giovedì 24 dicembre 2009

Odissey (dovere di cronaca)

Va bene, è l'una e mezza di notte e domani sarà una giornata campale.
Primo perchè mi sento meglio e devo ancora prendere un regalo a Claudio. Sì, domenica dovevo infilarmi la tutina rossa etc etc, invece alla fine ho infilato le ciabatte e ho perso un cifro di tempo a guardarmi cartoni su youtube. Il massimo della maturità.
Scusate, ma sono distratta, sto guardando questo video

riuscirò a concentrarmi? Faccio troppe cose insieme :-P
Fuori piove perchè le temperature sono aumentate. Cosa che so solo per averlo letto su internet, visto che non mi azzardo a mettere il naso fuori da quando sono tornata lunedì sera dal delirio totale che le nostre meravigliose, efficienti, sottovalutate Ferrovie dello Stato privatizzate o forse no ci hanno regalato.
Vi racconto com'è andata solo perchè vorrei sottolineare come siano BUGIARDI, mentitori e FALSI quelli come Moretti (amministratore delegato di trenitalia) nel dire che le linee praticamente funzionavano e ci sono stati pochissimi blocchi.
Lo ammetto, non dev'essere stato facile gestire il putiferio totale che è capitato lunedì sera (per non parlare dei due giorni successivi. 72 ore di passione piena).
Il problema però è che in un paese in cui il management investe e non taglia solamente non si avrebbe questa catastrofe da terzo mondo.

Pensiero ricorrente durante la serata: "E' come se in Burkina Faso avesse nevicato. Non hanno mai visto la neve, non sanno cosa sia, non sono attrezzati. E' evidente".

Lunedì già mi sentivo male, ma dovevo andare a lavoro. Sapevo della nevicata in arrivo, infatti il mio abbigliamento constava di 6-strati-6 più il cappotto, sciarpa e qualcosa di non troppo dissimile a un cappello (non potete capire cosa sono i miei capelli: non sopportano la presenza di qualcosa di costrittivo come un cappello, e disarcionano tutto ciò che ci assomiglia troppo).

Finchè ho percorso la metropolitana rossa tutto bene: erano le sei di sera e sono scesa al capolinea nord, che coincide con la stazione da cui partono i treni per monza, chiasso e bergamo.
Entrata in stazione f.s. la scena era surreale: avete presente le panoramiche che fanno sempre nei film quando mostrano la Borsa di Wall Street? Quelle scene in cui la gente è spiaccicata l'una sull'altra, tutte con le mani alzate sventolanti, tutte urlanti, che non si capisce niente. Ecco, sì, come livello di casino ci siamo. E vorrei sottolineare che era una stazione piccola. Piccola, non monitorata dai giornalisti e totalmente presa d'assalto.
Non ho capito subito cosa stesse succedendo, non avevo mai visto così tanti passeggeri a Sesto San Giovanni.
Fuori il paesaggio era bellissimo: nevicava copiosamente, le luci in strada proiettavano ombre allungate sulle auto in fila che schiacciavano sul pedale di stop accendendo la coda come un lungo albero di natale.
E io avevo le mie cazzo di sneakers geox. Sneakers. Con già almeno 20 cm d neve per terra. Mi sono sentita stupidissima per non aver messo gli stivali al mattino.

Guardo il tabellone delle partenze e comincio a presagire una lunga serata: i treni segnalati in partenza sono 4, ma le lucine che lampeggiano non smettono di lampeggiare. Come dire...i treni "stanno partendo" da ore, fermi sui binari come macchine morte. Tutti gli altri treni sono di troppo tempo fa: un'ora fa, mezz'ora fa, due ore fa...c'è un treno per chiasso che come ritardo dà IND che sta per INDETERMINATO. Come dire, e chi lo sa?
Il volume dell'altoparlante è troppo basso per il vociare intenso delle troppe persone presenti, perciò ci si spinge tutti sotto per carpire le parole dell'annunciatore automatico.
Qualcuno mormora che c'è un blocco a monza, e che finchè non lo risolvono le linee ferroviarie sono interrotte. Io però vedo in partenza anche dei treni per garibaldi (stazione di milano piuttosto centrale) che non dovrebbero passare per monza, eppure anche questi treni sono fermi.

C'è ancora lo sportello trenitalia aperto: decido che, siccome non ho niente da perdere, faccio la fila e chiedo informazioni alla fonte. In fondo l'uniforme verde e rossa mi dà sicurezza. Lui è di trenitalia. Lui sa.
Due persone davanti a me devono fare biglietti per i giorni successivi (poveretti, in bocca al lupo!), e il sistema pare bloccatissimo persino per queste elaborazioni di routine. Passano almeno 20 minuti e poi è il mio turno. Pongo con il massimo della cortesia che riesco a sfoderare le domande che mi premono: "Perchè non vedo segnati treni della linea S9?" "Sono stati cancellati treni in quella tratta?" "Si sa quando passeranno, contando che sono schedulati ogni quarto d'ora?" Il signore anziano vestito di verde e rosso mi guarda e ringhia la risposta: lui non sa niente. Non posso guardare il tabellone (me lo indica con un dito)?
Io cerco di fargli capire che non mi basta perchè su quel tabellone si sono accumulati treni di troppe ore fa e fisicamente non c'è abbastanza spazio per contenere anche le informazioni sui treni che interessano a me. Forse, azzardo, lui ne può sapere di più parlando con quelli della "centrale operativa" che gestisce i tabelloni ...
L'impiegato trenitalia quasi si mette a ridere, mi indica la parete bianca e sporca di fianco a lui e dice che al di là del muro ci sono gli sfigati che scrivono i tabelloni, e che ne sanno meno di tutti: sono loro la sua "centrale". Sconforto...
Mi viene in mente che esistono dei bus che collegano Lissone a Sesto San Giovanni: gli chiedo se ne sa qualcosa e lui dice che nongli compete. Mi liquida in maniera sbrigativa, ma lo capisco: tanto non sa niente di niente.
Esco dalla stazione, ed è circa un'ora che sono in attesa. La neve è farinosa e secca, indice di una temperatura bassa. Ho il mio ombrello e sono vestita pesantemente, altrimenti raffreddata come sono non me la caverei bene. Le fermate dei pullman a sesto san giovanni sono un delirio. Non si capisce niente, i pullman hanno nomi impossibili (z221, 727, z227 etc) e non ci sono le fermate scritte sopra, spesso nemmeno gli orari. Le banchine sono posizionate lungo un percorso di circa 150 metri su due/tre file, perciò ora che lo giro tutto ho fatto in tempo a vedere due persone volare per terra (c'è ghiaccio insieme alla neve!!!) e a farmi entrare neve nelle scarpe.
Spazzaneve: nemmeno l'ombra.
Spargisale? Idem. Sale per terra: assolutamente impossibile da notare, ma penso non ci fosse: la neve ha attaccato uniformemente in tutto il parcheggio dei bus.
Trovo un gabbiotto dove ci sono due conducenti della "Brianza trasporti". Cerco di parlare ma vengo scavalcata da due persone diverse prima di poter fare qualche domanda. La gente esasperata sta diventando prepotente. Brutto segno.
I conducenti mi dicono che l'autobus per lissone non passa da più di due ore. E la previsione è impossibile da fare. Un altro "INDEFINITO", come il treno per chiasso (che tra parentesi mi farebbe comodo partisse visto che mi va bene per tornare a casa!!!).
Per camminare in mezzo alla neve del parcheggio bus e avere delle informazioni impego tantissimo: sono stanca, infreddolita nonostante i vestiti pesanti, ammalata, con lo zaino del pc che pesa e una borsa Piquadro ingombrante che vorrei scagliare via lontanissimo, l'ombrello che impiccia e la sciarpona di lana che mi pizzica il naso. E in tutto questo tempo, scopro tornando in stazione, sono partiti solo DUE TRENI verso MILANO! Treni che dovevano partire quasi tre ore prima!!!
Trovo un posto libero a sedere e mi ci piazzo al volo. C'è uno strano fermento, per questo sono tutti in piedi: lo scopro parecchi minuti più tardi, quando un involontario flash mob mi si presenta davanti agli occhi: l'annunciatore automatico sussurra qualcosa dall'altoparlante, la voce si sparge come fuoco vivo, la folla ondeggia un secondo e poi...parte a correre tutta insieme. UN treno, UNO solo, è pronto a partire: e tutti ci si buttano a pesce. Incredula, scopro che è un treno che va bene anche a me. Non sono FORTUNATA, sono di più: miracolata, baciata dalla fortuna, mettetela come volete. Mi precipito al binario giusto, ma sono scoraggiata, perchè sono dietro alla massa di gente. Ma trenitalia vuole darmi una mano, è evidente: le porte di una carrozza senza riscaldamento e senza energia elettrica (quindi totalmente al buio ed è già notte) mi si aprono davanti. E' amaro dover dire che non avrei mai trovato posto a sedere se non fosse stato per questa sfortuna. Ormai di freddo ne ho preso così tanto che la carrozza gelida mi sembra normale. Tra l'altro, NON è una cosa nuova: mi capita spesso di tornare la sera con treni non riscaldati. Efficienza trenitalia.
La novità è l'essere totalmente al buio: un tantino inquietante, ma la carrozza si riempie veloce di pendolari coraggiosi.
Dico coraggiosi sul serio: non sentivo nessuno lamentarsi davvero. Le voci ricorrenti erano pragmaticissime: "domani sto a casa" e "meno male che siamo sul treno (col sorriso sulle labbra)".

Il treno è rimasto in stazione diversi minuti con le porte aperte. Non ho idea di quanto ci sia voluto prima che ne passasse un altro. Di sicuro il mio aveva segnalato a tabellone "80 minuti di ritardo".
Ottanta minuti, se la matematica non è una opinione, sono un'ora e venti minuti. E i treni prima? Non vengono segnalati perchè semplicemente non sono partiti: niente ritardo da calcolare...semplicemente non ci sono proprio.

Arrivo a Lissone impiegandoci mezz'ora invece dei soliti 10 minuti. Tornando a casa a piedi mi aspetta un'altra bella sorpresa: ghiaccio e neve ovunque. Nè sale nè spazzaneve, non passeranno fino al martedì alle 10e30 del mattino. Scandaloso e disgustoso.

Da lì in poi non so più nulla. Mi sono buttata sotto alle coperte e a parte guardare qualche dvd sul pc e leggere i vostri blog, non ho fatto molto. Beh, ok, una minima ho lavorato da remoto, ma poco poco...

Scusate se il racconto è stato lungo! Torno a dormire sperando domani di stare bene. Auguro a tutti un sereno natale e santo stefano e chi più ne ha più ne metta. L'importante è: NON CREDETE AI TELEGIORNALI. Non credete nemmeno al sito TRENITALIA. Non è vero, vi nascondono la verità e cioè che non c'era nessun tipo di informazione, ci hanno fatto aspettare per ore, in tre ore sono partiti 3 treni in totale, di autobus nemmeno l'ombra.
Ciliegina sulla torta: ho sentito un amico che lavora a Porta Genova (zona sud-ovest di milano) e abita a Merate. Ci ha messo la bellezza di 5 ore e mezza a tornare a casa.
Cinque
ore
e
mezza.
All'una passata è andato a dormire.
Lui era in auto. Io ero col treno. Che alternative si avevano? Mongolfiera?

Moretti, dimettiti. Decorato, stai zitto!!! Formigoni...ma vaaaaffff....

9 commenti:

Gao ha detto...

beh almeno mi sembra che come salute nonostante le disavventure ti sia ripresa... o era l'adrenalina incazzogena?

Moky ha detto...

gesummaria... ma davvero??
Aspetta che mi vengono degli sprazzi di memorie passate, quando odisee simili le vivevo anche io...
Non cambia niente in Italia. L'inefficienza (con la "i" o senza? Che 'gnuranta che sono diventata...) e' una caratteristica italiana, citata spesso nelle guide turistiche per chi viene in Italia.

Spero tu stia meglio. E che gli spazzaneve e gli spargisale siano finalmente al lavoro.

Zion ha detto...

@gao: va benino, abbastanza per fare stasera la vigilia coi miei e domani viaggiare in auto fino in umbria dai suoceri. Sarà un luuuungo natale.

@moky: con la "i". gli spazzaneve qui in provincia sono passati una sola volta. spargisale nemmeno l'ombra. e dire che la giunta comunale è leghista, sai loro sono "gran lavoratori"...mavaaaaff... e due :D

palbi ha detto...

maronna! Se pensi che da penn station a newark in condizioni analoghe avro' fatto si e no 10min di ritardo c'e' davvero da essere disgustati!
Dai, fortunatamente adesso sei all'asciutto!!!
Buon Natale !

Zion ha detto...

@palbi: solo dieci minuti di ritardo non capitano nemmeno durante le giornate di sole e 20° e visibilità perfetta a milano. Sono commossa.

Emma W ha detto...

Dopo la mia esperienza lo scorso anno tutto quello che riuscivo a pensare guardando i telegiornali era: meno male che sono tornata in Sardegna!
Anche l'anno scorso la neve aveva bloccato Milano, per fortuna era dopo le vacanze.
Ma qualche strascico si è avuto anche qui: mio cug(ggg)ino è riuscito ad atterrare nell'isola alle 3 del mattino e molti ci hanno rinunciato.

Mi spiace per la tua brutta esperienza, spero che il primo natale nella casa nuova vi abbia rimesso in sesto!

Viviana B. ha detto...

La Lucianina è sempre uno spasso indicibile! La sua letterina a Babbo Natale, uno spasso totale!
Per quanto riguarda i treni, io grazie a Dio non uso Trenitalia, e devo dire che le Nord, tutto sommato, hanno funzionato quasi benino. Certo, con ritardi e treni soppressi, ma hanno funzionato e poi sono solo su tratte locali (quindi in un certo senso le scuso, perchè è come se non funzionasse una stradina comunale, mentre Trenitalia la paragono all'autostrada, che DEVE essere efficiente!).
Anche a me è venuto da pensare che in nord Italia a dicembre/gennaio può nevicare... mica siamo ai Caraibi, che diamine! Possibile che dieci centimetri di neve e si scateni l'emergenza neve, come la chiamano i tiggì? E poi erano almeno due giorni che televisioni, radio, protezione civile ci dicevano ad intervalli regolari che era in arrivo una perturbazione che avrebbe portato neve... Emergenza di che?!?
Altra domandina poco buona e decisamente poco natalizia: com'è che negli Stati Uniti, in Giappone, in Germania ed in altri Paesi evoluti i manager che toppano clamorosamente vengono licenziati o costretti alle dimissioni mentre da noi gli si danno premi, incentivi e, tutt'al più, se sono stati talmente bravi da far fallire un'azienda di rilevanza nazionale, li si mette a dirigerne un'altra?
Beh, a quanto pare mi sono dilungata troppo anch'io. Scusa, spero di non essere stata noiosa, ma con tutti i post ed i commenti che ho da recuperare... He! He! He! Un abbraccio e buonissime feste a te ed ai tuoi cari!

Archimede..Pitagorico ha detto...

ma si, su con la vita...

La Ele ha detto...

Un mio amico lavora in zona S. Siro e per tornare a Bresso lunedì sera ci ha messo tre ore e mezza.

Spazzaneve sinceramente non so, perché dopo la nevicata mi sono chiusa in casa... Però giuro che gli spargisale io li ho visti, almeno qui in città. Venerdì nel primo pomeriggio, prima che cominciasse a nevicare, me ne è passato uno di fianco mentre tornavo a casa. Poi non ricordo bene né dove né quando, ma ne ho visti altri due in azione.
Poi che non siano serviti a niente o non siano stati abbastanza, io non lo so...