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mercoledì 25 gennaio 2017

Un passo alla volta...

Aria mi scrive nei commenti del precedente post che i vecchietti secondo lei l'avranno vinta...e se avesse ragione?
Abbiamo finalmente firmato 10 giorni fa la proposta di acquisto per la Casa Dei Vecchietti.
L'agenzia mi richiama dopo pochi giorni per dire che con una estenuante trattativa è riuscita a far capitolare i vecchietti, che hanno firmato! Hurrà!
Hanno firmato alle nostre condizioni (che non erano per niente ingiuste, eh? Una piccola trattativa considerando il totale), e ora stiamo aspettando che la Banca si decida a inoltrare la richiesta di mutuo e a far uscire il perito. Perchè tutto ruota intorno al perito famoso, che potrebbe sottostimare l'appartamento e nel qual caso non coprire la cifra necessaria a erogare abbastanza mutuo. Come al solito, se fossimo ricchi ereditieri potremmo metterci noi la differenza, ma purtroppo non è così...
Noi siamo abbastanza terrorizzati dalla cosa, visto che le ultime due perizie con cui abbiamo avuto a che fare erano a nostro sfavore: per vendere casa, il perito ha abbassato la cifra (che era già rasoterra) che la banca dell'acquirente avrebbe dovuto erogare come mutuo, e un altro perito aveva abbassato di svariate decine di migliaia di euro il valore di uno dei tanti appartamenti che l'anno scorso volevamo comperare (facendo saltare la trattativa).
Insomma, finora ci è andata abbastanza male coi periti. Io spero solo che La Casa Dei Vecchietti sia così in buona posizione, con tanti aspetti positivi, e con un prezzo coerente con il mercato che il perito non potrà che confermare il suo valore.
Inoltre c'è un però: il signor Precisino della banca ha cambiato filiale, e al suo posto è arrivato Sotuttoio.
Sotuttoio è uno spaccone che la fa facile su tutto, e io mi fidavo molto di più di Precisino, ma cosa dobbiamo fare, non scegliamo noi chi ci segue.
Pertanto dopo averci detto che bastava mandare i documenti via mail e non voleva nemmeno farci venire in filiale, dopo che gli avevo chiesto un incontro in banca che aveva liquidato con un "superfluo", Sotuttoio ci ha convocati domani mattina perchè purtroppo non può decidere per noi diverse cose che riguardano la richiesta di mutuo. MA VA'??? MA DAI CHI L'AVREBBE MAI DETTO.
Mi devo armare di pazienza perchè Sotuttoio è una settimana che ha in mano i documenti per la pratica e solo oggi ha cominciato a guardarci. Più che pazienza, vorrei armarmi di un bel machete...

martedì 26 luglio 2016

Si bocchegga, si sta a galla

Il Terribile Trasloco è alle spalle.
Non ci devo più pensare, e questo è un enorme sollievo.
Al contrario, devo guardare avanti e cercare casa. Anzi, Casa. Ma ve lo dico, sono ai minimi storici di energia. Lo scorso weekend ho cercato di dormire il più possibile per recuperare, ma non ce la faccio, la mattina mi sveglio stanca, dopopranzo vorrei solo coricarmi, la sera striscio verso il letto.
Milano mi stressa: non so come ho fatto ad abitarci 29 anni della mia vita.
E avevo pure una casa rumorosissima!
Immagino ci si abitui a tutto, ma poi tornare indietro è difficile.
Ora stiamo in una casa che non trovo nè comoda nè bella, nè niente. La sento come mia nemica, un nemico da tenere a bada 2 mesi e mezzo in tutto, ma comunque stancante, di difficile gestione, e oggettivamente scomoda.
I gatti, dopo un iniziale sbandamento, si sono adattati bene. Sono piuttosto pacifici, anzi.
Gli dò da mangiare più del solito, forse è per questo che sono felici, chissà. Per la prima volta in vita loro, li lascio che si autogestiscano il cibo. Niente più "questa è la ciotola di tuo fratello/sorella, tu non puoi mangiare qui", le ciotole sono free e che se le gestiscano e basta. Credevo che Nero, bullo com'è, avrebbe sopraffatto Bella lasciandole solo le briciole, ma forse hanno trovato il loro equilibrio e bon, anche se lui magia un pochino più di lei pazienza.
Contiamo di prendere una casa con giardino, il che significherebbe che tutta la ciccia che mettono su ora poi dovrebbe sparire. Ma chissà QUANDO la troveremo! Potrebbero passare anni, e io friggo nell'attesa. 
Mi insegnate la calma per favore? Ne avrei proprio bisogno...

venerdì 15 luglio 2016

(Senza titolo)

Sono esaurita. Piango a sentire le notizie e soprattutto i commenti che mi ricordano i 2 minuti di odio orwelliani. Quando dico piango, intendo che stamane andando a lavoro mi sono dovuta fermare perchè non vedevo più dove mettevo i piedi (e considerando che cado facilmente, era proprio il caso mi fermassi). Dietro gli occhiali scuri è più facile piangere.
E sono stanca perchè non dormo assolutamente abbastanza. Facciamo scatole su scatole, imballiamo e proteggiamo, smontiamo sette anni di vita che devono restare chiusi in un box per mesi (anni?), fino a quando non troveremo la casa giusta dove trasferirci.
Sono scoraggiata perchè sono stanca, e non dormo e ho il timore che la casa che vorremmo non esista e se esiste ci verrà soffiata da qualcun altro.
Perchè sono così pessimista?
Non saprei, a parte che è un periodo particolarmente difficile, emotivamente parlando. Immagino passerà quando riuscirò a dormire, quando riuscirò a finire il trasloco, e quando ci saremo trasferiti stabilmente nella seconda casa in affitto (da ottobre).

In tutto questo, una trasferta in Giappone con previsione di lavoro a ritmi inauditi a inizio settembre.
Credo di aver bisogno di chiudere gli occhi e dormire per una settimana. Un mese. Un anno.

mercoledì 1 giugno 2016

Giringiro

Venerdì mattina, primo di ricominciare a lavorare, devo "fare un salto" in banca a conoscere il nuovo direttore che prenderà in mano la nostra pratica e ci dirà di che morte dobbiamo morire vivere, I mean.
Sì perchè noi abbiamo una fretta del diavolo, e però intanto la pratica va, torna, viene rimandata, torna di nuovo, passa di mano, ops! la deve visionare anche il nuovo direttore, eh, e insomma devo dire che sono gentili e ci tengono informati ma accidenti non ce la facciamo ad avere una risposta definitiva...e noi non vediamo l'ora arrivi.
Comunque questa banca è sempre meglio di quella con cui avevamo il mutuo fino al mese scorso, perchè si sono comportati davvero malissimo. Ci hanno cambiato la persona di riferimento in aprile, e da lì è tutto precipitato: la nuova persona è incompetente, menefreghista, pasticciona e inaffidabile.
Non posso dire che sia tutta colpa della filiale, quanto di questa nuova persona che ci hanno appioppato. Avevamo una mezza idea di chiedere anche a loro di farci una proposta di mutuo, anche se sappiamo già che avrà tassi diversi e più alti, ma si vede che a questo funzionario in particolare non gli interessa abbastanza: non risponde alle mail, non risponde alle telefonate, quando doveva farmi la proposta è arrivato impreparato e ne ha fatta una al momento pasticciata.
Che delusione...contando che ci spillano mezzo litro di sangue al mese, potrebbero almeno sforzarsi.

In ogni caso ovviamente scherzavo quando parlavo di "fare un salto": dovrò muovermi con le stampelle, perchè la caviglia ancora non è per niente a posto. Che dite, ne uscirò per settimana prossima? Io ci spero...comunque dovrò mettermi un tutore. Come i vecchi. Andiamo bene!!!

domenica 29 maggio 2016

Ora che si sa

Ora che l'ho scritto, posso tediarvi con tutte le mie ansie, no? NO? ok, no.
Ho BISOGNO di esprimere l'ansia che ho perché sennò scoppio.

Anche perchè non posso fare niente, manco uscire a fare una passeggiata, visto che sono in stampelle.
Giovedì scorso stavo andando in stazione a prendere il treno e BAM, di nuovo una storta.
Ma non una storta e basta, la caviglia ha ceduto completamente, si è piegata in maniera orrenda, sono volata sul ginocchio dell'altra gamba facendomi un cratere immenso, e rovinando con estese macchie di sangue i miei pantaloni bianchi preferiti.
Mi hanno grattato via dall'asfalto due automobilisti che sono scesi per aiutarmi.
Una ragazza mi ha riaccompagnato a casa in auto, è stata gentilissima.
Nel mentre ho anche avuto un principio di attacco d'ansia, avete presente quando vi si chiude la gola e non riuscite a respirare? No, mai successo? Meglio per voi. Comunque ho capito che mi viene quando sono sottoposta a stress fisici molto forti (dolori acuti e lancinanti) in periodi di già forte stress emotivo (oh, la mia vita è bellissima!), e quindi mentre sentivo che mi si chiudeva la gola ho cominciato a dirmi "smettila! non morirai per una caviglia! respira ORA" ed è passato. Il fatto di riconoscerne i sintomi è triste perchè mi ricorda che è già successo, ma ottimo perchè so che è una cosa tutta della mia testa. E la mia testa può uscirne con un minimo di disciplina, smettiamola col panico immotivato.

In ogni caso il risultato è una caviglia che sembra un cotechino e un ginocchio nero di crosta. Ma tutto è risolvibile, tantopiù che posso ahimè lavorare da casa ed è un momento delicatissimo a lavoro...infatti anche nel weekend sto lavorando, e giovedì e venerdì ho tirato mezzanotte al pc.

Non voglio assolutamente che arrivi il lunedì, odio l'idea di dovermi rimettere a lavorare per 15 ore di fila, ma voglio che arrivi il lunedì perchè devo parlare con la banca. Uno dei momenti della verità potrebbe essere domani, e sono preoccupata, speranzosa, angosciata.
Vai così.

mercoledì 4 maggio 2016

Ad aprile?

Lo so che avevo detto che vi avrei aggiornato ad aprile, ma come sempre gli imprevisti sono dietro l'angolo, perciò è successo che preferisco raccontarvi a cosa minimamente fatte. Cioè fatte a metà.
Insomma abbiate pazienza. :-)
Io non ne ho!

domenica 24 aprile 2016

Senza parole

Chi mi conosce lo sa...non capita spesso che io resti senza parole.
Posso stare in silenzio per molto tempo, ma è più un atto contemplativo della Madre Terra che un discorso di "non ho niente da dire", tanto più che il mio silenzio è impregnato da discorsi che faccio a me stessa.

Ieri però m'è capitato.
Dovete sapere che nel mi condominio una famiglia ha quasi 10k € di spese condominiali non pagate. Questa è una situazione tutt'altro che anomala in sè, tranne per il fatto che la cifra è decisamente notevole e il condominio non riesce a far fronte alle spese senza rate straordinarie per tamponare la situazione.

La famiglia consta di padre (imprenditore che ha dichiarato fallimento), madre (desperate housewife da sempre e con scarsa scolarizzazione), due figli grandi con piccole attività commerciali dove è noto giri droga (ma non so che incassi abbiano, di sicuro i figli non contribuiscono con le spese del condominio).
Per il quieto vivere, io saluto sempre e sono cordiale con tutti, anche con queste persone che non pagano, e per le quali mi tocca pagare delle rate extra ogni due mesi.

Stavo scaricando la spesa dalla macchina, portandola in cortile, quando arrivano anche loro e scaricano anch'essi la spesa (solo padre e madre). Lei decide che è il momento per chiacchierare. "Ho sentito che volete andare via da questo condominio".
Ah-eh. Mi sento con le spalle al muro...non siamo mica in confidenza. Lei incalza: "Ma come mai volete andarvene?"
Mi guarda con gli occhi spalancati, uno sguardo liquido. Il mio cervello va in tilt.
Dentro di me una vocina strilla: "Dille pure la verità: ve ne andate perchè siete praticamente gli unici a pagare" e un'altra vocina dice, piano: "Questo è un atteggiamento da psicopatica. Come fa a non fare 2 + 2?"

Il marito si dondola da un piede all'altro, si vede che non vede l'ora di andarsene. Saluta due volte, ma rimane lì, mentre lei ripete la domanda.
Di solito non avrei problemi a dire le cose come stanno, ma la signora mi sembra completamente suonata e non voglio infierire. La loro situazione è di pignoramento a breve da parte delle banche, il marito fallito, i figli che se ne fregano, i debiti che si accumulano, e io non capisco, cosa vuole sapere da me?
Alla fine balbetto che vorremmo una casa più grande e che in questo condominio ci sono vari problemi (proprio così, "vari problemi") e lei mi tira 2 minuti di filippica sul fatto che anche se traslochiamo, non è detto che non finiamo in un altro condominio con problemi (MA CHE MINKIA VUOI?).
Il marito la trascina via e io rimango lì, con le borse della spesa in mano e penso che la mente umana sia un mistero insondabile, non ti fa vedere quello che non vuoi vedere, oppure ti rende più stupido di una scimmia e la verità è che io provo pena per le persone stupide.
Poi penso alla rata extra che devo pagare il mese prossimo e la pena un po' mi passa.

domenica 28 febbraio 2016

No, veramente questi sarebbero nostri

Mastico un pezzo di brie impanato almeno 3 volte e fritto, cercando di sentire un gusto diverso da quello dell'olio esausto a 180° usato da chissà quante ore nella friggitrice della cucina. Sono in questo pretenzioso costoso ristorante con - di fronte a me, alla mia sinistra - persone che gongolano per essere lì. Quelli del "ce l'ho fatta" "io sono arrivato". Che faticano a usare un congiuntivo e masticano dialetto perchè dimenticano le parole in italiano.
Vorrei apparire meno snob in questo momento. Ho solo la quinta superiore, io. Non sono laureata. Non ho nobili natali, nè frequento circoli di scrittori o letterati. Eppure in questo momento mi mordo la lingua per evitare di correggere ad alta voce i miei interlocutori ogni volta (e accade spesso) che sbagliano a parlare.
Fosse solo una questione di grammatica, credo mi rilasserei e basta. Purtroppo sono i contenuti a mancare completamente. Mi sento morire quando l'ospite d'onore, introdotto per la prima volta al gruppo proprio ieri sera, racconta che "in Australia pare ci siano degli indigeni, non so come si chiamano..." 
"Aborigeni!" suggerisce qualcuno che probabilmente quel giorno di 15 anni fa, a lezione, stranamente non dormiva. "...ecco ci sono gli aborigeni che sono ancora dei selvaggi! Cioè, forse non è che cuociono in pentola gli esploratori, ma ecco...io...non credo che vorrei incontrarli. E se fossero pericolosi?". 
Mai quanto gli australiani che gli hanno rubato terre, tradizioni e bambini dal 18esimo secolo fino a pochi anni fa, direi, ma ho evitato di dirlo ad alta voce per non turbare una mente semplice.
Non è il punto più basso raggiunto durante la serata, comunque. Credo di aver distintamente sentito grattare il fondo, con rumore anche di unghie che si spaccavano e sangue che usciva a fiotti, quando arriviamo alla porta dopo aver pagato 42 euro per uno 
stupido 
hamburger 
vegetariano, e piove. Come d'altronde pioveva da ore, vorrei pedantemente sottolineare. Ma ormai lo avete capito. sono io quella cattiva in questa serata.
Comunque, Piove, e tre persone del nostro gruppo se ne lamentano. L'unica di queste 3 persone che aveva portato un ombrellino non lo trova più. Smarrito, o preso da qualcuno uscito prima di noi dal ristorante. Una di quelle cattiverie che capitano nelle città in cui l'egoismo, la mancanza di cultura della legalità e il menefreghismo portano a un sacco di problemi sociali. 
Sento lamentarsi della cosa il gruppo, poi, accade: ecco la brillante soluzione. 
Arraffano tre ombrellini (scegliendo con cura quelli dai colori e dalle stampe più graziosi) e con noncuranza imboccano la porta.
Apro il mio ombrello, mio marito fa altrettanto col suo. Sottolineo che quando dico "mio" e "suo", intendo che li abbiamo pagati con regolare scontrino fiscale, mesi addietro.
Vorrei dire qualcosa, ma mi si strozzano in gola le parole. Non so da che parte cominciare, perchè per mia sfortuna non mi è permesso litigare con queste persone a meno di non incrinare i rapporti, e anche se io lo vorrei tantissimo, a dire il vero, per varie ragioni non posso proprio farlo.
Come vorrei, davvero.
Camminiamo vicino a un canale d'acqua, chiacchieriamo per qualche minuto senza che nessuno noti il mio silenzio assordante, poi torniamo sui nostri passi proprio davanti al ristorante. Faccio l'ingenua domanda "e se qualcuno riconoscesse i propri ombrelli tra quelli che state utilizzando?" e l'ospite d'onore ridendo dice che mentirebbe e direbbe che ha comperato altrove il proprio ombrello. OVVIAMENTE.
Poi, dopo una piccola riflessione silenziosa, sollecita me e mio marito a girare i nostri ombrelli per coprire la scritta che capeggia su ognuno dei nostri. Perchè la scritta, che è una nota marca, quella sì è riconoscibile.
"No, veramente quelli sarebbero i nostri ombrelli per davvero". 
Conversazione terminata.

sabato 16 gennaio 2016

conti conti conti

Giovedì sera arrivo agguerrita e con carta e penna alla mano da mio marito. Dopo la discussione del giorno prima, volevo assolutamente che mettessimo nero su bianco un piano (rough cut) da qui a un anno per capire quanto possiamo effettivamente risparmiare al netto delle nuove spese che si profilano all'orizzone (last but not least: l'acquisto dell'auto nuova che si concretizzerà in marzo con il versamento di un ulteriore sostanziale anticipo).
Carta e penna vengono sonoramente bocciate, e il gentil consorte, nerd fino all'ultimo pelo del naso, accende il computer e apre excel. Neanche quindici minuti, e lo chiude con un "Excel non è sufficiente", suggellando il tutto aprendo Access.

Ora, Access.

Nel lontano 2004 ho tenuto in mano, sonnecchiandoci sopra per circa 160 ore lavorative, un manuale di oltre 700 pagine di Access. Ricordo la pesantezza dell'inglese in cui era scritto. Ricordo la pesantezza delle pagine che mi scorrevano sotto alle dita. Ricordo la pesantezza delle palpebre e dell'aria impregnata di polvere che respiravo. Ma di Access, porcatrota, di Access non ricordo proprio un cazzo.
Mio marito ha passato le ore successive a lavorarci su (io all'1 di notte ho allargato le braccia dicendo AU REVOIR) e poi tutto oggi, in modo da svegliarmi dal mio coma postprandiale con un lapidario
"A febbraio sei sotto di 30 euro".

Io dico, ma il risveglio con un bacio, quello romantico del principe azzurro, è passato di moda?
(per chi non parla lo spagnolo: "se stai soffrendo più per denaro che per amore, congratulazioni, sei maturato!")

Il giochino è cercare di capire quanto riusciamo a risparmiare in vista delle spese di un trasloco + apertura nuovo mutuo per una casa nuova etc.
Ma non dovrei affatto preoccuparmi, tanto sta casa non la venderemo mai...

sabato 14 novembre 2015

Parigi

Ieri sera atterro, e le prime notizie arrivano. Di un mondo brutto, di un mondo di terrore.
La follia degli stupidi.

mercoledì 9 settembre 2015

Sgradevoli "a volte ritornano"

Il mio ex PM mi ha telefonato oggi, che è giornata di fuoco per una serie di contrattempi e 4 ore di sonno appena sul groppone.

Il mio ex PM è quello di belle serate insieme e cene con colleghi di altissimo livello. Sì, è sarcasmo quello che sentite.
Erano giorni che lo pensavo perchè ho a casa ancora il PC di quel progetto, che non è mio ma della azienda cliente. Proprio lui aveva insistito in maniera esagerata che DOVESSI TENERLO A TUTTI I COSTI perchè nel caso servisse, dovevo poter collegarmi alla rete del cliente che è blindatissima per fare interventi spot. Questa cosa non è mai avvenuta, anche perchè col cazzo che abbiamo ancora un contratto assieme, ma tant'è: il pc è ancora a casa mia.
Bene, in 10' di telefonata è riuscito a mettermi a disagio più volte e a dire una montagna di st...upidaggini. In particolare:
PM "sai che nel frattempo, Collega Omofobo è diventato papà? Te lo passo e ti racconta i dettagli!"
IO "ehm, grazie, ma mi basta una fotografia, congratulazioni Collega Omofobo"
PM "no lui ti manda la foto e io ti racconto i dettagli di come ha concepito il bambino...AHAH come sono simpatico"
IO ".....scusa mi chiamavi per qualcosa di lavoro?"
PM "ahhh è vero che con te non si può dire NIENTE DI SESSUALE. Ti dà fastidio, eh? eh?"

ZIOCANTANTE MA CHE DITO IN CULO QUEST'UOMO.

Comunque ha chiesto ripetutamente se mi mancavano, tutti loro del bellissimo team.
Non te l'ho voluto dire solo per non darti un grande dolore: NO, NON MI MANCATE. PROPRIO PER UN CAZZO.

giovedì 19 febbraio 2015

The climb

Ieri sera in auto tornavo dall'IKEA, guidavo e ho ascoltato questa canzone. Mi prenderete per scema, ma ho pianto. Sì, per una canzone di Miley Cyrus, assolutamente ho pianto. Goccioloni grossi, che cadevano dagli occhi nemmeno mi fossi sfregata col peperoncino.
Semplicemente ascoltavo le parole e mi ci ritrovavo perfettamente.
Ricordate il mio entusiasmo, le mie speranze per il mio prossimo futuro, i progetti, la mia determinazione?
Ecco, niente da fare. Non è il momento, sono successe delle cose che esulano completamente dalla mia volontà e non c'è spazio per la mia autodeterminazione, per i miei desideri, per la mia salute: è tutto in secondo piano, in un tredicesimo o quattordicesimo piano a dire il vero, e senza ascensore.
Resto nella mia vita, resto a fare il mio merdaviglioso lavoro, e rimando a data da destinarsi tutto.
Non sorrido, non finisce bene, non c'è una vetta da cui guardare il mondo alla fine del viaggio, solo dovere e nient'altro.
Chi aveva pensato che sputassi nel piatto in cui mangiavo sarà contento, penserà che finisce tutto per il meglio, per quanto mi riguarda si tratta solo di un ergastolo da cui non si esce, un fine-pena-mai.
Cos'ho fatto nella mia scorsa vita per meritarmi questo, onestamente non lo so ma penso di essere stata una persona orrenda, ecco, altrimenti non mi spiego.
Non posso entrare nei dettagli, ma prevengo una serie di domande che nasceranno spontanee: 
"non c'è proprio niente che tu possa fare?" risposta "no". 
"Non c'è margine per almeno chiedere un part time o lavorare in maniera diversa, cambiare mansioni etc?" risposta "no". 
"Si sa per quanto tempo dovrai restare in questa situazione?" risposta "no".


Raga che devo dirvi? Navigo a vista. Non so più niente, non ho certezze e al massimo posso dire che c'è una nebbia del diavolo. Sogni, speranze...tutte cazzate. L'unica cosa che mi resta è andare avanti e contare sulle mie forze. Quelle che mi restano, perlomeno. I miei medici nutrizionisti hanno fatto dei test che indicavano livelli di stress "completamente fuori scala" (testuali parole), si sono spaventati.
Io non sono nemmeno più spaventata, so solo che o victoria o muerte.
In alto i cuori e sguardo all'orizzonte: due post fa dicevo che vedevo la luce in fondo al tunnel. Mi ero sbagliata, era proprio un treno.

domenica 7 dicembre 2014

Qualcuno mi fermi

Non sono mai stata una persona diplomatica, ma anni di lavoro su progetti internazionali mi hanno temprata al silenzio.
Piuttosto che dire qualcosa che potrebbe offendere qualcuno, che potrebbe suonare insolente, che potrebbe essere motivo di confronto in cui dovermi esporre con le mie idee ben radicate e abbastanza radicali su temi scottanti, preferisco assumere un'aura di indifferenza e tacere. Non è che abbia paura del confronto, ho paura di non sapermi trattenere dall'esprimere il mio disprezzo verso persone con cui sono comunque costretta a lavorare per altri x mesi.

Tanto per fare un sunto scottante a scanso di equivoci: sono pro eutanasia, aborto, matrimoni e felicità gay, odio i fascismi vari, assolutamente pro diritti agli immigrati, ma contraria al parassitismo dei cosiddetti zingari italiani e non, sono simpatizzante della sinistra estrema ma orrificata dai rappresentanti della sinistra estrema italiana (anche se li ho persi di vista da un po'...sono tutti morti???), vorrei sbattezzarmi, sono rigida nel seguire regole e divieti, se c'è scritto "80 all'ora" vado a 80 all'ora anche se mi fanno i fari, credo che i poliziotti non siano cattivi se non per alcune mele marce che rendono vano il lavoro di tanti, odio la corruzione e chiedo pene certe e più severe per i recidivi.

Fatto? Quasi. C'è di più ovviamente ma magari così vi siete fatti una idea.

Ieri sera eravamo, io e alcuni miei colleghi con cui sono in trasferta qui negli Stati Uniti, a cena in un pub della zona.
Parte il racconto di questo mio collega che ha appena 30 anni e guadagna più o meno 6 volte il mio stipendio (quindi si può dire persona preparata, con una certa cultura, che ha già girato il mondo).
Racconta di come quando era alle medie e viveva a Napoli ci fosse questo ragazzino in classe che era omosessuale (non lo chiama così, ma con un epiteto infelice che indica un certo sprezzo). E racconta di come gli facessero "scherzi goliardici" per insegnargli che la vita era difficile e lui era meglio si preparasse.
Il bersaglio della classe era proprio lui, in quanto omosessuale e diverso.
Io scuoto la testa perchè mentre raccontava di scherzi al povero giovane ragazzino (ricordiamoci come eravamo a 14 anni, please), tutti ridacchiano per la riuscita degli scherzi. Il mio collega infarcisce il racconto con l'episodio in cui il ragazzino va dal preside, e la classe reagisce omertosamente fingendo, compatta, di non sapere chi fossero i colpevoli.
Scatta un dibattito in cui nessuno riesce a ribattere alla frase del mio collega che dice "lui era il più debole, e in quanto più debole lo menavamo", e qui io seriamente non ce la faccio più.
Faccio un ENORME sforzo di diplomazia per non rovesciargli addosso il piatto e le posate, e gli dico che il ragazzino è il più debole solo perchè il branco lo rende il più debole. Se si mettono in 100 contro uno, chi è il più debole? Non c'entrano NIENTE ovviamente le qualità di una persona, è solo che il gruppo decreta la vittima e quella, in minoranza, evidentemente non può contrastarli.
Mi fermo lì lasciando il mio collega a elaborare per un nanosecondo l'informazione, che sicuramente viene immediatamente accantonata (ormai è radicata in lui una convinzione che nemmeno l'EVIDENZA può negare) ed evito di andare avanti col mio ragionamento perchè altrimenti avrei dovuto dire VERAMENTE cosa pensassi.
E cioè:
1) le dinamiche tra ragazzetti 14enni sono tipo le seguenti: un leader carismatico si accorge di avere presa su una massa di adolescenti amorfi. Usa questa influenza per sentirsi importante e per gratificazione personale. Ha paura di perdere la sua figura di leader, perciò perchè è UN VIGLIACCO cerca una preda che sia facilmente distinguibile dagli altri (il "diverso" per enne motivi, ma ne basta uno) in modo che nessuno che usi il cervello se non per farsi le seghe e guardare porno (a quell'età che altro fai?) possa farsi domande morali.
2) gli altri adolescenti, che sono perlopiù amorfi, vorrebbero avere il carisma del capo carismatico, perciò LO SEGUONO E LO COPIANO. Si sentono accettati e corroborati dal fatto che tutti sono esaltati dal fare la stessa cosa, che se viene fatta dal capo carismatico non può che essere figa e li assurge al ruolo di fighi. Usare il cervello è una opzione non contemplata (se non per farsi seghe etc etc).
3) il ragazzino che è preso di mira e che denuncia è un grandissimo figo perchè HA DENUNCIATO, ha provato a reagire. Sta alla scuola e agli adulti proteggere la sua crescita e punire i colpevoli. E' una gravissima mancanza se la scuola non lo fa (come sembra essere successo).
4) SE ALL'ALBA DEI 30 ANNI E UNA LAUREA NON SEI IN GRADO DI CAPIRE QUESTE COSE, SEI UN GRAVE MINORATO MENTALE. SEI UN IDIOTA SENZA SPERANZA E MI FAI VOMITARE.

Ebbene sì, sono sicura che non l'abbia capito, e sapete perchè?
Perchè ha avuto il coraggio di dire che se sei il papà dell bullizzato (cioè del ragazzino) probabilmente sei in imbarazzo nel consolarlo perchè pensi che tuo figlio è un po' sfigato, mentre se sei il papà del bullo fingi di rimproverarlo, ma in realtà...
Ma in realtà questa è la mentalità imperante: COLPEVOLIZZIAMO LA VITTIMA. Ha qualcosa di sbagliato e perciò IN FONDO SE LO MERITA. Se fosse come tutti gli altri allora non sarebbe uno sfigato e non le avrebbe prese.
Questo è l'esempio eclatante di quella mentalità DIFFUSISSIMA che leggo e ascolto e che dice CHE LA VITTIMA UN PO' SE LA VA A CERCARE.




Un po' se la va a cercare.



Un po' se lo merita.



Chiunque la pensi così: mi fate vomitare. Vo. mi. ta. re.
Ed è per questo che prego e spero esista una civiltà, nel mondo, in cui questo modo di vedere le cose è SBAGLIATO e PUNITO. Ce lo meritiamo, sapete? Finchè persone che non sono in grado di vedere come sia sbagliato educare alla vigliaccheria e colpevolizzare chi viene sopraffatto da un gruppo numeroso avranno diritto di voto, questo è il risultato.
E a me tocca lavorare con queste persone fino a forse maggio dell'anno prossimo. Il mio project manager (49 anni) rideva, i miei colleghi ridacchiavano (40+ anni).
Poi mi dicono perchè mi voglio licenziare e mandare affanculo tutto.

giovedì 31 luglio 2014

Immagini

Domani prenderò gli aerei che mi riporteranno a casa.
Di queste tre settimane mi resterà la spossatezza, il ricordo di NY, la sensazione che tutto il mio team sia in preda all'ormone pazzo.

Andiamo con (dis)ordine:
Lavoro 10 o 11 ore al giorno, ho a malapena il tempo per dormire e cercare di riposarmi. Quando sono arrivata all'aeroporto per andare a NY, mi sono resa conto di come fossi già non stanca fisicamente, ma mentalmente. Per fortuna, Gao con la sua gentilezza e ospitalità mi ha davvero fatto dimenticare il lavoro, complice anche una delle città più belle del mondo che è stata la vera protagonista del weekend.
Mi ha fatto camminare tanto, in modo da vedere tanti scorci suggestivi. Attraversare il ponte di Brooklyn (non sapevo nemmeno si potesse attraversare) e godere della skyline e del vento che rinfrescava è stato credo il momento che mi è piaciuto di più in assoluto. Non posso che ringraziarlo per l'ospitalità e per l'estrema disponibilità...non credevo si potesse fare così tanto per un ospite!

Tornata dal weekend l'intero team (e sono svariate persone) mi ha subissato di domande, stupendosi che il mondo sia ancora un posto dove si fanno nuove conoscenze e dove una serena esperienza sia possibile. Tendo a pensare che la gioiosa apertura a fiduciose esperienze nei confronti di sconosciuti sia davvero un fatto in estinzione...io stessa mi rendo conto come siamo tutti diffidenti a causa di tutto quello che succede nel mondo, ma spero di restare sempre abbastanza fedele a questo desiderio di conoscere persone, sperando sempre di fare begli incontri. Forse è l'attitudine che fa la differenza, e la mia sensazione è che le persone che lavorano con me abbiano proprio esaurito la fiducia negli altri.

Un'altra cosa che ho notato nei miei colleghi, tutti uomini non single, è l'aumento esponenziale (oltre che della stanchezza a lavoro) delle battute di bassissimo, ma proprio bassissimo livello che non solo si sprecano, ma si moltiplicano come conigli in primavera, man mano che passano i giorni. Arrivati alla terza settimana di permanenza forzata dall'altra parte del pianeta, credo di assistere impotente a delle tempeste ormonali non indifferenti. Dal collega insospettabile che riceve un rimborso inaspettato dall'erario e che esprime il desiderio di festeggiare avvalendosi dell'ausilio di donne compiacenti e fatturanti (sottolineando pleonasticamente il plurale), al capo caciarone che mi chiede se immagino mai qualcuno dei miei colleghi intento a pratiche intime (giuro) (la mia risposta: no).
Non che io voglia fare la bacchettona, nè che non comprenda le naturali e fisiologiche necessità, ma la cosa mi avvilisce un poco, in quanto non posso nè dire quello che penso, nè rispondere a tono. E' difficile spiegare le dinamiche di un team dove si vive per alcune settimane perennemente a contatto gli uni con gli altri, un po' come se fossimo in barca, con spazi personali limitati e tempo libero che rasenta lo zero. Essendo poi io un elemento destabilizzatore (perchè non sgomito per fare battute, non mi devo rasare la barba e limito le parolacce in pubblico) quando se ne fanno scappare una mi guardano per controllare la reazione. Vorrei essere invisibile in quei momenti, ed entro in modalità milanese-sulla-metro-all'ora-di-punta. E' quel potere che si acquisisce con gli anni a forza di prendere la metro, quando sei tutto schiacciato col gomito del vicino piantato nei fianchi e la fronte premuta contro il vetro della porta, eppure fingi di essere disperatamente solo in quel vagone. Però qui non funziona tanto, forse ha un raggio di azione limitato ai mezzi pubblici...peccato.
Collega Sportivo (Sporty Spice ahah) ha cominciato a tendermi agguati verbali come si faceva alle elementari, peraltro: ha capito cosa mi dà fastidio, e continua a farci battute sopra.
Anni di parenti che si divertono da matti a farmi incazzare dovrebbero avermi temprata, ma mi accorgo che è tutto inutile...mi incazzo lo stesso. La sensazione è quella del bambino che ti tira le trecce per dimostrare simpatia. Dentro di me medito di abbassargli il menisco fino alla caviglia con un calcio ben piazzato, ma cerco di ricordare che la violenza non porta mai a nulla (e poi è più grosso di me, parliamone), e abbozzo malamente.

Forse un giorno imparerò la Pazienza, per ora sogno ad occhi aperti di avere la risposta pronta, cosa che non ho. Il mio unico SuperPotere è quello del jet lag. Ne sono immune. Io arrivo, mi corico, dormo. Fine. Non importa che ore siano, non importa se ho già dormito: mi adatto.

venerdì 25 luglio 2014

New York, New York

Ciao a tutti,
QUESTO POTREBBE ESSERE IL MIO ULTIMO POST!!!

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ok, vi devo raccontare per bene...
Stasera prendo un aereo per NY, e vado a trovare Gao. Tra i blog a sinistra c'è anche il suo, è un gentile e cordiale padre di famiglia. Seguo il suo blog da anni (anche se non lo aggiorna più tantissimo, che dispiacere), penso che sia stato estremamente disponibile a dirmi di potermi ospitare, spero faremo un giro per NY assieme, magari vedremo un concerto jazz nel Village, sarebbe gradevole.

Ok, detto questo, sono TUTTI terrorizzati che io finisca in un fosso dentro un sacco nero, probabilmente a pezzettini, entro domenica sera. L'unico che è tranquillo e che mi ha dato la sua benedizione è mio marito, che amo tanto e che ringrazio per capirmi e per fidarsi del mio giudizio.

Il suddetto Gao, orribile serial killer sotto mentite spoglie, nel frattempo mi manda una placida email in cui mi chiede se preferisco il latte scremato o quello intero per colazione, una PERICOLOSISSIMA colazione a base di cereali.

Se è vero che sia io che Gao potremmo essere a disagio, e nel caso andrò a dormire in albergo, ve lo giuro!!!, è anche vero che io sono fiduciosa che due persone adulte, sposate ed educate potranno passare del tempo assieme pur non conoscendosi tanto, in una delle città più belle del mondo.

Io ringrazio tanto per l'ospitalità questo expat che evidentemente è aperto al mondo e alle amicizie. Spero di passare un bel weekend alla scoperta di New York City.










Nel frattempo, se non aggiornassi più il mio blog, sapete chi è stato!!!!

lunedì 26 maggio 2014

Peculiarità

Due o tre cose che ho notato qui:

1) Le anatre sono grandi il doppio del normale. Immense, giganti. Persino i piccoli che sono ancora implumi, sono grandi come una paperella del parco di Porta Venezia a Milano.
2) i camerieri oltre ad essere super gentili, si ricordano di solito chi ha ordinato cosa. Contando che sono in un gruppo di dieci persone, è notevole! Non chiedono praticamente mai "di chi è questo piatto?", te lo posano con leggiadria e bon, è il piatto giusto.
3) la segnaletica orizzontale mi confonde un pochino, ma è superabile: le strisce pedonali sono diverse, due righe parallele che tagliano le carreggiate in corrispondenza di un incrocio, per esempio. Se devo girare a destra e vedo la striscia continua, penso di star andando contromano e mi fermo. Sulla segnaletica verticale mi viene da sogghignare, visto che ci sono grandi cartelli gialli che spiegano con un sacco di parole spesso cose ovvie ("se fa freddo potrebbe ghiacciare" o  cose così). Ma non distraggono? A me sì.
4) Hanno la macchina "Jetta", ne ho guidata una. Credo che in Italia non l'abbiano comperata in tanti quando tanti anni fa era stata lanciata, per via del nome.
5) L'aria condizionata (A/C nel parlato) è davvero forte come ricordavo. C'è. Sempre. Non importa che temperatura faccia fuori. Capisco perciò questo uso spropositato di tessuti sintetici: se li usassero in Italia d'estate, sarebbero morti di caldo e sudore nel giro di due ore. Invece nei 19 gradi medi dell'ufficio, ha un senso.
6) Ci ho messo una settimana a far capire alle donne delle pulizie dell'albergo che non volevo l'A/C in camera. Uscivo e la spegnevo. Tornavo, ed era al massimo, le tende volavano. No, no, grazie, no. Finalmente pare l'abbiano afferrato.
7) In televisione tu non guardi un programma, guardi la pubblicità. Ogni tanto c'è una scena o due (AL MASSIMO!!! un cambio scena, capite? due o tre minuti di storia!!!) di un telefilm, e poi ricomincia la pubblicità. Pensate stia scherzando? Evidentemente non guardate l'Abc, l'Nbs, la Cbs e compagnia cantante, è lapalissiano. Le pubblicità sono anche carine, alcune. Ma ti bombardano di pubblicità di farmaci, me lo ricordavo ma è più di quello che il mio cervello accetta come "tollerabile". Soprattutto perchè non puoi dire in 10 secondi "usa questo nuovo prodotto, fa miracoli!" e poi la pubblicità continua con 30 secondi circa di spiegazione degli effetti collaterali tremendi che possono capitare. Cioè, è giusto, ne? Ma io mi domando...no non me lo domando. è così e basta.
8) Si mangia da schifo se non hai una cucina. Intendiamoci, si trovano UN MUCCHIO di cose dal sapore egregio, sfizioso, buono. Ma poi leggi gli ingredienti...tra le 3 e le dieci 10 DIECI righe di ingredienti per cose che dovrebbero avere 3 o 4 cose in teoria; è tremendo. C'è di buono che ci sono molte scelte veggie, ma tutto ciò che dice "healthy" probabilmente non è healthy per niente di niente di niente. Io mi sto spaccando lo stomaco, mangiamo fuori ogni volta. L'unica cosa che sono riuscita a fare è stato comperarmi un avocado e un pomodoro per farmi la colazione al mattino un paio di volte. Per il resto, tutto cibo cotto, preparato da altri. Non ne posso PIU', seriously. Ho dovuto supplicare per della frutta nella colazione del mattino...non ci siamo proprio!

La cittadina in cui sono finita comunque ha molte gallerie d'arte (spesso, fallite e abbandonate), più di un teatro, e una via principale che si anima relativamente abbastanza per gli standard di qui. Non è una grande città, ma per me è meglio: niente ore piccole, qui si lavora!!!



domenica 2 marzo 2014

Odio le persone stupide

Conoscere persone in età adulta è una bella fregatura.
Primo, perchè non ho più l'apertura mentale di chi è adolescente e vorrebbe che le amicizie durassero "per sempre".
Secondo, perchè man mano che l'amicizia si approfondisce ti rendi conto molto più del necessario dei difetti degli altri.
Personalmente, immagino che anche chi si approccia a diventarmi amico sia stupefatto dalla mia incapacità ad essere più flessibile, oppure alla mia inettitudine di fronte ai drammi quotidiani vissuti in prima persona dagli altri. Più che inettitudine penso sia poca empatia: trovo molto stupide le lamentele di chi si ferma a guardare i propri piedi e poi dice "non succede mai nulla nella mia vita". Oppure si mette con un uomo che dice a lettere cubitali "non voglio avere figli" e poi si lagna per anni dicendo "eh ma io voglio figli". E ne ho di esempi così eh, e mi indispettisco quando mi chiedono consiglio e io dico la mia, piattamente, senza cercare di dire pietose bugie, senza prenderle per quello che sono: persone stupide.
Sei una persona stupida se non vuoi sentirti dire quello che penso, e me lo chiedi dicendo "sii sincera". Sei una persona stupida se permani nelle tue fantasticherie e poi vuoi che esse siano realtà senza sforzo alcuno. Sei una persona stupida se le tue fantasticherie sono così lontane dai DATI DI FATTO, e poi ci rimani pure male se qualcuno ti mette di fronte la realtà così com'è.
Certo, io non ho nè le risposte nè una soluzione adeguata per tutti i problemi di questo mondo (non dei miei, figuriamoci i vostri). Ma di sicuro se il cielo è blu, vi dirò il dato di fatto: il cielo, caxxo, è proprio blu. Ora toglietevi gli occhiali rosa che indossate sempre, e prendete atto della cosa.

lunedì 2 settembre 2013

Myazaki Annuncia il ritiro

E io piangoooooooo NOOOOOOOOOO!!!
http://cinema-tv.corriere.it/cinema/speciali/2013/venezia/notizie/2013-34-ulivi-Miyazaki_6e88ebb8-130d-11e3-b29f-7fb8749168ea.shtml

Ok, niente panico, niente panic...NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!

E se per qualche OSCURA E ASSURDA RAGIONE non avete mai visto nulla di suo, fate ammenda e procuratevi "Laputa - castle in the sky", "Il castello errante di Howl", tutta la saga ecologista e avventurosa di "Conan - il ragazzo del futuro" e perchè no, il film premio Orso D'Oro al festival di Berlino "La città incantata". Ce ne sono tanti altri, ma io consiglio la visione ALMENO di questi, e in quest'ordine.

Ora, scusate, torno a disperarmi.

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!

sabato 18 agosto 2012

Domani si va

Dopo qualche giorno in montagna in una spa & wellness davvero niente male, in cui mi sono immersa nella piscina termale, fatto l'idromassaggio, massacrata con la sauna per errore, provato il calidarium (bagno turco), usato tutte le docce (quella cromoterapica, quella a pioggia, quella a secchio di acqua gelata, quella con i getti laterali), ora sono pronta ad affrontare il prossimo viaggio: in Umbria, per circa una settimana.
So già che morirò soffocata dal caldo, so già che rimpiangerò di non essere in alta montagna, ma Claude alla fine si è deciso per questa meta e per un itinerario enogastronomico e io me ne sto. Almeno l'hotel dove alloggeremo ha la piscina e mi sa che ne usufruirò parecchio.

Per ora comunque sono in brianza dove non piove da un mese, il sole sembra sempre a picco a qualunque ora e io mi domando perchè vivo in pianura. Seriamente, è da pazzi.
Ho ancora gli occhi pieni delle montagne che adoro: io sono fatta per abitare là, eppure sono inchiodata qui. Che palle.