Sbollentate le patate tagliate in dadoletti in acqua salata per 15', scolatele e lasciatele intiepidire qualche minuto. Aggiungetele al resto con un pizzico di sale e servite.

Se gli ingredienti sono sufficientemente freschi (tipo i pomodori), non c'è bisogno di condirla se non con un pizzico di sale. Se proprio non resistete alla tentazione di aggiungerci un sapore acidulo, usate il limone, che aiuterà l'avocado a non diventare scuro. Comunque non esagerate...per me non ne ha bisogno.

martedì 3 febbraio 2015

Calma e gesso

Ok, sono sparita perchè come spesso mi accade, quando sono in trasferta in NC mi ritrovo assorbita completamente dal lavoro e non riesco ad avere la serenità per scrivere nel blog.
Però ora SONO TORNATA e questa volta PER SEMPRE, nel senso che ho finito le mie trasferte.
Dopo 10 mesi, posso dirlo: vedo il traguardo!!! La luce in fondo al tunnel!!! E non è un treno che sta per travolgermi...

I fatti: ho parlato col mio capo e mi ha confermato che non sarà più necessario che io mi rechi in America. Il progetto su cui sto lavorando si prolungherà a causa di numerosi ritardi nell'area logistica, cioè la mia, su cui lavoriamo in tre.
Invece di finire a Marzo, probabilmente andrà avanti fino a fine anno. Il mio impegno però era previsto fino a fine di questo mese, e siccome ho abbastanza (e nonostante tutto!!!) rispettato le scadenze, posso dire concluso il mio lavoro e potrò quindi dire addio a una manica di s a tutto il mio team di lavoro.
L'ultimo giorno di trasferta ho salutato tutti i miei utenti (cioè impiegati del cliente presso cui lavoro) e ammetto di essermi sciolta in lacrime di fronte alle loro generose manifestazione di stima e affetto nei miei confronti.
Posso seriamente dire di aver incontrato persone tanto care, addirittura ho intrecciato una amicizia con una dolcissima americana (devo avere un debole per le bionde con gli occhi azzurri, comunque...) con cui se solo abitassimo vicine sarei sicura di poter avere un profondo legame. E' di una tenerezza disarmante, goffa in moltissime cose che fa (e in questo mi ricorda me stessa), ma dal cuore grande e puro, davvero di un candore invidiabile, oltre ad avere una capacità di bere birra che farebbe impallidire un camionista. Davvero interessante.
I miei colleghi invece a sto giro hanno per fortuna mangiato pesce praticamente tutto il tempo, e questo ha migliorato sensibilmente il clima lavorativo. Non fate quella faccia a punto di domanda, ve lo spiego subito: io noto benissimo la differenza di quando mangiano carne ingozzandosi come se non ci fosse un domani (cosa che facevano i primi tempi, salvo poi stare spesso male), e quando invece mangiano pesce tutta la settimana. Sono molto, molto meno aggressivi.
Sono più distesi e meno ansiogeni, meno molesti - e vi assicuro è un goal non da poco!!!
In realtà, devo dirla tutta: presi SINGOLARMENTE i miei colleghi non sono antipatici. Con alcuni di loro anzi ci parlo volentieri, nei momenti di pausa, ci chiacchiero e sono persino A VOLTE interessanti.
Poi però quando sono IN GRUPPO diventano ossessionati dal sesso, dalle battute omofobe e da quelle sessiste. Sono il tipo di persona che ti dice "...e ridi qualche volta!!!" e tu vorresti tirargli un cartone sul naso.
Non perchè la battuta in sé fosse costruita male, ma perchè dopo 34+ anni che senti SEMPRE le STESSE BATTUTE sugli STESSI ARGOMENTI e mediamente tu sei L'OBIETTIVO implicito di quella battuta perchè sei l'unica donna del gruppo, allora mi tocca dire NON FA RIDERE.
Perchè di battute del genere ne sento TUTTI I GIORNI CHE IDDIO MANDA IN TERRA. E se forse potrei riderne con ironia la prima volta che la sento, dopo trentaquattro fottutissimi anni che si ripetono (e ripeto, mi sento chiamata in causa visto che sono una donna!) NON mi fanno PIU' ridereeee!!!! Altro che ironia, dovrei essere io quella che prende le cose alla leggera se tutti sono così pesanti?!?!
Ne cito una tra le tante di settimana scorsa:
"le donne non dovrebbero guidare, trovamene una che guidi decentemente" (risatone del gruppo. Vorrei far guidare che la mattina avevo scarrozzato metà team a lavoro, sì, guidavo io.) Ma poi, è una battuta questa? Boh.
Mio marito dice che alle persone piace stuzzicarmi perchè mi arrabbio facilmente. Probabilmente E' COLPA MIA, quindi. Torniamo allo stesso ragionamento di qualche post fa. Sapete che ho discusso con un mio collega (un altro, non quello di qualche post fa) che faceva battute orrende su di una coppia lesbica e io gli ho fatto notare che non importava che lui non le pensasse veramente quelle cose (giuro), a me personalmente non sarebbero MAI nemmeno venute in mente. E dava dell'ipocrita A ME per questa cosa! Stavo guidando e mi sono tenuta calma, ma onestamente avrei veramente voluto fargli vedere da vicino le venature del palmo della mia mano...

In ogni caso, persino quest'ultima persona se presa singolarmente ha un atteggiamento completamente diverso di quando è in gruppo: è educato, pacato, si può discutere senza che mi venga prurito alle mani. Non dobbiamo per forza avere qualcosa in comune, mi basta LA CIVILTA'.

Ma mi sono distratta, vi stavo raccontando le ultime novità: è ufficiale, poche settimane ancora e posso dire addio al mio lavoro. Certo, dopo sarò disoccupata e sarà tutto in salita, ma sono felicissima e mi sento piena di speranza e aspettative.
Mi sono già fatta un certo schema per focalizzare meglio le energie: prima di tutto, la salute. Torno dal mio nutrizionista, quello che l'anno scorso, prima di dover cominciare questo progetto pazzo, mi aveva instradato così bene.
Inoltre ho avuto una epifanìa delle mie, quelle che arrivano sempre troppo tardi. Ho capito perchè da qualche anno a questa parte mi sembra di "essere diventata una donna", cioè comincio a patire il freddo. Non l'avevo mai patito prima e sono sempre stata felice come una pasqua in inverno. Da un paio d'anni, per quanto lo preferisca comunque all'estate, non è più così. Perchè? E' cambiato qualcosa?
La risposta mi è venuta da sola una sera...sto perdendo massa muscolare. Sono stata per anni una fanatica dello sport, e ho vissuto di rendita per più di dieci anni. Ora la pago. Ora i muscoli stanno dicendomi CIAOOO e il risultato è un metabolismo più lento e una sensibilità al freddo che assolutamente non avevo prima.
Corro ai ripari. Col mio ultimo stipendio mi regalerò un trimestre (per cominciare) in palestra seguita da un professionista e l'idea è di mettermi sotto, per vedere se riesco a aiutare, tra l'altro, la mia schiena a rimettersi un pochino in sesto. Vedremo come andrà, ma l'idea è questa: alimentazione + sport. Speriamo funzioni!!!

Che dite, mi fate un in bocca al lupo??? Sto pisciandomi sotto dalla felicità e dalla paura. Futuro, arrivo!!!