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mercoledì 15 giugno 2016

Incognite

La storia infinita di "cosa succederà domani?" è sempre lì, che si svolge vedendomi ora partecipante attivo, ora spettatore impotente.
Ad oggi la banca ha cambiato idea 4 volte (non una, quattro), lasciandoci in un limbo per la bellezza di 3 mesi e poi con un nulla di fatto da settimana scorsa.
Riorganizzarsi non è banale e soprattutto, siccome i tempi si allungano, dovremo per forza di cose andare in affitto.
Il problema vero è dove mettere i nostri amici pelosetti: Bella e Nero molto probabilmente non saranno accettati nel residence dove ci toccherà parcheggiarci, e trovare una alternativa non è facile. Dovranno comunque accettare il trasloco, e dovergliene fare due non è esattamente il massimo: ma non sono io a decidere, ho fatto del mio meglio per evitargli questo problema, ma davvero la vita ci rema contro. La parte di Speranza e Entusiasmo si è molto rapidamente spenta, e sono tornata a guardare il soffitto 4 o 5 volte a notte, a partire SEMPRE dalle 3 e 12 del mattino in poi. Ho una costanza eccezionale dell'aprire gli occhi sempre allo stesso orario, a volte un minuto prima a volte un minuto dopo, ma sempre un intorno del 12° minuto delle 3 AM.
E no, la via è silenziosa, non ci sono elettrodomestici che partono a quell'ora, non ci sono cancelli che sbattono, niente, è solo che la mia notte comincia ad allungarsi con veglie angoscianti a quell'ora. Poi mi riaddormento, poi mi risveglio ed è passata nemmeno un'ora, e via così fino a quando, esausta, di solito mi alzo con la sveglia che strilla e io che mi sento come se nemmeno avessi toccato il cuscino.
Di giorno a lavoro fisso il pc senza riuscire a schiacciare nemmeno un tasto, dopo che ho passato le ultime 3 settimane sputando sangue e lavorando più di 12 ore al giorno. Mi dico che devo superare questo momento, ma sono preoccupata e mi sento di non riuscire a trovare una buona via d'uscita: tutto quello che potevo fare l'ho fatto, eppure le banche ci hanno cambiato le regole del gioco, e nonostante io mi sia adattata e trovato una soluzione che stesse alle nuove regole, loro le hanno cambiate di nuovo, chiudendoci la porta in faccia: non ci arrendiamo, ci sono mille banche e troveremo quella giusta, solo che il tempo è scaduto. Dobbiamo lasciare casa.
Cosa faremo non ci è dato sapere.

domenica 29 maggio 2016

Ora che si sa

Ora che l'ho scritto, posso tediarvi con tutte le mie ansie, no? NO? ok, no.
Ho BISOGNO di esprimere l'ansia che ho perché sennò scoppio.

Anche perchè non posso fare niente, manco uscire a fare una passeggiata, visto che sono in stampelle.
Giovedì scorso stavo andando in stazione a prendere il treno e BAM, di nuovo una storta.
Ma non una storta e basta, la caviglia ha ceduto completamente, si è piegata in maniera orrenda, sono volata sul ginocchio dell'altra gamba facendomi un cratere immenso, e rovinando con estese macchie di sangue i miei pantaloni bianchi preferiti.
Mi hanno grattato via dall'asfalto due automobilisti che sono scesi per aiutarmi.
Una ragazza mi ha riaccompagnato a casa in auto, è stata gentilissima.
Nel mentre ho anche avuto un principio di attacco d'ansia, avete presente quando vi si chiude la gola e non riuscite a respirare? No, mai successo? Meglio per voi. Comunque ho capito che mi viene quando sono sottoposta a stress fisici molto forti (dolori acuti e lancinanti) in periodi di già forte stress emotivo (oh, la mia vita è bellissima!), e quindi mentre sentivo che mi si chiudeva la gola ho cominciato a dirmi "smettila! non morirai per una caviglia! respira ORA" ed è passato. Il fatto di riconoscerne i sintomi è triste perchè mi ricorda che è già successo, ma ottimo perchè so che è una cosa tutta della mia testa. E la mia testa può uscirne con un minimo di disciplina, smettiamola col panico immotivato.

In ogni caso il risultato è una caviglia che sembra un cotechino e un ginocchio nero di crosta. Ma tutto è risolvibile, tantopiù che posso ahimè lavorare da casa ed è un momento delicatissimo a lavoro...infatti anche nel weekend sto lavorando, e giovedì e venerdì ho tirato mezzanotte al pc.

Non voglio assolutamente che arrivi il lunedì, odio l'idea di dovermi rimettere a lavorare per 15 ore di fila, ma voglio che arrivi il lunedì perchè devo parlare con la banca. Uno dei momenti della verità potrebbe essere domani, e sono preoccupata, speranzosa, angosciata.
Vai così.

domenica 24 aprile 2016

Senza parole

Chi mi conosce lo sa...non capita spesso che io resti senza parole.
Posso stare in silenzio per molto tempo, ma è più un atto contemplativo della Madre Terra che un discorso di "non ho niente da dire", tanto più che il mio silenzio è impregnato da discorsi che faccio a me stessa.

Ieri però m'è capitato.
Dovete sapere che nel mi condominio una famiglia ha quasi 10k € di spese condominiali non pagate. Questa è una situazione tutt'altro che anomala in sè, tranne per il fatto che la cifra è decisamente notevole e il condominio non riesce a far fronte alle spese senza rate straordinarie per tamponare la situazione.

La famiglia consta di padre (imprenditore che ha dichiarato fallimento), madre (desperate housewife da sempre e con scarsa scolarizzazione), due figli grandi con piccole attività commerciali dove è noto giri droga (ma non so che incassi abbiano, di sicuro i figli non contribuiscono con le spese del condominio).
Per il quieto vivere, io saluto sempre e sono cordiale con tutti, anche con queste persone che non pagano, e per le quali mi tocca pagare delle rate extra ogni due mesi.

Stavo scaricando la spesa dalla macchina, portandola in cortile, quando arrivano anche loro e scaricano anch'essi la spesa (solo padre e madre). Lei decide che è il momento per chiacchierare. "Ho sentito che volete andare via da questo condominio".
Ah-eh. Mi sento con le spalle al muro...non siamo mica in confidenza. Lei incalza: "Ma come mai volete andarvene?"
Mi guarda con gli occhi spalancati, uno sguardo liquido. Il mio cervello va in tilt.
Dentro di me una vocina strilla: "Dille pure la verità: ve ne andate perchè siete praticamente gli unici a pagare" e un'altra vocina dice, piano: "Questo è un atteggiamento da psicopatica. Come fa a non fare 2 + 2?"

Il marito si dondola da un piede all'altro, si vede che non vede l'ora di andarsene. Saluta due volte, ma rimane lì, mentre lei ripete la domanda.
Di solito non avrei problemi a dire le cose come stanno, ma la signora mi sembra completamente suonata e non voglio infierire. La loro situazione è di pignoramento a breve da parte delle banche, il marito fallito, i figli che se ne fregano, i debiti che si accumulano, e io non capisco, cosa vuole sapere da me?
Alla fine balbetto che vorremmo una casa più grande e che in questo condominio ci sono vari problemi (proprio così, "vari problemi") e lei mi tira 2 minuti di filippica sul fatto che anche se traslochiamo, non è detto che non finiamo in un altro condominio con problemi (MA CHE MINKIA VUOI?).
Il marito la trascina via e io rimango lì, con le borse della spesa in mano e penso che la mente umana sia un mistero insondabile, non ti fa vedere quello che non vuoi vedere, oppure ti rende più stupido di una scimmia e la verità è che io provo pena per le persone stupide.
Poi penso alla rata extra che devo pagare il mese prossimo e la pena un po' mi passa.

lunedì 26 ottobre 2015

Allora!

Come consigliato nei commenti del post precedente, mi sono vista la puntata di giovedì scorso di xfactor (in ritardo, ovviamente, ma piutost che nient l'è mej piutost).
Hanno eliminato il mio concorrente preferito. No, dico, mi prendete per il gnàgnarooo???
Ochèi allora ditelo che non mi volete come spettatrice! :'D :'D :'D

Mio marito nel frattempo ha sfornato una burrosissima crostata pere e cioccolato, che ha lenito tutto il dispiacere.

Anche quello provato nel pomeriggio, quando sono andata al supermercato per prendere il necessario per la torta e -in coda alla cassa- una anziana mi ha praticamente calpestato perchè aveva fretta di pagare (e io non potevo scorrere per via di una mamma con bimba che mi impedivano il passaggio).
Alla mia protesta ("Potrebbe evitare di spingere?") l'anziana ha vociato un inaspettatamente rancoroso: "alza le gambe, tu!!!" facendomi il gesto con la mano.
L'ho mandata cortesemente a quel paese dove è nata, dove probabilmente sono tutti stronzi come lei, ma non è questo il punto: il punto è che il livello di maleducazione è altissimo, ovunque, anche nei posti dove tutto sommato potremmo essere più distesi e rilassati. Una cazzo di domenica pomeriggio in cui quasi non c'è fila, e no, lei deve passare stile tir a buttare giù tutti.

Il mio livello di (in)tolleranza tende drammaticamente ad abbassarsi.

mercoledì 9 settembre 2015

Sgradevoli "a volte ritornano"

Il mio ex PM mi ha telefonato oggi, che è giornata di fuoco per una serie di contrattempi e 4 ore di sonno appena sul groppone.

Il mio ex PM è quello di belle serate insieme e cene con colleghi di altissimo livello. Sì, è sarcasmo quello che sentite.
Erano giorni che lo pensavo perchè ho a casa ancora il PC di quel progetto, che non è mio ma della azienda cliente. Proprio lui aveva insistito in maniera esagerata che DOVESSI TENERLO A TUTTI I COSTI perchè nel caso servisse, dovevo poter collegarmi alla rete del cliente che è blindatissima per fare interventi spot. Questa cosa non è mai avvenuta, anche perchè col cazzo che abbiamo ancora un contratto assieme, ma tant'è: il pc è ancora a casa mia.
Bene, in 10' di telefonata è riuscito a mettermi a disagio più volte e a dire una montagna di st...upidaggini. In particolare:
PM "sai che nel frattempo, Collega Omofobo è diventato papà? Te lo passo e ti racconta i dettagli!"
IO "ehm, grazie, ma mi basta una fotografia, congratulazioni Collega Omofobo"
PM "no lui ti manda la foto e io ti racconto i dettagli di come ha concepito il bambino...AHAH come sono simpatico"
IO ".....scusa mi chiamavi per qualcosa di lavoro?"
PM "ahhh è vero che con te non si può dire NIENTE DI SESSUALE. Ti dà fastidio, eh? eh?"

ZIOCANTANTE MA CHE DITO IN CULO QUEST'UOMO.

Comunque ha chiesto ripetutamente se mi mancavano, tutti loro del bellissimo team.
Non te l'ho voluto dire solo per non darti un grande dolore: NO, NON MI MANCATE. PROPRIO PER UN CAZZO.

domenica 10 novembre 2013

Non è una recensione

Sono sui gomiti e mi si chiudono gli occhi, ma vorrei raccontarvi brevemente di un libro che ho comperato in settimana e finito la sera stessa dell'acquisto (letto tra le 20 e l'una di notte con varie interruzioni).
Si chiama "Sto bene, è solo la fine del mondo" a firma di Ignazio Tarantino, e che vi consiglio perchè nonostante sia un romanzo, è in realtà un'autobiografia romanzata molto vera, molto attinente alla realtà.
Come faccio a dirlo? Beh, è chiaro! L'ho sperimentato di persona!
Andiamo con ordine: il libro racconta la storia di una famiglia (e in particolare di un bambino che nel corso dei capitoli cresce fino alla post adolescenza) che si converte a una religione cristiana molto settaria (è facile pensare ai Testimoni di Geova per via di qualche indizio, ma la setta non viene mai menzionata).
La storia è terribile perchè raccontata dagli occhi di questo bambino/adolescente che vive e crede nei fondamenti di questa religione, con vena molto spesso acritica
E ovviamente, una persona al di fuori di quest'ambiente e che legge il libro non può che sentirsi accapponare la pelle nell'intuire la manipolazione che viene prodotta nelle menti di chi viene convertito.

Il fatto è che dopo le superiori ho vissuto per qualche tempo negli USA, a casa di parenti che abbracciavano (e tutt'ora abbracciano) una setta cristiana molto molto molto aderente al racconto del libro. Ci ho ritrovato tantissime analogie, persino dialoghi ripetuti parola per parola. Ho passato metà della lettura del libro a bocca aperta, quando me ne accorgevo la chiudevo di scatto e poi la riaprivo alla frase dopo...è tutto vero, l'ho vissuto anche io sulla mia pelle, l'ho sperimentato da dentro questa setta, fatta da gente non cattiva, mossa da buonissime intenzioni, ma manipolate dall'alto e rigidamente recintate in regole strettissime.

La cosa più triste è che dopo tanti anni, proprio mossa da questa lettura fatta settimana scorsa, ne ho riparlato apertamente a mia madre e a una mia parente (la quale aveva fatto la medesima esperienza qualche anno prima di me, ma lei agnostica si era fatta battezzare per convenienza e tutti contenti l'avevano lasciata in pace), e nessuna delle due condivide il mio pensiero, anzi, direi che lo trovano un atteggiamento stupido: i miei parenti americani all'epoca cercarono in tutti i modi di battezzarmi (sono già battezzata cattolica contro la mia volontà, ma ovviamente per loro non valeva) e di convertirmi, studiai la Bibbia, partecipai alle loro messe e ai loro incontri che si tenevano periodicamente a casa di "fratelli e sorelle di Fede", sopportai sermoni in casa e conversazioni che vertevano per lo più su domande quali: "qual è il versetto che preferisci?", prendendo tutto come un esercizio di Inglese, ma dentro di me sentendomi una pressione addosso che difficilmente è gestibile da una 19enne (anche adesso mi sentirei soffocare alla grande, lo dico). Per fortuna, la mia testardaggine e il mio senso del dovere e dell'onestà (ho un Super Io grande come una montagna, il che spesso mi dà dei problemini...) mi hanno fatto resistere, nonostante il fatto che sarebbe bastato dare loro un "contentino" per vivere felicemente senza rotture di palle quotidiane fino alla fine del mio soggiorno. Io però non voglio essere così, non lo volevo allora e non lo voglio adesso, nè mai. Devo poter dire quello che sono veramente, devo poter rispettare le idee altrui ma anche che gli altri rispettino le mie, e me. Perciò anche se ho ascoltato la loro parola, anche se ho studiato insieme a loro, quando mio zio mi chiamava "sister" (perchè tra di loro si chiamano tutti fratelli e sorelle) io rispondevo categoricamente "I'm not your sister, I'm your nephew", e se mi chiedevano "are you saved?" (intendendo se fossi della stessa chiesa) io rispondevo di no, che ero cattolica e che non mi interessava cambiare grazie. (=pippone di ore nel tentativo di dimostrare che la Chiesa è Babilonia, ma grazie al cazzo, lo so da me e INFATTI vorrei sbattezzarmi, ma mi limitavo ad annuire e a dire che non volevo comunque diventare parte della loro congrega THANKS A LOT)

Il tutto per dire che cavoli, questo libro è un ritratto fedele della REALTà REALE e che le sette cristiane probabilmente si assomigliano tutte. Un'altra cosa, questo post parla di sette, ma ovviamente io sono contro tutte le religioni del mondo, che probabilmente alla base hanno persone che ci credono sul serio, che sentono che c'è qualcosa di più grande e più forte di noi, che tutto questo universo ha un senso, ma mi spiace, QUESTO NON C'ENTRA CON LE GERARCHIE RELIGIOSE. Le religioni sono fatte per manipolare il cervello delle persone, per creare regole diverse e spesso in conflitto con le regole della società in cui viviamo, è un gioco di potere e il potere ce l'ha chi influenza le persone, le fa pensare come vogliono loro, non ce l'ha chi fa crescere persone con PENSIERO CRITICO e LIBERE DI SCEGLIERE.
Io mi sono sentita in gabbia negli stati uniti, ma mi sento in gabbia anche per essere stata etichettata come cattolica quando sono l'esatto opposto di un cattolico che aderisce ai dettami della bibbia e del vangelo.
Io non sono così. Non importa se credo in un Dio, in un Gesù, in un Allah o se aderisco a una religione animista (come la religione Shintoista, poniamo). Io non sono come mi vogliono loro, e non lo sarò MAI. Se sento qualcosa, lo sento nel mio cuore e non ho bisogno nè di un libro che mi dica come devo comportarmi (per quello esistono le leggi mutevoli degli stati) nè di una persona da un palco che mi incita a pensarla come loro. 
Se c'è un Dio, non ha certo bisogno di un palco e un microfono per manifestarsi. Ed è per questo che credo che le religioni siano aberrazioni, e mi auguro che un giorno spariscano tutte, permettendo agli uomini che vogliono credere di ascoltare il cuore, e non le casse a tutto volume.

giovedì 1 agosto 2013

Luglio col bene che ti voglio...

...grazie a dio sei finito!
Oggi primo agosto, con un piede già in vacanza e il resto del corpo in ufficio a marcire dentro, mi è capitato il classico paradosso all'italiana.
Siccome sarò via 3 settimane, non ho preso il mensile. Arrivata a Sesto 1° Maggio (fermata extraurbana della metropolitana milanese) mi fermo a comperare alle biglietterie automatiche due biglietti cumulativi (urbano + extraurbano).
1,95€ a biglietto.
Uno dei due mi viene respinto ai tornelli. Ero in ritardissimo per l'ufficio, chiedo aiuto agli omini che sono lì pagati per dare supporto. Notare: non vengono pagati per controllare (infatti si appellano al sindacato perchè non vogliono fare i controllori anche se stanno ai tornelli, quello lo devono fare altre persone, è pericoloso), vengono pagati solo per dare assistenza. Sottopongo il problema, e mi viene risposto che sapevano che quella emettitrice dava problemi (mettere un cartello no???) e che prima o poi arriverà il tecnico a metterla a posto. Ho chiesto se mi sostituivano il biglietto, ma non c'è soluzione: devo andare in un ATM POINT (il più vicino a dove lavoro è Duomo, a qualche fermata di metropolitana) a farmelo sostituire.
Cioè, per non perdere 1,95€ ne devo spendere 1,50€ per il biglietto urbano che mi porta a Duomo???
No ma GENI!!!
Oppure farmi 3 km sotto il sole a 38°, perdendo ore per recuperare 1,95€, come no.
Certo, non sono tanti soldi ma mi dà un fastidio che come al solito non ti diano aiuto CONCRETO. Siamo sempre quelli che ci rimettono, noi utenti. L'emettitrice automatica non funziona? Problema che devo risolvere io. Emette documenti di viaggio errati? Devo risolverlo io. Non prende bancomat(una delle due è sempre rotta)? Problema da gestire da me.
Odio questo Paese dove non funziona bene nulla, men che meno il customer care: tu sei il pollo da spennare, e stop.

giovedì 18 luglio 2013

Bei momenti

E' un periodino un po' difficile per me, me ne succedono tante. L'ultima in ordine di tempo è aver scoperto che un centro medico a Milano ha mentito a Claude che si era rivolto a loro per un controllo ai denti. Gli avevano fatto una panoramica gratuita (ma che non sarebbe stata consegnata, rimaneva lì al centro) e gli avevano detto che aveva 4 carie da curare, mentre invece da una panoramica fatta in un posto indipendente non risultano carie.
Sono spaventata dal fatto che non si può dare fiducia a nessuno...nemmeno o soprattutto ai dentisti!
Io poi mi sono imbattuta in una coppia di truffatori che mi hanno alleggerito il portafogli senza che nemmeno me ne accorgessi. Sono stati incredibili, ero sicura che a me non sarebbe mai potuta succedere una cosa del genere (farmi fregare dei soldi per strada) ma invece no...è successo pure a me che sono una milanese paranoica e cresciuta in mezzo a mille pericoli. Non prenderò mai più in giro chi si fa truffare: ci si casca come se si fosse sotto a un incantesimo, grazie alla bravura di questi personaggi. Mi hanno distratto e hanno sfilato i soldi. Il portafogli è intatto per il resto, nè mi hanno portato via tablet o cellulare. Pazzesco, no?
In compenso sono due giorni che cerco di completare la denuncia ai carabinieri, ma sembra più difficile del previsto: il maresciallo non c'è mai. Gli hanno cambiato i turni due volte e non riesco a trovarlo in caserma. Continuano a rimandarmi l'appuntamento e a lavoro sto facendo il balletto del "ok, oggi devo uscire prima. ah no, domani mezza giornata. ah no, devo entrare prima! ah no, basta che vado di sera. ah no..."
In teoria domani dovrei andare alle 9am, speriamo sia la volta buona, perchè a lavoro ho detto appunto che sarei arrivata tardi. Boh!!!

Comunque abitare a Lissone non mi fa sentire più sicura come prima, quando 4 anni fa sono arrivata da Milano. Mi hanno rubato la bici, mi hanno rubato i soldi, e altre cose che lascio perdere per privacy...però insomma, non è tutto rose e fiori abitare in provincia. Peccato.


giovedì 15 novembre 2012

Biscotti

Ieri mattina sono saliti sul tavolo e hanno sventrato un sacchetto di dolci siciliani, sparpagliando biscotti dal bagno all'ingresso.
Certi giorni penso che i gatti bastano e avanzano, altro che figli.

venerdì 2 novembre 2012

Bad day

Pessima giornata, oggi.
Comincia con Bella che durante la notte ha fatto la pipì sul divano, e stavolta non c'ero io a fermarla prima che fosse tardi.
Il divano è "completamente sfoderabile", diceva chi ce l'ha venduto.
Ora, ma chi cuce le coperture dei cuscinoni è un sadico o solo crudele? Mettono le zip cortissime rispetto alla lunghezza del cuscinone, così se sfoderare è complicato, re-infilare la copertura è impossibile a meno di avere la forza di hulk. Voi che avete progettato la sfoderabilità del mio divano: vi odio, sinceramente.
Già stamane non avevo le forze nemmeno per sgridare la gatta (a cose fatte, poi, non ha molto senso, bisogna beccarla sul fatto). Dopo aver messo su la lavatrice di cose pisciate, ho girato tutto il giorno come una pazza oggi per fiere, compleanni, assegni da consegnare, orologi da recuperare, e veterinario da consultare.
Sì perchè giustamente prima di arrabbiarmi ancora meglio escludere una origine organica dell'"incontinenza" di Bella. Ma aggiungiamo delirio al delirio, devo portare un campione di pipì pulito della gattina al veterinario. E come si fa, se la fa nella sabbietta agglomerante (o sul divano)?
Il veterinario mi ha consigliato di separarla da Nero, e in un'altra lettiera mettere delle lenticchie. Quando farà pipì, colerò la pipì in un contenitore (sterile? boh) e glielo porterò in giornata.
Ero stremata dalla giornata: sembrano cose piacevoli quelle che ho detto sopra no? compleanni, fiere...no, sticazzi. Non volevo partecipare a nemmeno una di quelle cose. Erano tutti obblighi e ci ero costretta dalle circostanze e dal mio stupido senso di responsabilità. Ero così stanca mentre guidavo verso casa alle 6 di sera, fuori era buio come se fosse stato notte, e io cercavo di tenere gli occhi aperti e pensavo che dovevo correre o chiudevano la clinica veterinaria.
Quando sono uscita era ora di chiusura dei negozi e addio lenticchie, quindi non so nemmeno quando avrò tempo di fare sta cosa della pipì.
Meno male che la mia migliore amica, che non a caso è la mia migliore amica, mi ha regalato delle traversine antipipì da mettere sui cuscini ormai puliti dei divani...santa donna, non sapete quanto mi salva il culo!
Claude per di più anche se in teoria era in ferie, è andato a lavorare per un problema urgente ed è tornato pochi minuti fa col treno delle 23:00, e io che già mi sentivo uno schifo assurdo ho pure dovuto stare da sola tutta sera a macerarmi di brutti pensieri.
Mancano 10 minuti alla fine di questa giornata. L'archivio sotto la voce "giornata stronza". Bah.

venerdì 10 agosto 2012

Da sola di notte

Mi sveglio, e non è ancora giorno ma è molto più che notte.
A fianco a me il letto è vuoto, visto che Claude è fuori con gli amici.

Però sono sveglia, e sono sveglia perchè ho sentito dei rumori. La Casa fa rumori spesso, il tetto in legno mugola e scrocchia di notte e spesso ho avuto paura, ma stavolta è diverso.
Stavolta mi sono svegliata perchè ho sentito dei rumori.
Mi capita quando dormo da sola, e mi alzo intimidita ma decisa e accendo tutte le luci della casa, faccio una ispezione e torno a letto.
Ma stavolta è diverso, non muovo un muscolo e risento dei rumori.

Penso e maledico l'estate che mi fa dormire con tutte le finestre spalancate, cerco di ricordare se ho chiuso la porta, penso che forse mi sono sognata tutto e risento dei rumori.

Afferro il cellulare che è acceso e vicino al letto. Da quando è successa quella cosa io cerco di non avere mai il cellulare staccato o senza suoneria mentre lui non c'è. Si sa mai.
Mando un sms al mio compagno, facendo volare le dita sulla tastiera touch che se potesse protestare gemerebbe sotto la forza del mio pigiare tasti virtuali. Mai stata così veloce a scrivere.

Ho sentito dei rumori...sul tetto...Che paura :(

 Rumore soffocato in bagno, lo sento distintamente. In bagno ci sono i velux, le finestre ribaltabili del tetto, completamente aperta. Mi si gela il sangue. Claude mi risponde.

Sono in bagno. Ma non ti consiglio di entrare :D

Fine della notte horror.

giovedì 14 giugno 2012

Non sono morta /2

Quando ho preso la scossa era passata da poco la mezzanotte, quindi era già oggi.
Bene, OGGI sto attentando alla mia vita in maniera inusuale. Di solito mi limito a centrare gli spigoli del mobili o delle porte con la gamba o con il mignolo del piede, ma oggi no, oggi mi dò da fare.
Sono andata a ritirare il mio 730 e attraversando vicino alla stazione centrale di Milano un cretino in 500 ha cercato di mettermi sotto. Stava svoltando a velocità davvero altissima nella via dove io attraversavo sulle strisce (e avevo il verde).
Ha inchiodato a pochi cm da me, è entrato in funzione l'ABS che lo ha quindi fatto ulteriormente avvicinare a me che nel frattempo producevo qualcosa di marrone nelle mutande dal terrore...ok le mutande sono salve, ma io mi sono davvero vista la morte in faccia.
E due.
Prima della fine della serata riuscirò a dire "sono al sicuro!!!"?

martedì 1 maggio 2012

Incubo

Appena ho qualcosa che non va, ecco che faccio incubi. Ho passato tanti anni della mia vita in cui tutte le notti, e non ne saltavo una, avevo terribili incubi splatter, atroci, orrendi. Per fortuna quella lunga fase è passata, e per essere esatti da quando ho incontrato Claude. Piano piano gli incubi sono passati da splatter a "normali", e poi sono sfumati in sogni particolarmente complessi per trama o scenografie. Insomma, continuo a sognare come una matta, ma almeno certe scene me le risparmio!

Ecco però che un piccolo irrisolto si manifesta in questi giorni nella mia dimensione onirica, e quando mi sveglio sono parecchio scocciata dalla cosa. Già non ci vorrei pensare da sveglia, figuriamoci se devo pensarci da dormiente!
Sto parlando della situazione con il mio (ex-)amico M.
E' un anno che non ci sentiamo più, io evito accuratamene di chiamarlo dopo che è saltato fuori un altro fattore di disturbo. Non posso parlarne qui per motivi di privacy, ma è una roba che mi fa schifo, ma schifo, ma schifooo e che io sapevo si poteva verificare, ma la vedevo come una possibilità remota, lontana da me. Quando me l'hanno riferita, mi è salito un nervoso che la metà bastava e in quel momento il gong della morte definitiva della mia voglia di rivederlo è suonato PER SEMPRE.

Fattostà che siccome lui non è però una cattiva persona, non mi va di vederlo per chiarire, perchè se lo vedo lo insulto. :-/
Quindi ho smesso di farmi sentire e non ci siamo più visti. Il giorno del mio compleanno a inizio aprile mi ha scritto improvvisamente un sms: "un amico è per sempre". Stacippa, è per sempre.
Ecco, adesso mi sento cattiva e crudele di nuovo. Ma ragioniamo: quando l'ho conosciuto avevo tipo 25 anni e lui 60 e rotti. Io l'ho visto come una figura paterna aggiuntiva, toh, uno zio. Lui però mi ha assurto a "migliore amica" e io dico, ma sta cosa sarà normale? Con tutti gli amici che ha (decine e decine di ottime conoscenze lunghe 40 e più anni) perchè me, che cosa ha da spartire tutto sommato con una che ha l'età di un figlio?  Non lo so è sempre stata una nota stonata sta cosa per cui io ero la sua migliore amica (grazie, lusingata) e lui quindi automaticamente doveva essere il MIO migliore amico (anche no) e dovevamo vederci spessissimo altrimenti vai di broncio, ricattini morali, imposizioni velate. Al momento, come mio solito, mi lasciavo scivolare le cose addosso anzi sentendomi io in difetto. Poi quando il vaso è colmo, mi parte l'embolo e chiudo i ponti.
Mezze misure, queste sconosciute. :-(

L'altro giorno con una scusa banale mi chiama un tizio suo amico proponendo una cena "tutti assieme". La mia reazione? non l'ho nemmeno fatto finire di parlare. Ho latrato un "per me è escluso" e ho sentito l'interlocutore farsi piccolissimo dall'altra parte della cornetta. Mi vergogno di essere così netta senza alcun indizio di diplomazia, ma è la mia forma di difesa: ogni volta che cerco di essere gentile, le persone con cui non voglio avere a che fare si prendono dito/mano/braccia e io cerco di capire come sia possibile che abbiano trovato un appiglio nelle mie parole.
Quando sono così esplicita invece mi lasciano in pace. :-( Ma probabilmente il tizio non c'entrava niente e io ho esagerato.

Insomma tutto questo per arrivare all'incubo di stanotte: ho sognato che andavo a cena con M. per spiegargli le motivazioni per cui non lo volevo più vedere, e per dirgli che non volevo più nè sentirlo nè ricevere sms da lui.
Messa alle strette gli confessavo il motivo principe (ma ce n'è più di uno) che mi fa venire il nervoso, e lui si alzava arrabbiatissimo e se ne andava via.
A me toccava pagare il conto (tutto visto che lui non era in vista) ed erano ben 250€! Non avevo abbastanza plafond sulla carta di credito e sul conto non avevo nemmeno un euro, e non sapevo che fare. A quel punto arrivava lui e voleva pagare al mio posto, ma la cosa mi bruciava da morire perchè non volevo avere debiti nei suoi confronti. Allora cercavo di contrattare con il gestore dicendo che avrei lavato i piatti almeno per la mia parte...poi il sogno si è fatto confuso e non so come è andata a finire, fattostà che mi sono svegliata col nervoso addosso di essermi cacciata (oniricamente) in una situazione sgradevole e soprattutto di aver subito gli umori di un vecchio che è IN TORTO MARCIO e da cui non devo sopportare nessun tipo di atteggiamento.

Ecco uffa invece di liberarmi della sensazione mi stanno fischiando le orecchie...uff meglio se provo a distrarmi e non ci penso più. La mia saggia amica Sy l'altro giorno mi ha detto: "ma che cosa gli devi? una spiegazione faccia a faccia??? Mica era un tuo fidanzato". Verissimo, anzi solo l'idea mi fa senso.
Quindi, che se ne vada a quel paese, basta ricatti morali. Riesce a mettermi l'ansia per uno stupido sms...devo proprio liberarmi da questo fantasma.

sabato 31 marzo 2012

Momenti di passaggio

Sto molto meglio tanto da poter tornare a lavoro.
Non ne sentivo la mancanza onestamente!!!

Comunque in queste due settimane (quella appena conclusa e la prossima) sarò impegnata con due corsi, il che significa alzarsi ogni mattina alle 6:30 o giù di lì per poter prendere un treno certamente in ritardo che mi porti a lavoro, in questo ameno posto lontano da casa mia.
Preferisco così a quello che mi aspetta DOPO pasqua, alias settimane di studio/lavoro su un sistema che mi fa schifo e che odio.
Posso dirlo con una certa cognizione di causa: odio il mio lavoro. Il giorno in cui ho deciso di entrare nell'azienda di famiglia, mi sono praticamente arrotolata una catena al collo e ho smesso di decidere.
Ho chiesto formalmente un part time, tra parentesi, perchè part time potrei anche e volentieri spalare merda tutto il tempo, non mi importerebbe.
Ma ovviamente la risposta è stata NO MI SPIACE.
No mi spiace perchè devo fare questo e quell'altro. No mi spiace perchè dovrò prendermi delle responabilità in azienda in futuro. No mi spiace perchè si conta su di me per questo e per quello.
A me delle responsabilità non interessa proprio niente. Io non sono una di quelle che scalpitano per diventare capi o team leader o altro...onestamente del mio lavoro non me ne frega proprio niente.
Io lavoro per poter fare ALTRO dopo il lavoro. Potessi stare a casa a coltivare la mia passione per l'illustrazione, per le sperimentazioni di cucina vegetariana (che peraltro pratico con scarsi risultati nei ritagli di tempo libero), se potessi stare a casa per passare il tempo a curarmi la schiena, a curarmi l'allergia, a curarmi la pelle, beh insomma non mi dispiacerebbe affatto.
Se potessi stare a casa per dedicare il mio tempo a battaglie di civiltà su temi ecologici, di sostenibilità ambientale e di integrazione tra le culture, poi, ne sarei felicissima. Ho un mucchio di idee in proposito su quello che si potrebbe fare a livello locale in merito. Cose piccole, dal basso, fattibili ed economiche, per cambiare la mentalità dei brianzoli che abitano da queste parti. Tanto si può fare, sarebbe bellissimo poterlo fare, invece per poter pagare il mutuo e le mie spese devo necessariamente lavorare su argomenti che non solo non mi interessano, ma non trovo neppure utili al mondo.
Lavoro con clienti che spesso disprezzo se non addirittura boicotto come consumatore, per migliorare e massimizzare i loro profitti riducendo i loro costi. Mi detesto. Sono una idealista che per necessità fa grandi sorrisi dove vorrebbe invece sputare in faccia. Questa io la chiamo ipocrisia, e mi faccio una rabbia che non vi dico.

ps. e no, non cambio lavoro.

martedì 21 febbraio 2012

Nokia N8, una storia infinita (di crash)

Ancora.
Mentre aggiornavo il Symbian del mio Nokia da "Anna" a "Belle", è comparsa la scritta "Errore di sistema" sul mio povero cellulare. Dopo pochi istanti il mio Asus U36S D, collegato via usb al cellulare per installare l'aggiornamento, mi ha data una fatale schermata blu di Windows.
Il mio portatile nuovo sta bene, per fortuna, ma il telefono non si è più ripreso.
E' completamente morto. Domani lo porto in assistenza, anche se non sto ancora bene, ma ancora una volta questo telefono mi ha dato prova che una nuvoletta nera carica di SFIGA gli aleggia sopra e NON VUOLE ANDARE VIA.

Ha un anno e un mese di vita. E l'ho già mandato in assistenza, me l'hanno cambiato, l'ho dovuto piallare, mi ha dato problemi con le wireless e poi con le connessioni internet in generale...BASTA. Io rivoglio il mio nokia 3310!!!

venerdì 30 dicembre 2011

Ballegirate

Oggi 30 dicembre 2011 lavoro da casa. Beh. Lavoro.
Ho davvero troppe distrazioni (questo post ne è un esempio eclatante) e per di più devo studiare. Da uno a dieci, quanto odio studiare? Direi 100'000'000'000.
Sono previste forti nevicate stamane sulle alpi di confine, cattivo tempo domani e ottimo per andare a sciare il primo dell'anno. Ma dubito che potrò andare a sciare.
Quest'anno organizzare il Capodanno toccava a me. Fallimento su tutta la linea. Probabilmente finirò con Claudio a brindare alle otto di sera e andare a dormire alle nove. O forse no, ma se già Capodanno mi sembra una festa insulsa, così è ancora peggio. Mi sembra di essere stata bidonata da tutti i miei amici (e in effetti è così), quelli con cui si era instaurata una sorta di tradizione. Ma le tradizioni evidentemente sono nojose, tranne che per me (io le adoro!). Pazienza.
Non è che io non abbia alternative a Capodanno, ma onestamente ho sviluppato una certa idiosincrasia per le folle, per andare a ballare, per i posti in cui non ci si può rilassare e non si possa chiacchierare amabilmente.
Sarò vecchia, non so!

sabato 17 dicembre 2011

Se la donna abortisce, l'uomo può abusare di lei illimitatamente

Caro arcivescovo di granada o di dove cazzo stai,
sei un pezzo di merda. Sei un insulto a tutti gli esseri umani e specialmente di sesso maschile.
Sei un rigurgito di culo della società, e spero vivamente che tu venga preso a pedate da tutte le donne che incontri, tu lurida feccia schifosa, tu sterco di vacca, tu figlio di puttana.
Anche tu hai avuto una madre: ebbene, avrebbe dovuto abortire TE. Muori il prima possibile, grazie.

Edit: per chi non parla lo spagnolo: tra il minuto 2:10 e 2:36 più o meno, dice:
“Matar a un niño indefenso, y que lo haga su propia madre, da a los varones la licencia absoluta, sin límites, de abusar del cuerpo de la mujer” (Trad.: Uccidere un bambino indifeso, per mano della sua stessa madre, dà agli uomini il diritto, senza limitazioni, di abusare del corpo della donna)

E comunque tutto il discorso è un delirio di stronzate.
Mavaffanculo, va'.
Fonte: http://it.paperblog.com/l-arcivescovo-di-granada-se-la-donna-abortisce-l-uomo-puo-abusare-di-questa-543133/

martedì 9 agosto 2011

Lamentemose

Sono in piena crisi mistica da "sono in ritardo e non riesco a uscire di casa!".
Mi viene periodicamente questa crisi, e di solito proprio nei momenti del "non rimandabile".
La verità è che ho una To Do List piena (nonostante sia in ferie) e non so a cosa dare priorità.

Nell'ordine/disordine:
1) ceretta
2) spedire un pacco internazionale
3) comperare le cose da mettere nel pacco internazionale
4) comperare un paio di scarpe
5) portare i vestiti smessi alla campana per i poveri
6) truccarmi
7) mettere una lavatrice...ma forse no, ci devo pensare (sarebbe la terza oggi)
8) comperare uno shampoo specifico che trovo solo a Milano
9) fare una mini spesa all'esselunga
10) scrivere delle mail per avvisare del mio arrivo in sudamerica, con volo/orario
11) andare all'ikea per forse convincermi a comperare una poltroncina
12) far mettere un punto invisibile alla giacca che ho appena comperato perchè l'antitaccheggio ha appena appena scucito un angolo (antitaccheggio di merda)
13) andare a forse comperare una bicicletta
14) girare i Decathlon per un portabibicletta che metterò a disposizione del condominio

Cosa faccio, cosa salto, a cosa dò priorità? T.T Crisi profonda. Voglio sedermi e guardarmi un film, ecco.

edit: aggiungiamo che devo anche mettere a posto e pulire un po' casa. Ma il mio cervello pensava solo a quello che gli piaceva di più... :P

lunedì 11 luglio 2011

This is summer

Io odio l'estate per svariate ragioni, la prima e madre di tutte le altre è certamente il caldo.
Chi legge questo blog ne avrà gli zebedei pieni di sentirmi dire ogni anno, ogni estate sempre la stessa cosa, ma questi sono i mie due minuti d'odio contro il caldo e l'estate perciò sì, lo sto per rifare.

ODIO L'ESTATE e il suo caldo soffocante.
ODIO L'ESTATE e l'umidità che incolla i vestiti addosso, sfregandoteli contro la pelle.
ODIO L'ESTATE e l'aria immmobile che mozza il respiro.
ODIO L'ESTATE e il fatto che sudo in ogni minima piega di pelle, senza discontinuità, con picchi che mi fanno rimpiangere di non avere un asciugamano a portata di mano.
ODIO L'ESTATE e il fatto che i miei capelli mi fanno da copertina di lana sulle spalle e sudo così tanto che qualunque dicasi qualunque pettinatura non dura più di due ore perchè il sudore li increspa inesorabilmente e non c'è spuma che tenga. Nemmeno gel CROSTIFICANTE. Le ho provate tutte, niente.
ODIO L'ESTATE e quei pomeriggi assolati in cui l'unica cosa che vuoi è...no non vuoi niente, fa troppo caldo per qualsiasi cosa!
ODIO L'ESTATE e il fatto che esco dalla doccia e sto già sudando.
ODIO L'ESTATE e tutta la gamma di moscerini e bestie che porta con sè. Tutti: dalla mosca stronza che continua a venirti addosso, ai moscerini della frutta che appaiono 5 minuti dopo averla tirata fuori, ai vermi che - nonostante l'attenzione che ci metti e il fatto che lavi il balcone ogni settimana - appaiono sotto qualunque sacco della spazzatura stia al sole per qualche giorno.
A questo proposito: sì, è successo di nuovo.
E tra l'altro succede sempre di lunedì.
Memore di quella HORRENDA esperienza, non mi è mai più capitato di lasciare l'umido per più di 4 giorni sul balcone, e in effetti stavolta non si sono sviluppati lì, ma sotto al sacco nero che per qualche ragione strana ha fatto da base ideale per questi esseri orrendissimi (forse aveva un piccolo buco, chissà).
Quando ho spostato il sacco della spazzatura e li ho visti, ho ovviamente gridato, ma MAI quanto ho gridato quando ho tirato fuori la paletta e lo scopino che erano dall'altra parte del balcone. Erano INVASI pure quelli.
Ho ancora i brividi, che schifoooo che schifooooooooo!!!!!
Cmq li ho sterminati con la candeggina. Anche se la parte peggiore di tutte è doverli tirare su a MANCIATE per buttarli via. Credevo di svenire.
Lo sapete che poi è buffo? Me la menano in molti perchè dicono che il mio standard di pulizia e igiene è più alto della media (alcuni dicono insopportabilmente), poi però mi succedono 'ste cose...non so cosa dire...tranne che mi domando come facciano a sopravvivere certi amici di Claude, maschi single e con una certa propensione ad accatastare piatti sporchi per tutta la casa per giorni. Ora che mi ricordo, credo di aver usato la giacca come copridivano più di una volta per evitare di prendere il tetano...



Ok forse sì sono un po' esagerata. :D

domenica 8 maggio 2011

Immagini così

Siccome il mio Nokia N8 ha deciso di non andare più in internet, sto facendo il backup delle foto/dati/contatti per poi provare a resettarlo.
Tanto vale condividere con voi le mie sciocchezzuole... :D

Vi ricordate quando vi dicevo che le vespe cartonaie (chiamate così perchè usano del legno impastato con la saliva per proteggere le loro larve, dall'aspetto di carta o cartone pressato) avevano fatto il nido nelle mie imposte?
Be ecco qua: ogni imposta ha una specie di supporto in metallo a stantuffo: quando sono completamente aperte le imposte, questo stantuffo è completamente ritratto e si forma un buco, prontamente riempito dalle stronzette con la loro robaccia. La vedete perchè nella foto risalta di bianco. Sembrava proprio carta spezzettata e pressata:
Invece qui vedete che lo stantuffo chiuso (sulla destra si vede il pezzettino interno che esce) non avrebbe mai permesso di essere riempito di schifo: abbiamo risolto il problema così: chiuso le imposte e hoplà!, s'è pulito tutto quasi da solo...addio nido...

Questa invece è la mia bellissima borsa nuova, che mi ha regalato mio padre. Ha un gusto e un occhio invidiabile per regalare borse, certe volte penso che dovrebbe fare, ora che è in pensione, il personal shopper o come diavolo si chiama. Ma credo si annoierebbe a farlo per altre che non siano le figlie o la moglie.

Qui invece ho documentato la mia prima volta con le zucchine ripiene. A forza di seguire il blog di Aria ogni tanto mi cimento in ricette preparabili in un po' più di mezz'ora (il mio limite standard). Comunque non trovo che ci siano ricette particolarmente difficili, trovo che ci siano ricette lunghe, magari noiose, ma difficili no: forse solo cose tipo la maionese che se sbagli qualcosa impazzisce, o le bavaresi (a cui non mi approccerò mai, peraltro: conosco i miei limiti).
In ogni caso, ecco qui le mie zucchine ripiene:


Bisogna fare attenzione ad aprirle col coltello. Prima il cappellino...


Poi mi sono aiutata con lo stesso coltello per tirare via la parte centrale della polpa...



Continuando e rifinendo con un cucchiaino (fino a farmi venire una vescichetta. Che cavolo! Non sono abituata...).






Nel frattempo ho sbiondito della cipolla, che ho poi unito alla polpa delle zucchine, a del parmigiano reggiano, a del riso in bianco e a del pepe e del sale aromatico, oltre del prezzemolo a freddo (meglio non cuocerlo).





Una cosa che non ho fotografato è stato il momento in cui ho messo le zucchine vuote e scavate a cuocere al vapore per 10 minuti.
In questa maniera si ammorbidiscono molto e sono pronte per essere riempite col ripieno:




Ecco quindi che le ho infornate e dopo una mezz'oretta a 220° il risultato è...bruciato??? :D
Ma no, è normale!!! Anche se si sono colorate molto, vi assicuro che sono venute benissimo :D

Sono davvero leggere così, ma chiaramente il ripieno può essere fatto diversamente, per esempio con tofu e pangrattato, pomodoronini, prezzemolo, insomma c'è da sbizzarrirsi.


L'altra sera ero in auto vicino a casa mia e ho visto un bel tramonto. Ho provato a fotografarlo al volo mentre guidavo, ma il risultato è scarsino..


Volevo postare su twitter quest'altra foto invece perchè mi piacciono moltissimo i colori e soprattutto il ciondolo, regalo di una amica dolcissima:


E poi? E poi basta foto. Piuttosto, un aggiornamento: il mio caxxo di Nokia N8 mi richiede per essere resettato un codice di protezione che io NON ho impostato/cambiato, perciò dovrebbe essere quello standard: o 12345 oppure 00000. Funzionasse....NOOOO non funziona un kaiser, perciò col cavolo che posso resettarlo, col cavolo che posso tornare ad avere un cellulare che si connette a internet. Dovrei portarlo in assistenza, ma io lavoro e non ho mica tempo per andare in orari da ufficio presso l'assistenza! Li odio, come possono rendere complicate le cose semplici???
Basta, è l'ultimo Nokia che compero!!!!

Sono davvero arrabbiata, devo buttare via tempo che non ho, e tutto perchè le procedure per fare cose semplicissime come resettare un telefono diventano assurde per dei codici che io non ho impostato e che non funzionano. Tra l'altro, non è che ci ho fatto niente eh? Ha deciso di perdere le configurazioni da solo. Mi sono fatta rimandare le configurazioni dal mio operatore telefonico, e non si è risolto quindi è hardware il problema.

Morissero domani!

EDIT:
schiacciando la seguente combinazione di tasti, il telefono si è resettato.
Fotocamera + volume giù + menu

Il problema è che il codice di protezione ancora è sempre dato come errato. Per questo problema, dovrò rivolgermi all'assistenza di sicuro...ma sarà fra mooolto tempo temo.
Se non altro, ora si riconnette a internet!!! evvai!!!