giovedì 19 febbraio 2015

The climb

Ieri sera in auto tornavo dall'IKEA, guidavo e ho ascoltato questa canzone. Mi prenderete per scema, ma ho pianto. Sì, per una canzone di Miley Cyrus, assolutamente ho pianto. Goccioloni grossi, che cadevano dagli occhi nemmeno mi fossi sfregata col peperoncino.
Semplicemente ascoltavo le parole e mi ci ritrovavo perfettamente.
Ricordate il mio entusiasmo, le mie speranze per il mio prossimo futuro, i progetti, la mia determinazione?
Ecco, niente da fare. Non è il momento, sono successe delle cose che esulano completamente dalla mia volontà e non c'è spazio per la mia autodeterminazione, per i miei desideri, per la mia salute: è tutto in secondo piano, in un tredicesimo o quattordicesimo piano a dire il vero, e senza ascensore.
Resto nella mia vita, resto a fare il mio merdaviglioso lavoro, e rimando a data da destinarsi tutto.
Non sorrido, non finisce bene, non c'è una vetta da cui guardare il mondo alla fine del viaggio, solo dovere e nient'altro.
Chi aveva pensato che sputassi nel piatto in cui mangiavo sarà contento, penserà che finisce tutto per il meglio, per quanto mi riguarda si tratta solo di un ergastolo da cui non si esce, un fine-pena-mai.
Cos'ho fatto nella mia scorsa vita per meritarmi questo, onestamente non lo so ma penso di essere stata una persona orrenda, ecco, altrimenti non mi spiego.
Non posso entrare nei dettagli, ma prevengo una serie di domande che nasceranno spontanee: 
"non c'è proprio niente che tu possa fare?" risposta "no". 
"Non c'è margine per almeno chiedere un part time o lavorare in maniera diversa, cambiare mansioni etc?" risposta "no". 
"Si sa per quanto tempo dovrai restare in questa situazione?" risposta "no".


Raga che devo dirvi? Navigo a vista. Non so più niente, non ho certezze e al massimo posso dire che c'è una nebbia del diavolo. Sogni, speranze...tutte cazzate. L'unica cosa che mi resta è andare avanti e contare sulle mie forze. Quelle che mi restano, perlomeno. I miei medici nutrizionisti hanno fatto dei test che indicavano livelli di stress "completamente fuori scala" (testuali parole), si sono spaventati.
Io non sono nemmeno più spaventata, so solo che o victoria o muerte.
In alto i cuori e sguardo all'orizzonte: due post fa dicevo che vedevo la luce in fondo al tunnel. Mi ero sbagliata, era proprio un treno.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

:(
PRxT

Cecilia Costantini ha detto...

Ma noooooooooooooooooooo! Com'è possibileeeee?

ondalunga ha detto...

:(

un abbraccio e resisti!

clara ha detto...

ti abbraccio forte forte! <3

Anzeledda ha detto...

Ieri ho aperto il tuo blog, era da tanto, per vedere com'è andata e ho letto le brutte notizie.
Mi spiace davvero tanto, secondo me avevi tutte le ragioni per andare via.
Spero che la situazione si risolva presto e mi ha fatto piacere leggere nei nuovi post che almeno un po' la situazione sia migliorata.

Non ti scoraggiare, le cose cambiano e vedrai che miglioreranno.
In bocca al lupo per il futuro e un abbraccio grandissimo.